L’Empatia azzurra!

E’ forte l’empatia che si è creata tra il Napoli di Sarri e il pubblico di Napoli, dopo la traumatica sconfitta con la Lazio, lo scorso anno, la città era un po’ contrariata dalla squadra azzurra e le presenze allo stadio, ad inizio campionato, non hanno per nulla agevolato il lavoro del tecnico tosco-napoletano. Durante le prime partite, il San Paolo, è apparso quasi freddo, poi i primi 5-0, le schiaccianti vittorie contro le grandi che hanno suggellato quasi un patto unico tra la squadra e i tifosi azzurri che sono tornati numerosi ad affollare le gradinate flegree. Un giorno all’improvviso è la colonna sonora dei giorni magici napoletani di questo Napoli primo in classifica. Un coro vulcanico, sentito fortemente anche dai calciatori, che dopo ogni partita si fermano sotto la curva B e cantano insieme alla squadra, creando un’atmosfera unica nel suo genere in Italia, e il classico boato sudamericano che solo a Napoli si può ascoltare. Quello che succede a Napoli come al solito fa più rumore, opinionisti, addetti ai lavori, e persone di ogni campo si chiedono quanto possa inficiare questo modo di fare sul prosieguo agonistico della squadra, ma una volta per tutte andrebbe spiegato che quello ormai è un rituale che si ripeterà comunque, non solo per festeggiare una vittoria. Infatti, dopo lo 0-0 con la Roma, si è ripetuto allo stesso modo, col coro partito forte dalla Curva prima che finisse la partita. Ma poi non dobbiamo dare spiegazioni a nessuno, la Juventus dopo ogni vittoria va a festeggiare coi suoi tifosi saltando sotto la curva, allo stesso modo ogni squadra che vince, ricordiamo un Conte ultrà quando allenava i bianconeri, che aizzava le folle anche negli stadi avversari, Bologna docet. Quindi nessuno ci vieta di continuare il rituale in difesa di squadra e città, l’attaccamento del pubblico di Napoli per la sua squadra è paragonabile a quello dei tifosi argentini di Boca o Rosario Central, siamo lontani parenti di leghisti e freddi settentrionali, a noi piace cantare come diceva Libero Bovio. Lasciatecelo fare, in grazia di Dio.

Gaetano Brunetti

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Luigi Giordano

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