LE RISPOSTE IN SANGIO-MARTINA

Il risultato più sorprendente della giornata è un incredibile assist per chi si sforza di capire il reale valore di questa Sangiovannese, che dopo sette giornate è ancora imbattuta. Perché se il Martina dà lezioni di calcio al Frosinone, allora la squadra di Trillini merita la diretta tivvù in casa della prima della classe. Le telecamere del canale satellitare sportivo al servizio della serie C irradieranno un Sangiovannese-Martina che lunedì prossimo farà registrare il record di ascolto fra i calciofili di terza serie.

Tutti cercano due risposte. La prima arriva dalla Puglia: il Martina ha liquidato con inaspettata facilità il Frosinone, che l’altra domenica non aveva fatto soffrire la terribile matricola toscana. Da Silva ricomincia a segnare, ed una sua doppietta, unitamente al sigillo di Pedotti, rende inutile il gol di Pagani e manda in orbita i ragazzi dell’ottimo Trillini, coraggioso nell’aver insistito nel suo credo tattico nonostante i rischi che questo presentava. Un duro colpo per il Frosinone e le sue ambizioni: due ko di fila non sono il massimo per una squadra bene attrezzata ma che ancora deve venir fuori. La truppa di Iaconi ha tutto il tempo per risalire la china, ma deve riprendere presto a far punti per evitare che l’entusiasmo iniziale svanisca in fretta. E domenica c’è la Juve Stabia, la squadra che ha fermato la corsa di una Sangiovannese che vince in casa e pareggia fuori. Ad Ambrosi ha risposto Giglio, un ragazzo che i toscani hanno pescato dalla serie D. La sua rete mette a rischio la panchina di Vullo, vittima di equivoci tattici (Molino e Ambrosi possono ballare, ma non giocare, insieme) e del nervosismo latente che consente raramente ai suoi di chiudere la partita in undici.

Il Napoli impatta a Gela, che conferma l’imbattibilità interna e l’inviolabilità della porta che Indiveri difende sul (pessimo) terreno di gioco del "Vincenzo Presti". Pecca di presunzione la squadra di Reja, poco furba in tutto: come gioca il Napoli lo sa anche l’ultimo dei consiglieri del Casale, visto che Sky irradia immagini in tutto il mondo, mentre come gioca il Gela lo sa soltanto il Gela e chi ne visiona le videocassette di tutte le prestazioni precedenti. Difesa "solida" nei numeri ma messa a dura prova dai rapidi attaccanti siciliani, attacco anemico e a tratti irritante: così la vetta è una chimera.

Continua a risalire la china il Perugia, che dopo il mezzo passo falso interno contro la Torres espugna il campo di una Massese che perde l’imbattibilità casalinga. Mezavilla e Dipasquale, inutile il gol di Rossi: agli apuani serve come il pane l’arrivo di Mantelli, un difensore che servirà a coprire i buchi nel settore arretrato, mentre gli umbri continuano a stupire grazie alla qualità dei singoli in un gruppo che ha ancora grandi margini di miglioramento. Margini che possono trasformarsi in grossi limiti qualora la squadra dovesse reagire negativamente alle prime difficoltà che strada facendo incontrerà inevitabilmente: in fondo il gruppo lavora insieme da un mese.

La giornata segnava anche il debutto di due allenatori. Buona la prima per Antonio Toma, che alla guida del Pisa passa sul campo della Lucchese. Si dice che il primo risultato appartenga sempre al vecchio allenatore: il bravo va anche a Domenicali, che avrebbe potuto lavorare tranquillo se solo non si fosse creato tanto caos in società e intorno a lui. Peluso e Pellecchia mettono in crisi Indiani, ed il rigore di Carruezzo non edulcora di certo la pillola per una squadra che ha nell’elevata età media un limite oggettivo ed insormontabile. Debutto positivo (se di debutto si può parlare) per il 66enne Giorgio Rumignani, che mette a rischio la panchina di Massimiliano Allegri. Il Grosseto non va oltre il pari contro un Foggia in evoluzione, che grazie a Mounard annulla il vantaggio di Berrettoni. Piero Camilli, presidente dei maremmani, è deciso a giocarsi la carta Stefano Cuoghi. Il direttore sportivo Minguzzi proverà a mediare, ma se riuscirà ad imbarcarsi per Sassari, Allegri sull’isola si giocherà l’ultima chance. E a proposito di sardi, buon punto (l’ennesimo) della Torres in quel di Lanciano. Un pareggio che arriva in zona-Cuccureddu, con Evacuo che in pieno recupero annulla il rigore di Micco grazie al quale il Lanciano era andato in vantaggio su un campo impraticabile.

Punti preziosi anche per il Manfredonia, che irrompe in zona play-off battendo un Chieti discontinuo e sempre pericolante. Piccioni regala a Bitetto l’ennesima soddisfazione casalinga, la prima raccolta sul nuovo manto sintetico dello stadio Miramare. In tema di pericolanti, il posticipo è fra Pistoiese-Acireale. Ultima spiaggia per gli arancioni di Tedino (che si gioca il posto), mentre Ugolotti cerca di allungare la serie positiva.

IL PROSSIMO TURNO – Detto di Sangiovannese-Martina e Frosinone-Juve Stabia, occhio a Napoli-Manfredonia, Pisa-Perugia e Torres-Grosseto. Non ci sono mezze misure, perché le altre partite, Massese-Lanciano a parte, riguardano la zona salvezza: da Acireale-Gela, Chieti-Lucchese e Pistoiese-Foggia in questo momento non ci possiamo aspettare di più.

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