LAZIO – NAPOLI: PRIMA DI TIRARE IL FIATO

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Che bello, all'ultimo respiro, all'ultimo colpo, oltre ogni limite per dare kaput alla bestia nera e al suo capostipite che dopo aver speso quel che resta delle casse societarie in sale sulle panchine ha voluto fare i complimenti, per quanto possano essere veri ne dubitiamo, al Napoli e alla squadra, giusto per nascondere quel travaso di rabbia che aveva in corpo.La frustata al fotofinish perchè così è stata scritta la storia con i sardi da quattro stagioni a questa parte; da un lato e da un altro, da un Napoli timoroso a un Napoli gagliardo, cazzuto. Prima stuzzicando il cane che dorme per poi sferrargli un pugno in piena faccia proprio quando iniziava ad esaltarsi, niente di meglio, come se un nodo in gola improvviso avesse fermato quel "bastardi" di due anni fa, che soddisfazione!Togliersi determinate pietre dalle scarpe riempie il cuore e porta una sferzata di adrenalina pura da tenere, comunque, sotto controllo. Domenica arriva l'ex leadership del torneo, quella Lazio targata Edy Reja che Napoli conosce bene, ringraziandolo per la signorilità e i successi conquistati nei primi tre anni di vita della nuova società partenopea, ma riconoscendo i limiti di un tecnico che ad alta quota trova le sue difficoltà. Rispetto, ci mancherebbe, per un uomo che ha sempre onorato al meglio il suo lavoro facendo da parafulmine quando altri, i veri colpevoli, latitavano e sparivano per poi comparire solo quando la squadra era "fortissima". Edy Reja, nel bene e nel male dovrebbe ricevere milioni di ringraziamenti perchè tanti altri, al suo posto, avrebbero sbattuto la porta violentemente mandando qualche sonoro "vaffa" dopo l'ennesimo duro litigio o dopo le costanti critiche cadute sul suo operato giusto per difendere quelle di altri.Non sarà un gara speciale come quella di mercoledì sera, ma certamente sarà una gara particolare anche per la classifica e per i numeri in corso: spetta al Napoli la diagnosi finale sulla Lazio del giovane, vecchio, Edy Reja.

 

Lazio. La crisi sembra essere alle porte e uno stop nel lunch – match potrebbe far crollare anche quei pochi pilastri che tengono in piedi il tutto. La Lazio non vince e non segna da due gare e la prima di queste è chiamata derby, una gara che condiziona il campionato di tante. Numeri che si aggiungono alla situazione rossa creatasi in casa biancoceleste grazie a Mauro Zarate, uno sempre pronto a pretendere senza mai dare tanto; il tecnico lo ha rimbrottato più volte a Cesena per il suo fare da solista e giovedì un chiarimento tra i due ha solo abbassato la fiamma che resta viva e nascosta. Lazio che torna al 4-2-3-1 con gioco stretto, lento e votato al contropiede oltre alla buona vena dei solisti. La difesa si presenta abbastanza bloccata con Lietchsteiner a spingere raramente sulla destra; i due mediani fungeranno più da parafulmine per la difesa che da costruttori di gioco; molto passerà dalle tre mezze punte e soprattutto da Hernanes e Mauri: il primo mette giù palla e porta apprensione, il secondo è diventato il vero fulcro del gioco con i suoi inserimenti in stile Hamsik. Floccari unica punta e di tanto movimento. Attenzione, il dubbio resta su Zarate e se il tecnico non dovesse schierarlo, allora si potrebbe riproporre nuovamente il 4-3-1-2 retrocedendo Hernanes in mediana e portando Mauri centrale al fianco di Floccare e Rocchi Indisponibili. Cavanda, Stendardo

 

Formazione (4-2-3-1) Muslera (86); Lietchsteiner (2), Dias (3), Biava (20), Radu (26); Bocchi (32), Ledesma (24); Zarate (10), Hernanes (8), Mauri (6); Floccari (22)     All. Edy Reja

 

Ballottaggi: Zarate 60% – Rocchi 40%

 

Napoli. Domenica chiuderà un periodo di grande dispendio energetico soprattutto riguardante i viaggi: Catania, Liverpool, Brescia, Cagliari e ora Roma, sponda Lazio. I numeri sono tutti a favore: terzo posto in classifica con 21 punti, uno in meno della Lazio, 18 gol fatti e 11 subiti di cui 0 nelle ultime tre di campionato. Sempre a segno il Napoli di Mazzarri, ma l'equilibrio diefnsivo trovato in questi ultimi tempi  mette in contrapposizione con quanto visto in passato. Napoli miglior difesa nelle ultime quattro giornate senza Reja quando la difesa era tutto. 3-4-2-1 con squadra larga, ritmo veloce e contropiede costante basando tutto sulla velocità di Lavezzi e l'imprevedibilità di Cavani. Guai nel settore difensivo dove solo dopo l'ultimo test di rifinitura verrà deciso il reparto arretrato al fianco di capitan Cannavaro; anche in mediana potrebbero esserci grossi problemi poichè Gargano è squalificato e Pazienza è in forte dubbio; in avanti dovrebbero partire i tre titolarissimi ma non è esclusa la sorpresa Sosa per Hamsik. Occhio a Mauri e ai calci piazzati, ma gli azzurri dovrebbero tenere un ritmo molto alto per mettere in grossa difficoltà la Lazio così come fatto dal Cesena Indisponibili. Gargano (squalificato), Lucarelli, Aronica, Campagnaro (?), Pazienza (?)

 

Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (26); Campagnaro (14), Cannavaro (28), Grava (2); Maggio (11), Yebda (21), Pazienza (5), Zuniga (18); Hamsik (17), Lavezzi (22); Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

 

Ballottaggi: Campagnaro 50% – Santacroce 50%; Zuniga 70% – Vitale 30%; Pazienza 50% – Blasi 50%

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