L’arrivo di Pépé: tra dubbi, consapevolezze e ancora speranze

 

Questa sessione estiva di calciomercato è stata particolarmente calda in casa Napoli: arrivi, partenze e sogni di passaggio che hanno infiammato stampa e tifoseria fino a pochi giorni fa quando l’obiettivo nuovo, la panacea per il secondo atto di Ancelotti a Napoli ha preso forma e volto nella figura di Nicolas Pépé.

Il giovanissimo ivoriano in forza al Lille, è diventato nelle ultime ore oggetto dei desideri – reali o presunti – di alcuni tra i più importanti club europei, tra questi c’è il Napoli, la cui dirigenza ha incontrato i rappresentanti dell’ala destra che sembra voglia giungere alla corte di Re Carlo per offrire il suo supporto – ed indiscutibile valore tecnico – alla causa azzurra. Per la chiusura di questa operazione i nodi sono i soliti noti: bai passato l’ingaggio sono arrivate le commissioni che ammonterebbero a cinque milioni, cifra che avrebbe fatto storcere il naso al patron del Napoli. Anche perché, l’acquisto di Nicolas Pépé non avverrebbe per gratia et amore deii , il costo per portarlo a giocare al San Paolo è tra i sessanta e i sessantacinque milioni e per tale cifra è lecito chiedersi quanto questo calciatore, sì bravo, sia utile effettivamente al Napoli, squadra in cui non mancano gli esterni ma dove si sente da troppo tempo l’assenza di un numero 9 che in area sia di caratura e di carattere.

Dati alla mano possiamo affermare che Pépé ha giocato solo diciannove partite in carriera da punta centrale con quattro gol e un assist e ottanta partite da ala destra di un attacco a tre. Basta – o in teoria dovrebbe bastare – questa statistica per comprendere quanto al Napoli e a Carlo Ancelotti serva più un attaccante da trenta goal in campionato, che già conosca la serie A, che abbia voglia e fame di riscatto e al quale basterebbe togliere un colore per arrivare all’azzurro totale.

Sul mercato c’è un campione a tutto tondo che quì a Napoli, terra storicamente cara agli argentini, potrebbe trovare la spinta giusta per dimostrare quanto è che vale e forse – ma anche in questo caso il condizionale è d’obbligo – se il sacrificio economico dovrebbe esserci andrebbe fatto per un “vero numero 9” e non per un 7, un aspirante dieci, un falso nueve , perché di assi nella sua manica Ancelotti li ha, manca soltanto quello di peso per chiudere finalmente, fare all in e vincere tutto.

Certo è che se dovessero arrivare tutti e due, nessuno si lamenterebbe –  ma anche qui il condizionale è d’obbligo – e va detto a gran voce che non c’è più tempo per previsioni e per giocare a fare gli oracoli: i calciatori vecchi e nuovi, l’allenatore che sta preparando schemi e dettagli per la prossima annata e la piazza vogliono sapere se ci sarà un nuovo arrivo; per guardare al futuro e costruirlo al meglio vivendo con fame e voglia il presente gettando via le false speranze per nuove e solide consapevolezze.

A proposito dell'autore

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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