LA VITTORIA AL MASSIMINO RESTA UN TABU’: IL NAPOLI DEI TITOLARISSIMI SCIUPA UNA GHIOTTA OCCASIONE

CATANIA (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Biagianti (46' Izco), Lodi, Almiron (69' Castro); Barrientos (22' Bellusci), Bergessio, Gomez. A disposizione: Frison, Messina, Rolin, Capuano, Salifu, Sciacca, Ricchiuti, Doukara, Morimoto. Allenatore: Maran

NAPOLI (3-5-1-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (65' Vargas); Maggio (83' Dossena), Dzemaili, Inler (46' Insigne), Hamsik, Zuniga, Pandev, Cavani. A disposizione: Rosati, Colombo, Grava, Gamberini, Fernandez, Mesto, Donadel, Behrami. Allenatore: Mazzarri

Arbitro: Bergonzi di Genova

Marcatori: nessuno

Ammoniti: Zuniga, Bergessio, Inler, Legrottaglie, Almiron, Aronica, Vargas

Espulso: Alvarez

Recupero: 2' p.t. – 2' p.t.

Possesso palla: 30% – 70%

Fuorigioco: 5-4

Corner: 3-14

Prepartita: dopo l'agevole vittoria in Europa League contro gli svedesi dell'Aik, il Napoli di Mazzarri riprende il cammino in campionato nell'insidiosa trasferta di Catania dove gli azzurri in massima serie non hanno mai vinto. C'è un tabù da sfatare per non perdere di vista la vetta della classifica momentaneamente occupata dalla Juventus vittoriosa ieri sera tra le mura amiche contro il Chievo grazie ad una doppietta dell'ex partenopeo Quagliarella. L'allenatore di San Vincenzo, complice il massiccio turnover di giovedì sera, schiera il miglior undici titolare potendo contare quindi su De Sanctis tra i pali, sulla difesa a tre gestita da Campagnaro, Cannavaro e Aronica, sulla cerniera di centrocampo formata da Inler, Dzemaili, Hamsik al centro e con gli esterni affidati a Zuniga e Maggio, mentre in attacco figura la coppia Pandev-Cavani. Maran, di contro, risponde con una formazione molto equilibrata e pronta a offrire ricchi spunti in fase offensiva grazie all'estro di Gomez sulla sinistra, agli inserimenti di Barrientos e al punto terminale Bergessio. C'è da prestare molta attenzione sulle battute a rete di Almiron dalla distanza e, altrettanto, sulla precisione di Lodi da palla inattiva che può innescare la bravura dei difensori etnei sui contrasti aerei. La trasferta di Catania, se portata a buon fine, potrebbe rappresentare un fondamentale apripista per il prossimo ciclo di partite. Lazio e Sampdoria nel mirino, ma c'è prima da superare lo scoglio etneo per viaggiare a gonfie vele nel più familiare golfo nostrano.

Primo tempo: dopo aver osservato un minuto di silenzio per la recente scomparsa di Arrigo Gattai, ex presidente Coni e dirigente sportivo, le squadre danno il via al confronto. Subito avviene un episodio chiave: al secondo minuto, a causa di un disimpegno errato della retroguardia rossoblu, Cavani prova ad involarsi verso la porta, ma il suo spunto viene interrotto da Alvarez al quale Bergonzi mostra il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo. Si mette subito male per Maran e i suoi uomini che rischiano seriamente di giocare tutta la partita in inferiorità numerica. Partita molto nervosa nelle battute iniziali: ammoniti in sequenza Zuniga per fallo in ritardo su Barrientos e Bergessio per proteste. Ritmo blando per il gioco troppo spezzettato, prevalgono l'agonismo e i contrasti fisici sul gioco. Con un lancio lungo, Dzemaili pesca Hamsik in area di rigore, ma lo slovacco si allunga la palla dopo lo stop di petto favorendo così l'uscita di Andujar. Maran inserisce Bellusci ripristinando l'assetto difensivo a quattro e richiama in panchina Barrientos. Il Napoli non approfitta della superiorità risultando alquanto sterile e scontato nei movimenti e nelle trame di gioco. Serve velocità e i passaggi devono essere più incisivi, ma c'è da dire che il Catania si difende davvero bene. Gli azzurri si limitano a qualche tiro da fuori dopo tanto possesso palla in orizzontale o all'indietro, la linea difensiva etnea è attenta e compatta. Cavani prova il tiro dalla distanza trovando la respinta goffa di Andujar che, se non fosse stato per l'intervento tempestivo di Legrottaglie, avrebbe trovato il tap-in vincente di Pandev. Il macedone dopo alcuni minuti serve Cavani che, però, spara alto per l'opposizione efficace dei difensori avversari. Il Catania va al tiro con Almiron che non impatta bene la sfera e conclude abbondantemente a lato. Bergessio semina diversi avversari centralmente e arriva in area di rigore, ma viene chiuso in modo provvidenziale da Campagnaro in angolo. Sui sviluppi dello stesso, Spolli spizza di testa e per poco non trova la deviazione vincente di Bergessio in allungo. È la gara dei calci d'angolo, si cerca la soluzione alternativa da palla inattiva. Il Napoli non trova il varco giusta e si appoggia a Maggio che, da pochi passi dalla porta, non riesce a dare il giusto impatto alla palla. Segue una bordata centrale di Cavani col sinistro eludendo l'intervento in tackle di Almiron, ma  Andujar presta attenzione e respinge con una mano in angolo. È tutto qui la prima frazione di gioco: gli azzurri devono velocizzare la manovra, con un giro palla più preciso in modo da infilare la muraglia etnea che, comunque, proverà a giocarsi le sue carte.

Secondo tempo: Mazzarri schiera in campo Insigne per dare maggiore brillantezza al gioco e per offrire più chance in chiave offensiva. Il talento frattese tenta l'uno due con Cavani che, defilandosi, tira addosso al portiere etneo in uscita. Ancora Insigne dopo pochi minuti, ma la sua battuta a rete non trova lo specchio della porta. Tanta imprecisione dalle parti di Cannavaro e co, mentre il Catania fa letteralmente gli straordinari. Gli azzurri non riescono a sfondare sulle fasce, così si prova la soluzione Pandev   che tra le linee cerca insistentemente il varco per la punta uruguaiana, ma dovrebbe essere più incisivo. Gli azzurri non sono pericolosi, non creano nitide occasioni da goal. Il Catania si limita a difendersi per poi ripartire affidandosi alle incursioni di Gomez. Mazzarri inserisce anche Vargas e ora lo schieramento in campo è molto offensivo con quattro attaccanti di ruolo. Il Catania sarà costretto a compiere un sacrificio abnorme, ma i tentativi reggono ancora. Si cerca solo il tiro da fuori, troppo poco per impensierire la retroguardia rossoblu. Chance per Vargas, ma il suo colpo di testa  è deviato in modo determinante da Legrottaglie. Insigne dalla sinistra cerca di creare qualche spunto importante, ma i suoi cross e le sue palle a servizio dei compagni accorrenti vengono prontamente sporcate o intercettate. Proprio da una palla persa, il Catania riparte e si invola con Gomez che, con un tiro forte e preciso, costringe De Sanctis a superarsi. C'è del clamoroso in questo finale di partita, il Catania ci crede e colleziona un'altra occasione con il Papu che scalfisce il palo alla sinistra di De Sanctis. Onore e merito a Maran per aver tenuto su una formazione che si è battuta con profondo impegno ed encomiabile sacrificio nonostante la penalizzante inferiorità numerica inflitta nei minuti iniziali. Il Napoli visto quest'oggi è soltanto lontano parente di quella squadra veloce, cinica e con tante soluzioni da sfruttare in attacco che abbiamo avuto modo di apprezzare nelle partite precedenti. Per gli azzurri solo supremazia territoriale, ma in attacco e nello spirito di squadra, a lunghi tratti della partita, sembrava che il Catania beneficiasse dell'uomo in più. L'occasione era davvero ghiotta, gli azzurri avrebbe potuto agguantare la Juventus, invece al Massimino la vittoria resta un tabù pesante, da dover sopportare ancora…

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