LA SIGNORA FA DIGIUNARE IL CIUCCIO

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JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Zebina, Boumsong (31' st Legrottaglie), Chiellini, Balzaretti; Camoranesi, Giannichedda, Marchisio, Nedved; Del Piero (42' st Palladino), Trezeguet (17' st Paro). All: Deschamps
NAPOLI (5-3-2): Iezzo; Grava (1' st Montervino), Cannavaro, Maldonado, Domizzi, Savini; Dalla Bona, Gatti (21' st Trotta), Bogliacino; Sosa, Calaiò (10' st Pià). All: Reja
ARBITRO : Ayroldi di Molfetta
RETI: 17' pt Camoranesi, 4' st Del Piero
NOTE: spettatori 25.451. Espulso Marchisio. Ammoniti Sosa, Domizzi, Grava, Del Piero, Giannichedda, Camoranesi. Angoli 4-2 per la Juventus. Recupero: 2' pt, 4' st.
TORINO. All'Olimpico hanno pareggiato soltanto Arezzo e Albinoleffe. Chissà come avranno fatto, perché di fronte ad una Juventus che ritrova anche soltanto la metà dei suoi campioni diventa difficile strappare anche un punticino. Basti pensare che i gol con i quali la vecchia Signora ha rimandato a casa il Ciuccio digiuno portano la firma di Camoranesi e Del Piero, che a luglio alzavano la Coppa del Mondo a Berlino. Eppure il Napoli aveva cominciato bene, ma ha resistito soltanto i primi cinque minuti prima di concedere campo alla Juve e tornare in partita l'ultima mezz'ora, con l'avversario in inferiorità numerica. Il forcing azzurro ha prodotto una traversa con Domizzi ed un palo con Sosa, ma negli ultimi minuti un napoletano come Palladino ha preferito non infierire sbagliando la più facile delle occasioni.
Di occasioni, i bianconeri ne hanno create tante, ma le prime sono capitate sui piedi di Sosa, che prima ha raccolto un cross di Grava mandando la palla fuori con una rovesciata, poi ha rubato palla a Zebina calciando però a lato. L'approccio alla partita sembrava positivo, ma con il passare dei minuti la Juve ha preso le misure al 5-3-2 proposto da Reja, che ha confermato modulo e uomini di Bologna (Grava per Trotta l'unica eccezione) nonostante le condizioni fisiche non ottimali di alcuni elementi. Così, nonostante le positive prestazioni di Gatti e Bogliacino, il Napoli è stato schiacciato ricorrendo a sporadici lanci lunghi quando l'avversario si fermava. Al terzo affondo, tuttavia, la Juve ha colpito: Nedved ha portato a spasso Grava sulla destra, prima di pennellare un cross al centro che Camoranesi, spuntato da destra, ha ribadito in rete colpendo di testa. La reazione ospite è arrivata con Dalla Bona, che dopo aver raccolto un assist di Grava ha calciato alto da posizione centrale. Anche la Juve avrebbe potuto fare male con Trezeguet, che tuttavia ha sprecato due facili palle-gol chiamando prima Iezzo ad intervenire con le gambe per poi farsi rubare il tempo un attimo prima del tiro. La Juve è cresciuta e nei minuti finali ha sfiorato il raddoppio con Nedved, che ha costretto Iezzo a rifugiarsi in angolo con una potente conclusione dalla distanza.
I bianconeri hanno avuto il merito di chiudere la partita ad inizio ripresa: Camoranesi ha crossato al centro per Del Piero, al quale è bastato un tocco di destro per battere Iezzo. Se in occasione del primo gol era stato Domizzi a farsi beffare, nella seconda Maldonado non è parso impeccabile. Trezeguet avrebbe potuto triplicare in due circostanze, ma il francese non era in giornata. A complicare i piani della Juve non è stata la scarsa lucidità del bomber, ma l'ingenuità di Marchisio, espulso per un fallo da tergo su un Gatti che ha causato tanti cartellini ai padroni di casa. Gli inserimenti di Pià e Trotta hanno dato buoni frutti, non quello di Montervino: Reja è passato ad un 4-4-2 che ha fatto crescere il Napoli, costringendo la Juve nella propria metà campo. A metà tempo Trotta ha impegnato Buffon nel primo vero intervento della partita: l'esterno romano, pescato da Domizzi, ha calciato a botta sicura trovando sulla sua strada l'estremo bianconero. Negli ultimi dieci minuti il Napoli ha creato i maggiori pericoli, ma le sue speranze si sono fermate sulla traversa colpita da Domizzi con una conclusione dal limite (la Juve ha protestato perché Nedved era a terra) e sul palo che Sosa ha centrato dopo essere scappato sul filo del fuorigioco, con un diagonale che sembrava aver beffato Buffon. In pieno recupero, Nedved ha servito un pallone d'oro a Palladino, che avrebbe potuto presentare al Napoli un conto più salato di quanto avrebbe meritato

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