La Serie A riprende: per soldi e non per amore

Una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato… è un Dio che è morto.

Cantava così Francesco Guccini e prendiamo le mosse da queste splendide parole per interrogarci sulla possibile ripresa della serie A, che dopo la Bundesliga sembra pronta a ricominciare: il gioco ripartirà in barba a un mondo che si è fermato.

Gli unici a parlare sono virologi, politici e giornalisti, o pseudo tali, che ormai quasi fanno tenerezza perché non sanno più che giustificazione addurre alla messa in mora della nostra Italia. Una nazione allo stremo, con gente in coda al banco dei pegni per comprare il pane: le immagini più forti vengono anche da Torino, città granata e bianconera. Attorno al calcio ruotano troppo interessi e nonostante lo Stato sia alle corde il calcio non si può fermare.

Se in nome del Dio denaro il pallone tornerà a rotolare, assisteremo allo scudetto del COVID ma pensiamo che chiunque se lo aggiudicherà non potrà esserne poi così fiero.

Mai campionato risulterà più falsato, per i seguenti motivi:

– Ricominciare con la preparazione di calciatori fermi da tre mesi, costringendoli a giocare poi ogni tre giorni per poter disputare le partite di coppa.

– La presenza di casi di COVID in alcune squadre, ultime le notizie dalla Fiorentina, dal Torino e dalla Sampdoria. Possibile non capire che questa situazione creerebbe un handicap di quelli importanti?

– Le partite che “contano”. Immaginiamo quanto sarà spettacolare Juventus-Lazio, con i calciatori che non arriveranno mai a contatti veri e degni di questo gioco. Andrà in scena una “bizona” come quella dei film in cui Lino Banfi interpretava l’indimenticabile Oronzo Canà?

Se si riprenderà a giocare, saremo davanti a un falso a tutti gli effetti.

Non hanno peso le lacrime degli italiani, costretti alla mortificazione in nome della salute prima di tutto ma, e occorre ribadirlo: senza soldi anche la salute viene a mancare. Dovrebbero capirlo e rifletterci giornalisti, virologi e politici; anche il ministro dello sport Spadafora.

Per gli interessi del Dio pallone le regole non valgono, ovviamente in Serie A perché i campionati mino

A proposito dell'autore

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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