LA ROMA VINCE IL DERBY, IL MILAN APPROFITTA DELLA SCONFITTA DELL’INTER PER PORTARSI A -4 DAI CUGINI

La Juventus batte l’ Inter per 2 –1 e riapre ( almeno per una domenica ) il campionato, ma nonostante il successo Del Piero e c. non sono sembrati ancora all’ altezza di poter competere con i campioni per lo scudetto. Difatti la vittoria si è concretizzata essenzialmente per gli episodi favorevoli che hanno assistito i bianconeri, apparsi in difficoltà quando l’ Inter ( che pure non è apparsa al meglio ) ha spinto il piede sull’ acceleratore. Il gol dell’ 1 –0 è nato da una confusa e fortunosa mischia in area, il pareggio firmato dopo soli quattro minuti da un Eto ‘o lasciato colpevolmente libero come un uccello in area ha smorzato la baldanza bianconera, dando spazio a un Inter padrona si del campo, ma che fino alla fine del tempo non ha mostrato sufficiente cattiveria per imprimere il colpo del k.o. Ad inizio ripresa, dopo un gol sfiorato da Stankovic al termine di un periodo di netta supremazia dei milanesi, il bravissimo Marchisio ha sfruttato al meglio un’ incerta respinta di Julio Cesar, e con un abile gioco di prestigio, ha firmato il gol decisivo. Stranamente pur se in svantaggio, è stata l’ Inter a spegnersi, e la squadra di Ferrara, che comunque ha mostrato senz’ altro un “ animus pugnandi “ superiore alla rivale, ha avuto buon gioco nel ribattere gli scontati traversoni che arrivavano dalla tre quarti, conducendo in porto l’ importantissima vittoria. A nulla è servito l’ ingresso di Balotelli che ha surriscaldato un match già caldo di suo, provocando la gazzarra finale, che ha coinvolto in pratica tutti i protagonisti, dentro e fuori dal campo ( 6 ammoniti ed un espulso ). La prevista incompatibilità tattica fra Diego e Del Piero si è mostrata in tutta la sua inefficacia, in una squadra in cui stavolta hanno brillato solo i gregari, con l’aggiunta di una difesa apparsa balbettante. Mourinho forse mostratosi troppo sicuro di sé alla vigilia, è paradossalmente sembrato voglioso di farsi espellere, magari per provocare una scossa nei suoi, senza ( almeno in parte ) provocarne l’ evento desiderato. In sostanza una vittoria causale della Juventus ( sempre terza a –5 dall’ Inter ), apparsa pur se con i tre punti in tasca, ancora non all’ altezza dell’ antagonista di sempre. Da sottolineare infine il non esaltante scenario mostrato dal nostro calcio più importante sia in termini di gioco, che nei modi di comportamento.

Al momento il solo antagonista dell’ Inter sembra essere anche il futuro solo il Milan, e non tanto per il punto in più in classifica che vanta il “ diavolo “ nei confronti della “ fidanzata d’ Italia “, quanto per il filotto di 7 vittorie nelle ultime 8 gare, e per l’ ottimo ( ieri eccelso nel primo tempo ) livello di gioco mostrato dai rossoneri. Ronaldinho anche se non salta più l’ uomo, dispensa assist al bacio, Pirlo e Seedorf sembrano tornati quelli dei bei tempi, Borriello finalmente responsabilizzato non sta tradendo le attese, in difesa Nesta è una diga quasi insuperabile, Pato è un folletto inarrestabile,  perfino Dida sta riemergendo dal buio in cui si era confinato da tre anni a questa parte. I rossoneri sono ancora lontani quattro punti dai “ cugini “ a causa dell’ infelice avvio, ma da quando Leonardo dopo tanti tentativi ha trovato la miscela giusta ( privilegiando cioè i tanti uomini di classe in organico ), da brutto anatroccolo il Milan è diventato un meraviglioso cigno. Il 3 –0 finale, maturato già al 23 ° del primo tempo, la dice lunga sull’ andamento del match, in cui alla Sampdoria è sembrato di continuare a rivivere l’ incubo del derby. I blucerchiati sembrano accusare più del lecito lo scarso periodo di forma che attraversano i “ gemelli “ Cassano e Pazzini. Però, lo scarso carattere con il quale i doriani hanno affrontato il Genoa e il Milan, lascia molto da pensare a Del Neri.

Quindicesimo turno ricco di gol, con gare tirate ed incerte sino alla fine. Spettacolare il pareggio per 2 –2 fra Genoa e Parma, le squadre che insieme al Milan e al Cagliari praticano il più bel calcio. Gli emiliani ora sono addirittura quarti da soli, con un quartetto ( lo stesso Genoa, la Fiorentina, la Roma e la  Samp ) indietro di un punto. Per quanto il match sia filato liscio come l’ olio in campo, non altrettanto tranquillo è stato il dopo –partita, con il Pres. Preziosi sempre protagonista. La Fiorentina giocando in maniera giudiziosa e concentrata sino alla fine, ha avuto buon gioco per sbarazzarsi dell’ Atalanta per 2 –0, con Vargas ancora sugli scudi, oltre al solito Gilardino. I bergamaschi restano invece al quart’ ultimo posto, e lo stesso Conte negli spogliatoi ha ammesso che servono rinforzi per gennaio. Emozionanti come quella di Genova, anche Napoli – Bari e Siena – Catania, terminiate entrambe con la vittoria dei padroni di casa per 3 –2. Al S. Paolo il risveglio perentorio di Quagliarella ( due gol ed un assist ) ha permesso ad un Napoli spregiudicatamente generoso di scardinare per tre volte la difesa dei pugliesi, sino a ieri ancora la migliore in A. Buona comunque la prova degli uomini di Ventura, abili a coprirsi e a ripartire fulmineamente. Ma il gran cuore degli azzurri ha avuto la meglio, facendo proseguire la striscia di risultati utili consecutivi ( 8 con 4 vittorie ). Napoli che sale in zona Europa – League a quota 23, Bari fermo a 21. A Siena si è registrato il primo successo di Malesani, che ha sconfitto un Catania a tratti bello ma poco concreto. I siciliani sono stati raggiunti proprio dai toscani a 9 punti, dividendosi così al momento lo scomodo ruolo di ultimi della classe. Si tira invece un po’ più su dalla zona bassa il Bologna che ha sconfitto per 2 –1 un Udinese troppo sciupona. In evidenza Adailton ( gran punizione ) e Di Natale, arrivato ad 11 gol. Prima vittoria pure per il nuovo corso di Delio Rossi a Palermo per 2 –1 sul Cagliari, mettendo a tacere le roventi polemiche scatenatesi in Città dopo l’ aggressione a Cavani. Siciliani che raggiungono la soglia dei 20 punti, sardi bloccati a 22. Il magnifico Chievo ha centrato l’ unica vittoria esterna della giornata, imponendosi con merito per 2 –0 sul campo del Livorno, oltretutto falcidiato dall’ ingenua espulsione subita dal proprio leader Lucarelli già nel primo tempo. Guidato dal sempre grande Pellissier, i veneti non hanno trovato soverchie difficoltà per cogliere il loro sesto successo stagionale.

Un gran gol al volo del bravo e umile Cassetti,  ha deciso a sorpresa nel finale il derby del Cupolone a favore della favorita Roma per 1 –0, dopo una gara in cui la Lazio, ben disposta tatticamente, era andata più vicina alla rete della rivale ( parata da oscar di Julio Sergio ). Il match, nervoso e poco spettacolare, ha così ribadito sia il rilancio della squadra di Ranieri ( ad un sol punto dalla zona – Champions ), sia il momento buio sul piano dei risultati dei biancocelesti ( appena un punto sopra alla zona –rossa ) , pur se apparsi in ripresa. Almeno fino al derby di ritorno però, “ er core de Roma “ porta il nome di Marco Cassetti

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