LA PAURA DI PERDERE

Roma e Lazio hanno dato vita ad uno dei derby più brutti d’Italia. A fine gara, un Olimpico comunque gremito si è unito in un solo coro: "Buffoni, buffoni!". I tifosi meditano di chiedere il rimborso del biglietto. Forse ci ripenseranno in extremis, per evitare che Lotito apra altri tavoli di trattative col Fisco e che Sensi ridiscuta i termini del rinnovo contrattuale dei suoi campioni. Ancora una volta, tuttavia, la paura di perdere l’ha fatta da padrona. Poco male per la Roma, la cui media inglese da quando è arrivato in panca Bruno Conti è abbastanza eloquente: si perde spesso, si pareggia poco, non si vince mai. Ma la Lazio non sta meglio, al punto che entrambe le squadre rischiano la retrocessione. Da parte sua, Zeman non si fa intimorire da cavalieri e teste calve, frena il Milan e regala mezzo scudetto alla Juventus. Più sportivi di così si muore, ma si dovrebbe morire (di vergogna) anche quando si dicono certe cose che non rasentano neanche lontanamente la verità (vero Galliani?). Cose turche di questo Milan, convinto di poter trasformare Istanbul in un fresco arabesco. Se le cose andranno male, si può sempre sperare in un black-out provvidenziale, quello stesso che sta colpendo i rossoneri in questo periodo. C’è chi si lamenta sempre, c’è chi non si lamenta mai e invece farebbe bene a lamentarsi. E’ il caso del presidente del Vittoria. Cosa c’entra una simpatica squadretta del girone A di C1? C’entra, perché la squadra siciliana è stata danneggiata da un proprio tifoso. Solo che questo particolare sostenitore non ha lanciato monetine né ha picchiato gente né ha tirato fumogeni e seggiolini in campo (scene che si ripetono in stadi di mezza Italia da un po’ di tempo): questo bambino ha semplicemente imitato il fischio dell’arbitro, traendo in inganno un giocatore della propria squadra che ha così fermato la palla con le mani in area di rigore. Penalty sacrosanto, e in barba a qualsiasi legge sul fair play, il Prato ha segnato. Gli dei del pallone hanno però punito l’antisportiva squadra toscana, che è ugualmente retrocessa. Però ciò non sempre avviene: anche la giustizia divin-sportiva non è uguale per tutti. Pensate se quel rigore l’avesse segnato la Juventus: al massimo le avrebbero mandato Collina e un po’ di pioggia…

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