LA MENTE E’ A ROMA: A SAN SIRO SOLO 0-0

LA MENTE E’ A ROMA: A SAN SIRO SOLO 0-0 src=

INTER (3-5-2): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Andreolli; D’Ambrosio (68’ Zanetti), Hernanes (74’ Guarin), Cambiasso, Kovacic, Nagatomo; Palacio, Icardi (81’ Kuzmanovic) (Castellazzi, Carrizo, Taider, Botta, Milito). All. Mazzarri

NAPOLI (4-2-3-1)Reina; Henrique, Albiol, Britos, Ghoulam; Inler, Jorginho; Mertens (70’ Hamsik), Callejòn, Insigne; Higuain (86’ Pandev) (Doblas, Colombo, Reveillere, Mesto, Dzemaili, Zapata, Zuniga, Radosevic, Behrami). All. Benitez

Arbitro: Rizzoli (Bologna)

Guardalinee: Nicoletti (Macerata) – Marrazzo (Tivoli)

IV uomo: Ghiandai (Arezzo)

Arbitri addizionali: Rocchi (Firenze) – Tommasi (Bassano del Grappa)

Ammoniti: Britos (N) al 26’, Henrique (N) al 37’, Hernanes (I) al 61’, Gholuam (N) all’82’.

Recupero: 0’pt, 5’ st.

Angoli: 4-2 per il Napoli.

A San Siro non arrivano i tre punti validi per la matematica certezza del terzo posto. Il Napoli non va oltre lo 0-0 al cospetto di un’Inter che ha neutralizzato la spinta offensiva degli uomini di Benitez col meccanismo più semplice, specie nel secondo tempo: catenaccio e contropiede. Una tattica, la preferita di Mazzarri, con la quale il Vate ha solo limitato i danni al di là di qualche occasione da rete creata. Peraltro solo quando i partenopei (ed è successo diverse volte) hanno mollato la presa a prescindere dai loro limiti. Il pensiero alla Fiorentina e alla Tim Cup da vincere era inevitabile, la sensazione era che aleggiasse. Il brutto è che all’appuntamento del 3 maggio si rischia di arrivarci senza la punta di diamante Higuain: scontro fortuito con Andreolli all’84’ col piede dell’interista che va sulla palla ma anche sulla caviglia destra del Pipita. Sospetto trauma contusivo, con piccola distorsione altrettanto sospetta. Incrociamo le dita. Alla stessa maniera di come ha fatto l’umile Walter quando i suoi si sono rintanati negli ultimi minuti subendo l’assedio azzurro.

Privo di Fernandez squalificato, Don Rafè lo rimpiazza con Britos e rimette Henrique sulla fascia destra preferendolo a Reveillere. In mediana si rivede Jorginho in coppia con Inler. Ma la grossa novità è sulla trequarti: out Hamsik, dentro Mertens che fiancheggia Callejon e Insigne alle spalle del ritrovato Higuain. Decimato in difesa, l’umile Walter deve ripiegare su Andreolli e rispolvera Ranocchia, sugli esterni ecco D’Ambrosio e Nagatomo, in mezzo riconferma per Kovacic; in attacco i due argentini Palacio e Icardi. Per una buona mezz’ora non si assiste propriamente a una fase di studio. Il più delle volte, ma non sempre, la Beneamata tenta di fare la partita sfruttando le accelerazioni sulle fasce e gli inserimenti centrali di Hernanes e del giovane croato, il Ciuccio attende. Anche troppo però, tanto che i ragazzi di Mazzarri trovano spazio per provare la sorpresa da fuori con tiri non ravvicinati. Ben tre nei primi dieci minuti, due del Profeta e uno del suo collega slavo; il più pericoloso è proprio quest’ultimo, ove Reina si distende e devia in angolo (11’). Un’occasione ghiotta però capita a Callejon poco dopo: Ghoulam soffia palla a D’Ambrosio, Mertens pesca in piena area lo spagnolo che fallisce clamorosamente a tu per tu con Handanovic, spedendo di un niente a lato. Nondimeno una palla la perde, e persino malamente, anche Jorgi in mediana, sicché ne nasce una folle corsa di Palacio al termine della quale il Trenza manca il bersaglio di poco dal limite (18’). La successiva replica azzurra è fiacca: Mertens spedisce alto da punizione, per di più dalla sua mattonella (20’). Non ha miglior sorte ancora Kovacic con lo stesso mezzo: la palla buca la barriera ma trova le mani di Pepe (23’), il quale si ripete in seguito su Palacio (27’), pure lui da un free kick comminato da Rizzoli per un fallo inesistente di Britos sullo stesso argentino (uruguagio ammonito). L’Inter gioca bene, altroché, ma deve ringraziare soprattutto la serata negativa a centrocampo di Inler e Jorginho, impacciati e imprecisi, la scarsa vena e l’andamento lento delle punte (eccezion fatta per Insigne) e l’incredibile quantità di palle perse in fase di manovra (anche in attacco …) o buttate alla “Evviva il parroco!” e puntualmente rintuzzate dai tre di difesa nerazzurri. Inutile lanciarla lunga, specie considerando che spesso i milanesi allentano il loro pressing asfissiante. Il gioco partenopeo decolla a stento, nonostante le generose sgroppate di Henrique e Ghoulam, talvolta preziosi anche in fase difensiva, lì dove Albiol e Britos, seppur con qualche piccolo affanno, riescono a tenere a bada i loro contendenti. Mancando nell’ultimo passaggio sotto porta, i chicos di Benitez si mettono in mostra solo con botte da lontano: una di Ghoulam (25’) finisce alle stelle, le altre due di Inler (24’ e 36’) non hanno miglior sorte, rispettivamente respinta da Handanovic e alta sulla traversa. Gli sprazzi del Napoli migliore si vedono poco o nulla; sull’altro fronte, leggere supremazia a parte, l’Inter non crea grossissime ambasce a Reina e soci fino all’intervallo. Al termine di esso il pari a occhiali appare più che logico.

Si riparte e, sebbene a fatica, il Napoli qualcosa riesce a combinarla. 50’: Inler indovina il passaggio buono per Higuain che riesce a girarsi in area e spara, ma Nagatomo s’immola con la spalla: sulla ribattuta Jorginho serve elegantemente Mertens sulla destra e sul traversone del belga prima D’Ambrosio poi il nipponico impediscono al Pipita di colpire. Che sfortuna, ragazzi! Testa dall’altra parte e un minuto dopo proprio Nagatomo, involatosi sulla sinistra, centra per Palacio lasciato solo da Britos: per fortuna degli azzurri la capocciata del Trenza finisce a lato. Poco dopo un’altra emozione, con conseguente brivido, la provocano Reina e Albiol: ancora Nagatomo crossa e il portiere esce franando sull’ex Real e sgomitandogli in faccia. Difensore intontito, ma rientra in campo. Apprensione sul fronte interista anche per Icardi, toccato involontariamente al ginocchio da Gholuam (63’): anche Maurito torna in pista. Più grave invece il guaio per D’Ambrosio: problema muscolare per l’ex granata, lo sostituisce l’eterno Zanetti (68’). I ritmi diventano blandi rispetto ai primi 45’, non pare mutare invece il copione: Beneamata in avanti a strappi e più per inerzia che non per idea di gioco, Ciuccio con le gambe molli, conseguenti a una testa forse apparentemente (ed erroneamente) rivolta alla Tim Cup. Se ne accorge Rafa, il quale leva di mezzo un Mertens sottotono concedendo l’ennesima chance ad Hamsik. L’occasionaccia capita ancora sui piedi di Higuain: il Pipita viene imbeccato da Insigne e si libera di Campagnaro con un bel numero, ma spara alto di sinistro (73’). Poco dopo Mazzarri getta nella mischia Guarin al posto di Hernanes; e più in avanti entra anche Kuzmanovic per Icardi. Mosse allo scopo dare più brio a un collettivo nerazzurro che progressivamente tira i remi in barca e sembra concede campo e possesso ai partenopei. Sembra. Perché basta lasciare spazio alla discesa solitaria di Kovacic, tra maglie dormienti azzurre, che il croato costringe Reina a sventare di piede la sua pericolosa conclusione. Ma pochi secondi dopo ecco che sulla ripartenza veloce Hamsik innesca Inler al limite, e l’elvetico si destreggia bene ma è sfortunato sul suo mancino: palo ad Handanovic battuto, il tutto all’82’. Ma sfortunato, purtroppo, è appunto Higuain: Andreolli prende la sfera, è vero, ma l’impatto è duro e l’argentino si torce dal dolore a terra, mettendosi poi le mani nei capelli sulla barella. La paura per il Pipita non abbatte gli azzurri che rimangono stabilmente in avanti. Ma ora, come del resto già successo prima, il loro predominio è sostanzialmente sterile, in parte per i movimenti sempre lenti in parte per la chiusura a riccio della retroguardia meneghina. L’ultimo squillo di Insigne, a pochi secondi dal gong, finisce in tribuna. Il terzo posto è ancora stabile, ma adesso incombe la supersfida con la Fiorentina. Ci sono sette giorni di tempo per prepararla al meglio tecnicamente e mentalmente. Sette giorni di tempo per lavorare sodo ripartendo dalla fase finale del match di stasera. Sette giorni per pregare Iddio affinché Higuain ci sia. Quanto a lei, caro Mazzarri, ringrazi il cielo e la Dea Bendata per non aver avuto un’altra lezione da Rafa….

Translate »