La freccia Mertens dritta nel cuore del Brugge

Il folletto azzurro è il nostro protagonista per Napoli-Club Brugge.

Sperava di giocare, perché ci teneva contro una squadra belga, perché si sentiva pronto, perché la seconda parte della ripresa di Empoli non restasse solo fumo negli occhi dei tifosi inferociti per il risultato finale. Doppietta, e che doppietta, per Dries Mertens, più l’assist per il poker di Hamsik. E’ in palla Il 14 azzurro, sta bene fisicamente e posizionato largo a sinistra è tutta un’altra cosa. Più che nel 4-2-3-1, perché la fase difensiva resta davvero la sua pecca, e non è un caso che i pochi pericoli portati dagli ospiti siano arrivati da quel lato, con Hamsik e Ghoulam alle spalle non proprio irreprensibili. Ma quando prende palla e punta è uno spettacolo, mette in apprensione qualsiasi difesa, vede i tagli dei compagni ed ha il piede per far male da ogni posizione. I due gol sono tutt’altro che facili, delicatezza estrema nell’aprire il piatto sinistro sul primo, grande coordinazione volante in occasione del secondo. Mertens è un esterno, seconda punta non rende per niente, ed è un peccato mortale. Anzi, sarebbe un peccato mortale, perché Sarri non può non averlo notato, e perché, come ha dimostrato stasera, il tecnico toscano non è un integralista : il 4-3-1-2 non è un dogma, perché esterni di questo tipo, includendo Insigne, e con un Callejon che ancora una volta dimostra di essere letale largo a destra, pensare di passare al 4-3-3 come primo schema di gioco non deve essere un’utopia.

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