LA FESTA DOPO LA PAURA: IL NAPOLI SALUTA IL SAN PAOLO BATTENDO IL SIENA

LA FESTA DOPO LA PAURA: IL NAPOLI SALUTA IL SAN PAOLO BATTENDO IL SIENA src=

NAPOLI (3-5-2): Rosati; Grava (55’ Insigne), Cannavaro, Rolando; Mesto, Dzemaili, Inler, Armero; El Kaddouri (79’ Pandev); Calaiò (63’ Hamsik), Cavani (Colombo, De Sanctis, Britos, Rolando, Campagnaro, Behrami, Donadel, Zuniga, Maggio, Radosevic). All.: Mazzarri.

SIENA (3-5-2): Pegolo; Terzi, Terlizzi, Felipe; Vitiello (65’ Angelo), Bolzoni Calello, Della Rocca, Grillo; Agra (79’ Reginaldo), Emeghara (69’ Paolucci) (Farelli, Uvini, Valiani, Belmonte, Paci, Rubin, Mannini, Sestu, Bogdani). All. Iachini.

Arbitro: Giacomelli (Trieste)

Guardalinee: Gava (Conegliano) – Nicoletti (Macerata)

IV uomo: Petrella (Termoli)

Arbitri addizionali: Mazzoleni (Bergamo) – Fabbri (Ravenna)

Marcatori: 37’ Grillo (S), 73’ Cavani (N), 93’ Hamsik (N).

Ammoniti: Insigne

Recupero: 0’ pt, 5’ st.

E’ il giorno della festa-Champions per il Napoli, che in un pomeriggio dal tempo variabile scende in campo per l’ultima stagionale al San Paolo, contro un Siena già consapevole della retrocessione in B, in virtù del pari conquistato dal Genoa con l’Inter. In quello che potrebbe essere anche il giorno degli addii, Mazzarri, il primo a essere in forte dubbio di permanenza, concede la giusta passerella alle riserve, tanto bistrattate nell’arco dell’intera stagione: ecco dunque Grava, una vita nel Napoli dall’inferno della C, a giocare nel terzetto di difesa insieme a Rolando e Cannavaro; in linea mediana si rivedono Mesto e, dal 1’, Armero, con Inler e Dzemaili; al posto di Hamsik c’è El Kaddouri, spazio anche per Calaiò al fianco di Cavani. E in porta c’è Rosati, in luogo di De Sanctis. In casa bianconera Iachini, che alla vigilia ha promesso di salvare quantomeno l’onore, ritrova Terzi in difesa, a centrocampo largo a Vitiello, Calello e Grillo, in attacco Agra affianca Emeghara. Dopo il gran galà del pregara, con il discorso di De Laurentiis che promette grandi cose ai tifosi (speriamo bene …), ringraziandoli insieme allo staff e ai giocatori per l’obiettivo raggiunto, e l’ingresso in campo degli azzurri insieme alle famiglie, il signor Giacomelli dà il la al match. Benché in pratica non ci sia alcuna posta in palio, il ritmo dei primi minuti non è propriamente quello di una sfida di fine stagione: i toscani aggrediscono in sugli esterni e con le punte, in particolare con Emeghara, che al 5’ esegue il primo tiro in porta della partita, un debolissimo destro da fuori che Rosati blocca facilmente. Due minuti dopo è il turno del Napoli: Inler innesca la corsa di El Kaddouri, il quale va in progressione per una bella fetta di campo e suggerisce per Cavani defilato a sinistra, l’uruguagio colpisce di piattone destro trovando la presa di Pegolo. Il portiere senese si ripete al 10’ su un bello shoot di Inler, servito da Calaiò al limite; sul susseguente corner Cavani trova lo spazio per salire in cielo e colpire col capoccione, scheggiando la traversa. E un altro legno il Matador lo coglie, in maniera clamorosa, al 15’, allorquando, dopo una palla rubata al Siena nella propria metà campo, viene pescato centralmente da El Kaddouri ma, a tu per tu con Pegolo, coglie il palo esterno alla destra dell’estremo difensore bianconero. Tre minuti si rende pericoloso anche Calaiò, riuscendo a svettare di testa su traversone mancino di Armero: sfera a lato di molto. I furori del Siena non sembrano ancora spenti, l’impegno maggiore per la squadra di Iachini lo danno soprattutto Vitiello e Grillo (scuola Roma) sugli esterni, oltreché Della Rocca e Bolzoni con le loro incursioni verso il centro ed Emeghara con il suo movimento in prima linea, nel tentativo di farsi trovare pronto a creare qualche apprensione. E per cercare di far male, i senesi spesso si affidano ai corner, rintuzzati comunque puntualmente dalla difesa azzurra. Certo il Napoli non sta a guardare: Cavani ci prova ancora al 23’ con un destro al volo su appoggio di Mesto, ma Pegolo blocca; quattro giri di lancette e Calaiò tenta addirittura il colpaccio in rovesciata, venendone così fuori una via di mezzo tra la conclusione imprecisa e un assist per El Kaddouri, anticipato da Terlizzi. E al 31’ è proprio il marocchino naturalizzato belga a dire a sua: bello il dai-e-vai ripetuto con Inler, tuttavia il suo piatto destro dai 18 metri termina a lato. Al 37’ inaspettatamente arriva il clamoroso vantaggio del Siena: su punizione dall’out destro Calello pesca in area Grillo, lasciato colpevolmente solo dalla disattenta retroguardia azzurra, l’esterno stoppa al volo, evita l’opposizione di Grava e di sinistro a giro infila Rosati, vanificando l’opposizione di Grava. La rete subìta gela il San Paolo e gli azzurri, i quali cadono nella frenesia e nell’ansia di rimettersi in carreggiata per chiudere in bellezza una stagione positiva. Cavani vuole segnare a tutti i costi, ma prima al 38’ poi al 42’ spreca due match ball grossi come una casa: nel primo caso, colpisce male di testa su centro di Mesto dalla destra, mancando la mira; nel secondo, su servizio preciso di Calaiò, si trova a tu per tu con Pegolo, ma gli tira addosso. In tutto ciò il Siena ha anche creato un altro pericolo alla porta di Rosati, dacché al 39’ Bolzoni ha estirpato la palla a Inler, Agra ha rifinito per Emeghara e lo svizzero, su cui i toscani avevano riposto ogni speranza di salvezza, conclude di destro di poco oltre la traversa. E la prima frazione si chiude così, a metà strada tra lo stupore e un pizzico d’amarezza per il golazo (davvero niente male, peraltro) dell’ennesimo Carneade capace di andare a bersaglio con i partenopei. Il Carneade che rischia di guastare il party.

Chissà, forse la testa degli azzurri rimane per un po’ negli spogliatoi, visto che nei primissimi minuti della ripresa il Siena per ben due volte sfiora l’incredibile colpo del ko, e in entrambi i casi con Emeghara: prima al 48’ arriva in ritardo su traversone rasoterra di Agra, mancando la sfera in scivolata con la difesa del Napoli immobile; poi, un minuto dopo si fa trovare pronto al colpo di testa su centro di Bolzoni, mandando il pallone alto sulla traversa. Sostenuto dal pubblico, il Ciuccio prova a scuotersi dal torpore con una bordata di Dzemaili dai 28 metri, respinta di pugno da Pegolo. Il Siena non concede metri: si copre con ordine dietro e si propone in avanti con rapidissime ripartenze, orchestrate soprattutto da Bolzoni e dal minuscolo e velocissimo Agra, una spina nel fianco per i difensori di Mazzarri. Proprio dal piede destro del portoghese, al 55’, parte un corner che pesca libero Della Rocca, il quale colpisce di testa sfiorando il palo. Pochi secondi e si consuma il passo d’addio della bandiera Gianluca Grava, sostituito da Insigne: standing ovation e commozione per il difensore casertano, che saluta i tifosi con una t-shirt recante una scritta più che eloquente: “Ti amo”. Due minuti dopo, El Kaddouri scambia bene con Dzemaili, penetra in area dalla sinistra e agli 11 metri conclude a giro di destro: Pegolo para. Non rinuncia al contropiede il Siena: su uno di questi, Agra tenta la sorpresina dal limite, di destro: a lato, ed è il 62’. Mazzarri vuole terminare senza sconfitta la stagione, ragion per cui leva da mezzo Calaiò e inserisce Hamsik al suo posto: slovacco trequartista con El Kaddouri e Insigne-Cavani in attacco. Al 67’ è proprio il frattese, defilato a sinistra, a trovare il pertugio per metterla in mezzo, giunge Dzemaili a colpire di testa, ma è una telefonata per Pegolo. Gli azzurri insistono con azioni tambureggianti e al 73’ arrivano finalmente al pareggio: punizione dalla destra di Hamsik, Cannavaro si tuffa di testa e trova El Kaddouri che s’avventa di punta cogliendo la traversa, sul rimpallo è però lesto Cavani che s’avvita e di testa manda la palla nell’angolino basso alla destra di Pegolo, a porta sguarnita, trovando dunque una rete tanto desiderata anche in precedenza. La rete mette le ali ai piedi ai partenopei, che vogliono regalare ai tifosi una vittoria per finire alla grande il campionato. Il Siena non si scompone affatto, e continua ad attaccare di rimessa, cercando di sfruttare anche la lentezza degli azzurri in difesa e in linea mediana (di Inler, in particolare). Il Napoli continua a buttarsi in avanti, reclamando al 77’ un rigore con Insigne, contrastato duramente da Terlizzi e Terzi in area: va a capire se sia penalty netto o no, cert’è che Giacomelli non è sordo alle polemiche di Lorenzo, e l’ammonisce fiscalmente. Nel frattempo, l’umile Walter ha gettato nella mischia Pandev, e il macedone all’84’ tenta l’eurogoal di controbalzo dai 30 metri su servizio di prima di Cavani: il suo mancino finisce di molto a lato. I toscani non mollano, spinti anche dal dinamismo del neoentrato Reginaldo: all’85’ il brasiliano scambia con Terzi e, sul cross del difensore, manca il controllo decisivo dinanzi a Rosati, due minuti dopo imbecca il connazionale Angelo, il quale di sinistro manda il pallone fuori. Il Napoli è sulle gambe, paga lo scotto di un’annata tirata e spossante fino all’ultimo, e i ragazzi di Iachini chiudono il match all’attacco, rendendosi pericolosi a più riprese pericoloso. Brivido al 90’: Della Rocca da angolo tira direttamente verso Rosati, ma la palla era finita già fuori nella traiettoria del corner, inutile quindi la respinta dell’estremo difensore partenopeo. Altra paura per i tifosi azzurri tre minuti dopo: Paolucci si libera di Cannavaro sull’out sinistro, dopodiché dribbla Mesto e col mancino costringe Rosati agli straordinari. I bianconeri sembrano credere al clamoroso colpaccio, ma al 93’ Dzemaili scende centralmente, Pandev fa velo e Hamsik, inseritosi in area, scavalca Pegolo con un diagonale irresistibile: per lo slovacco è l’11^ rete stagionale. Nonostante un altro timido tentativo del Siena, la partita di fatto finisce lì. I fan festeggiano, i giocatori si concedono il giro di campo, ricevendo l’abbraccio del popolo di Fuorigrotta. Ma per molti è l’ultimo giorno nello stadio, o potrebbe esserlo. Per Grava, per Campagnaro. Forse per Zuniga e per Rolando. Forse, soprattutto, per Cavani e Mazzarri. Più probabile che il Matador lasci, ma il saluto del tecnico al pubblico fa intendere che probabilmente anche lui potrebbe dire ciao. Ora c’è il futuro a cui pensare: De Laurentiis ha detto pubblicamente ai tifosi “Questo Napoli sarà più forte”, auguriamoci che alle parole seguano i fatti.

A proposito dell'autore

Avatar

Post correlati

Translate »