LA DIGNITA’ NON ABITA QUI. BIANCHI E ROSINA REGALANO AL TORINO LA PRIMA VITTORIA ESTERNA DELLA STAGIONE

Napoli (3-5-2): Navarro, Santacroce, Cannavaro, Contini, Mannini, Hamsik, Bogliacino, Datolo, Grava, Denis, Pià (16' st Russotto). A disp. Gianello, Aronica, Montervino, Rinaudo, Blasi, Pazienza. All. Donadoni  

Torino (3-4-1-2): Sereni,  Franceschini, Pratali (4' st Ogbonna), Pisano, Colombo, Abate (22' st Diana), Dzemaili, Barone, Rubin (1' st Stellone), Rosina, Bianchi. A disp.  Calderoni, Saumel, Vailatti, Ventola. All. Camolese

Arbitro: Damato di Barletta

Marcatori: 42' pt Pià (N), 6' st Bianchi (T), 27' st Rosina (T)

Note: ammoniti Datolo, Santacroce, Pisano, Cannavaro

Recupero: 2’pt; 3’st

 

Non sembra esserci limite al peggio. Il Napoli riesce nell’impresa di far vincere la prima trasferta al Torino in questo campionato. A questo punto possiamo aspettarci veramente di tutto. Guardare la classifica mette i brividi. Per fortuna che mancano solo due giornate alla fine del campionato perché altrimenti avremmo rischiato davvero grosso, visti i nove punti accumulati fin’ora in tutto il girone di ritorno. Sarà paradossale, ma ci viene quasi da ringraziare l’Intertoto che ha permesso agli azzurri di avere quella partenza sprint che – è brutto sentirselo dire ma – ha permesso di mettere in cascina i punti decisivi per una salvezza tranquilla.  Donadoni vuole dare una svolta a questo finale di stagione e provare a superare i cinquanta punti totalizzati da Reja lo scorso anno. Per questo l’ex CT mette su un centrocampo dai piedi buoni con Bogliacino in cabina di regia e Hamsik e Datolo interni; a destra torna Mannini, mentre Grava si adatta sulla corsia mancina; e Zalayeta ancora in tribuna dopo il furto in villa subito in settimana. In un San Paolo semivuoto sugli spalti ma, a quanto pare, stracolmo di giornalisti accreditati in tribuna stampa, la prima squadra a rendesi pericolosa è proprio il Napoli. Pià serve nel corridoio Datolo, ma il traversone basso dell’ex Boca Juniors è liberato in angolo dalla difesa granata (2’). La squadra di Donadoni prova a fare la partita ma il fraseggio è lento e il movimento senza palla è di fatto inesistente. Inoltre la sufficienza mista a presunzione di certi calciatori non rende di sicuro lo spettacolo più interessante. In alcune occasioni, poi, si ha addirittura la sensazione che a questa squadra manchi proprio l’intesa nei passaggi più elementari, visti i continui malintesi sia in fase di impostazione che in quella di ripiegamento. Il Torino, così, prova a spezzare l’equilibrio della partita con un tiro di Bianchi dalla lunga distanza che trova l’attenta e puntuale deviazione dell’estremo difensore azzurro (10’). I granata, alla disperata ricerca di punti salvezza, continuano a spingere e si rendono prima pericolosi con una punizione da posizione defilata di Rosina (12’) e poi con un destro di Abate (13’). Il Napoli resta sonnacchioso. Il regista di giornata Bogliacino è fuori dal match. Sono spesso Pià e Datolo a venire a prendersi palla a centrocampo e provare ad impostare l’azione. In un lampo di lucidità, verso la fine della prima frazione di gioco, però, la squadra partenopea passa. Bel triangolo tra Pià e Denis con il brasiliano che supera in dribbling Sereni prima di depositare la palla in rete (41’). Per Pià è il terzo gol consecutivo, il primo al San Paolo in serie A.

Camolese corre ai ripari e ad inizio ripresa rafforza il settore avanzato con l’ingresso dell’ex azzurro Stellone al posto di Rubin. Il Toro a trazione anteriore trova subito il pareggio. Lungo lancio di Pisano, torre di Sellone per Bianchi che in girata fulmina Navarro sul palo destro. Grave disattenzione nella circostanza di Cannavaro che lascia all’attaccante granata lo spazio per girarsi. Il pareggio del Torino colpisce nell’orgoglio il Napoli. In pochi minuti gli azzurri si rendono pericolosi prima con Pià che, di testa, non sfrutta a dovere uno scivolone di Franceschini (54’); poi con Denis che clamorosamente non riesce a ribadire in rete una respinta corta di Sereni su un tiro di Mannini (55’); infine proprio con l’ex Brescia che dal limite per poco non trova l’incrocio (59’). Donadoni decide di dare una chance anche a Russotto, inserendo il fantasista romano al posto di Pià (60’). Il Napoli continua a spingere ma il Toro è bravo e fortunato a difendersi. Al 64’ è proprio Russotto ad andare vicinissimo al gol con un tiro dal limite su sponda di Denis che sfiora il palo alla sinistra di Sereni (64’). I granata si affidano alle ripartenze e su una di queste Stellone guadagna una punizione da posizione interessante. Alla battuta si presenta Rosina che buggera un Navarro non esente da colpe (72’). Il vantaggio granata manda nel pallone il Napoli. Ma nemmeno i fischi del San Paolo, che si accaniscono impietosamente contro Cannavaro, fanno da sprone ad una squadra svogliata e a tratti irritante. Tanto che l’attaccante più pericoloso per il Napoli si dimostra l’ex Stellone che per due volte (74’ e 87’) rischia di sorprendere Sereni. L’unica buona notizia, dopo l’ennesima prestazione indegna e indecorosa degli azzurri, è che mancano solo centottanta minuti alla fine di questa stagione.

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