LA CORTE HA DECISO: IL CALCIO E’ FINITO

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Buon fine settimana a Guido Rossi. Ne ha bisogno eccome. Il Commissario è stato un grande artista che ha consegnato un prezioso lavoro in mani sbagliate. Il lavoro era quello dell'Ufficio Indagini e della Caf, commissioni nominate direttamente da questo avvocato settantacinquenne affezionato alle telecamere. Un prodotto di altissima qualità confezionato da profili professionali di grande spessore, distrutto da un gruppetto di avvocati che avrebbero dovuto condannare chi li aveva nominati per svolgere quel lavoro. Rossi è stato fin troppo ingenuo a fidarsi della Corte Federale e del professor Sandulli, che negli atteggiamenti e nei modi è sembrato più un giudice da gara culinaria che non un professionista chiamato a valutare fatti di gravità estrema. In due pomeriggi accorciati dall'ora della messa e da quella della siesta, Sandulli e soci sono riusciti a capovolgere quanto stabilito da chi, in primo grado, aveva accuratamente motivato sentenze scritte dopo giorni di interrogatori e di arringhe. Una pagliacciata in piena regola di cui avrebbero potuto avvertire quanti speravano in una soluzione diversa, dimenticando che Rossi non aveva mandato a casa quella commissione benedetta da Franco Carraro (per il quale era stata chiesta la radiazione, per il quale è stata disposta un'ammenda di 80mila euro…) e dalla quale il presidente Pasquale De Lise si era defilato annusando un maleodorante puzzo di papocchio avvertito già all'inizio del maxiprocesso.

Buon fine settimana a Stefano Palazzi. Ne ha bisogno anche lui. Il grande accusatore non è esente da responsabilità per errori commessi in buona fede. Non perdeva un processo da cinque anni, e questo lo aveva quasi vinto fino a quando non si è presentato davanti agli amici di quel sistema che pensava di poter combattere da solo.  

Buon fine settimana a Francesco Saverio Borrelli. Il "poliziotto" aveva fornito su un piatto d'argento tutti gli elementi utili a fare pulizia. I maggiordomi hanno preferito insabbiare alcune deliziose portate, la degustazione è rinviata: chi avrebbe dovuto seguirlo ha preferito andare per la sua strada, una strada che non porta (così come non ha mai portato) alla luce la verità o la giustizia. 

Buon fine settimana a Cesare Ruperto ed alla sua onorevole corte. Un mostro sacro del diritto ad 81 anni non pensava di poter essere preso in giro “da un manipolo di buffoni” (così parlò Cossiga), ma almeno lui ha la coscienza a posto. 

Buon fine settimana alla Corte Federale, con l'augurio di essere defenestrata molto presto. Tutti si erano illusi che l'onestà e la pulizia avrebbero trionfato visto che stavolta, sul tavolo, c'erano prove e non chiacchiere. E invece questi giudici (sportivi, per fortuna) si sono ricordati di un vecchio proverbio che dice "quando bevi pensa alla fonte" ed hanno salvato l’ex presidente di una Federazione inquinata. Il personaggio in questione ancora una volta esce bene da una vicenda incredibilmente vergognosa, così come vergognose sono le sentenze della Corte, al di fuori di qualsiasi giurisprudenza. L'Uefa ha dato un grande schiaffo morale a questi signori, mettendo sub judice l'iscrizione del Milan alla Champions. Una questione etica, tout court, ma come spiegarlo a chi decide in base a compromessi?

 Buon fine settimana anche ai pm di Napoli Beatrice e Narducci, chiamati a fare giustizia seria dopo che le decisioni dei loro pseudo-colleghi dello sport hanno confermato la necessità dell'intervento della magistratura per far pulizia nel pallone. E buon fine settimana anche a quei tifosi che avranno ancora il coraggio di comprare un biglietto per vedere da vicino i tanti “argonauti” di un sistema salvato soltanto da chi avrebbe potuto – e soprattutto dovuto – smantellarlo….  

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