Krol: “Con Arsenal il Napoli può giocarsela”

Ruud Krol, indimenticato campione che per quattro anni ha vestito la maglia dei partenopei, ci dice la sua sugli azzurri e su come è cambiato il calcio:

Krol, segue il calcio italiano?
“Sì, anche se vivo e lavoro in Tunisia ho modo di seguire la Serie A. Mi piace, trovo un calcio diverso rispetto a quello in cui giocavo io. All’epoca si badava soprattutto a difendere, ora vedo squadre più propositive. L’Empoli, ad esempio, ha giocato a viso aperto con la Juventus”.

E il Napoli le piace?
“Mi piaceva tantissimo la squadra di Maurizio Sarri, un calcio offensivo che dava spettacolo. Anche Ancelotti mi sta piacendo, ma gli interpreti sono cambiati. Jorginho è una grande perdita e anche l’addio di Marek Hamsik ha indebolito il centrocampo”.

Come vede la sfida contro l’Arsenal
“Alla pari. Il Napoli ha le qualitò per battere gli inglesi. Servirà organizzazione, compattezza. Come detto manca qualcosa in mezzo, però davanti ha due giocatori che mi piacciono particolarmente, ossia Mertens e Milik, peraltro scuola Ajax”.

Chi è il favorito per la vittoria dell’Europa League?
“Sono tre le squadre che hanno maggiori possibilità: Arsenal, Napoli e Chelsea”.

Che ricordi ha dei suoi quattro anni a Napoli?
“Bellissimi. Avevano ricominciato ad acquistare giocatori stranieri e arrivavo dal Canada. Trovai una piazza calda, che viveva per il calcio. Un percorso molto bello. Il primo anno arrivammo addirittura a sfiorare lo scudetto. Purtroppo lo abbiamo perso in casa, contro il Perugia per un’autorete. Quello è il più grande rammarico, eravamo una grande squadra. Anche se la Juventus era più forte, con campioni come Cabrini o Tardelli”.

Altri tempi. Cosa è cambiato maggiormente?
“Oggi è un calcio più atletico che tecnico. Ma personalmente ho più piacere a vedere una bella giocata, il gesto tecnico mi gratifica di più e alla fine fa la differenza”.

Il calcio di oggi sembra proiettato verso una dimensione più europea e meno nazionale
“Penso che si arriverà fra 4-5 anni a un campionato europeo dove le grandi schiereranno nei tornei nazionali le riserve. È uno scenario però che non mi piace, perché se fai un torneo d’élite togli ai tifosi delle altre squadre la possibilità di andare allo stadio a vedere i grandi campioni. E poi sarei curioso: come verrebbe strutturato? Quante italiane parteciperebbero? Quante inglesi?”

A proposito dell'autore

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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