JUVENTUS – NAPOLI: LA SFIDA NELLA SFIDA

Una situazione del genere, in amore, verrebbe etichettata come “chiodo scaccia chiodo”. Reja e il Napoli, per uscire dalla crisi, si affidano proprio a questo motto che, rapportato al calcio, significa: battere la Juventus è difficile, allora vincerò incantando cosi ché diventi impossibile.Ci vuole coraggio del resto e forse è l’unica cosa che resta a questo Napoli, l’unico modo per tirar su la testa prendersi una bella boccata d’ossigeno tanto aver annaspato tanto. Cambio e ricambio, servo e mescolo. E’ una sfida quella di Reja travestitosi da guerriero, sa bene che in questo momento o la va o la spacca, non c’è più una seconda chance. La sua panchina non scotta semplicemente perché infuocata, ha provato di tutto e non è andato bene niente, pertanto è doveroso cercare il tutto per tutto rimboccandosi le maniche e azzardo fino all’inverosimile per poi emulare chi ha scritto la storia partenopea urlando ad una telecamera che niente è perduto.E’ una sfida simile a percorrere una corda sopra un burrone, nessuno più è intenzionato a salvare la situazione, o vai giù o ti rialzi.

Le barricate di Castelvolturno hanno si inasprito ulteriormente l’aria, ma almeno ha protetto un po’ le orecchie dei calciatori tutelandone il carattere perché la città è arrabbiata, delusa, si sente presa in giro ed è pur giusto fare da parafulmine quando gli attributi stentano a venir fuori.Il cambio, però, non riguarda solo i numeri ma anche i volti. Dentro chi ne ha di più e chi fino adesso è rimasto a tormentarsi guardando i compagni: stop per Gargano, e questa si che è una notizia, bloccato da una contusione al piede sinistro dopo ben 2095 minuti giocati senza sosta, Zalayeta è in fase di recupero così come Gianello e Iezzo, ma comunque indisponibili per sabato insieme allo squalificato Mannini. Nuovo trucco nel 4-4-1-1 azzurro, modulo che resta in ballottaggio con il 3-4-2-1. Navarro (30) sicuramente tra i pali; difesa a quattro composta da Santacroce (13), Cannavaro (28), Contini (96) e Vitale (3); centrocampo dalla fantasia predominante con Maggio (11) sulla destra, Datolo (15) a sinistra, Hamsik (17) e Blasi (8) nel mezzo; Russotto (20) promosso alle spalle di Lavezzi (7) unica punta.

Come già detto però, il modulo è in concorrenza con l’ipotesi 3-4-2-1 ed è quindi doveroso analizzare la possibile formazione con questo modulo: Navarro (30) tra i pali; difesa con Santacroce (13), Cannavaro (28) e Aronica (6); centrocampo composto da Datolo (15), Pazienza (5), Blasi (8) e Maggio (11); Russotto (20) e Hamsik (17) alle spalle di Lavezzi (7)Ballottaggi: Contini 60% – Aronica 20% – Vitale 20%; Datolo 70% – Vitale 30%

Analizziamo i due moduli: con il 4-4-1-1 il Napoli potrebbe presentare grande equilibrio in mezzo al campo: Datolo potrebbe ricoprire il suo ruolo naturale mentre nel mezzo, Blasi avrebbe la possibilità di supportare un Hamsik formato regista. Anche Maggio potrebbe avere più lusso di spinta essendo coperto da Santacroce mentre in avanti la velocità e l’imprevedibilità di Lavezzi e Russotto potrebbe non solo mettere in grande affanno la difesa juventina, ma anche creare spazi per Datolo e Maggio in fase d’inserimento. Difesa più coperta a quattro, così come ricordiamo proprio a Torino in Coppa Italia, con Cannavaro e Contini più sicuri in una marcatura a zona.Nel caso in cui il Napoli dovrebbe scendere in campo con un 3-4-2-1 allora la musica cambia: premettendo che questo modulo non è poi così differente da quello utilizzato fino alla trasferta di Palermo, vede il solito rischio di portare Datolo a giocare in una posizione non proprio sua per caratteristiche, inoltre Hamsik e Russotto potrebbero pestarsi i piedi nell’affiancare Lavezzi trovandosi in una posizione dove c’è molta ricerca della palla. Difesa sempre a tre e quindi costretta a uomo, altra nota dolente di questo Napoli

Del resto, la Juventus, è costretta a rialzarsi dopo la battuta d’arresto rimediata a Londra in Champions League; Ranieri dovrà rinunciare agli infortunati Camoranesi, Andrade, Zanetti e De Ceglie. Classico 4-4-2 con Buffon (1) in porta; Grygera (21), Mellberg (4), Chiellini (3) e Molinaro (28) in difesa; Marchionni (32), Sissoko (22), Poulsen (18) e Giovinco (21) a centrocampo; Iaquinta (9) e Trezeguet (17) di punta.Ballottaggi: Poulsen 60% – Marchisio 40%; Mellberg 70% – Legrottaglie 30%; Iaquinta 70% – Del Piero 30%. La Juventus ha, ormai, il suo gioco consolidato e roccioso. Tutto ruota intorno al contropiede e ai settori esterni, soprattutto se Trezeguet e Iaquinta dovessero essere confermati titolari. Strano vedere la “bestia nera” partenopea in panchina (Del Piero ndr), ma questa soluzione potrebbe portare Sissoko a cercare qualche inserimento in più, così come accaduto a Palermo. Mellberg dovrebbe rimpiazzare uno stanco Legrottaglie in difesa mentre Marchionni agirà sulla fascia destra in sostituzione di Camoranesi.Importante sarà valutare la condizione fisica visto che i bianconeri hanno speso molto in Champions League, questo ci riporta ad una conclusione: vincere è difficile, vincere e convincere è difficilissimo…impossibile is nothing!

Ultima sfida: 16 Marzo 2008, 28^ giornata serie A: Juventus – Napoli 1-0 (Iaquinta)

Ex Napoli: Salvatore Aronica, Manuele Blasi, Marcelo Zalayeta

Ex Juventus: Claudio Ranieri, Amauri

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