Jacobelli a PN:”Occhi aperti,si rischia di danneggiare il 98% dei calciatori in attività! Gattuso uno dei migliori…”

Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it tracciando un quadro generale sulla drammatica situazione a livello planetario e sulle probabili ricadute anche nel mondo dello sport e del calcio:

1) Quanto è complicato continuare a svolgere regolarmente l’attività legata al giornalismo sportivo in questo periodo catastrofico?

“Le difficoltà evidentemente sono legate al rivoluzionamento totale dell’organizzazione del lavoro: in questo momento in redazione ci sono quattro colleghi e tutti gli altri lavorano da posizione remota. Al tempo stesso questa è una sfida che abbiamo raccolto perché vogliamo essere presenti tutti i giorni in edicola, oltre che sul nostro sito e sui nostri profili social del circuito multimediale cui apparteniamo, siamo convinti che ognuno in questa situazione di assoluta emergenza debba fare il proprio dovere e sempre meglio il proprio mestiere per garantire un’informazione che sia autorevole, attendibile e credibile. Sotto quest’aspetto il nostro ringraziamento va ogni giorno agli edicolanti che tengono aperte le loro edicole garantendo il fondamentale diritto d’informazione ai cittadini.”

2) A suo avviso il mondo dello sport, e in particolare il calcio, quale messaggio dovrebbe dare a tutti gli appassionati ora come ora?

“Il mondo dello sport sta dando in questa situazione di emergenza messaggi di solidarietà concreta, ovvero di sostegno concreto agli ospedali e ai medici, infermieri e al personale sanitario intraprendendo e lanciando iniziative a favore di questi enti che sono in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. Il mondo dello sport si è dovuto fermare a livello planetario perché uno dopo l’altro sono stati sospesi, cancellati o rinviati tutti gli eventi più importanti. È chiaro che fino a quando la comunità scientifica, ovvero i virologi, gli scienziati, i medici, non daranno l’autorizzazione a riprendere gli allenamenti e poi l’attività agonistica, tutto sport deve fermarsi e fermo deve rimanere perché prima di ogni cosa viene la salute.”

3) Come ripartirà il calcio italiano: quali orizzonti prevede, anche al seguito dell’ennesima riunione in Lega nella quale si è espressa la volontà di portare a termine le varie competizioni?

“Certamente questo è l’obiettivo e l’aspirazione di tutte le federazioni internazionali, di tutti quei Paesi colpiti in maniera significativa dal virus. La questione però è un’altra: c’è una gigantesca ma forse anche invisibile spada di Damocle sulla testa di tutti noi che risponde al nome di Covid-19 e nessuno ora può formulare una previsione che goda buone chance di essere rispettata perché nessuno sa quale sarà l’evoluzione dell’epidemia. Certamente cominciano ad arrivare alcuni segnali incoraggianti, ma stiamo parlando di un’epidemia che nel nostro Paese ha provocato oltre 15mila morti, senza dimenticare le persone che sono state contagiate, quelle che sono in cura, le persone sopravvissute a questo male così terribile. Quindi è evidente che in questo momento, come tutti i settori della vita nazionale, le industrie, gli artigiani e i commercianti stanno prefigurando scenari di ripresa e sperano comprensibilmente che questi scenari possano diventare realtà, allo stesso modo anche per il calcio si possono fare delle ipotesi circa una ripresa dell’attività agonistica, ma fino a quando non si avrà il via libera della comunità scientifica il calcio deve restare assolutamente ferma. Da diversi giorni abbiamo lanciato l’allarme perché non vogliamo che venga dimenticato l’universo dei dilettanti perché comprende il 98% dei calciatori in attività del nostro Paese, ha 1milione e 45 mila tesserati, dodicimila società, 350 dipendenti, duemila collaboratori che percepiscono soltanto un rimborso spese. Soprattutto il sistema dei dilettanti garantisce a centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze di fare sport di base. È evidente che questo sia il primo settore ad avere bisogno di un aiuto dalla federazione, dalla Lega di Serie A che dovrebbe fare uno sforzo anche nei confronti di Serie C e D, e anche dallo Stato stesso perché vorrei ricordare come l’intero sistema calcio garantisca alle casse dell’erario 250 milioni di euro di tasse ogni anno, costituisca l’1% del Prodotto Interno Lordo, venga definita una delle prime dieci aziende del nostro Paese, sia seguito da quasi 40 milioni di appassionati. È chiaro che anche il calcio in questo momento, al di là del taglio degli ingaggi che i super professionisti stanno decidendo dopo contrattazioni con le rispettive società, va salvato e aiutare il calcio dei dilettanti: dai settori giovanili, alla prima e seconda categoria fino all’Eccellenza.”

4) Parlando un attimino di calcio giocato, anche se risulta estremamente complicato, sul fronte Napoli quest’anno si è assistito ad un inaspettato cambio alla guida tecnica: su quali basi il club partenopeo dovrà ripartire per il futuro?

“Sulla base del lavoro che Gennaro Gattuso ha fatto da quando ha preso in mano la squadra e da quando l’ha riportata passo dopo passo ad alti livelli. Gattuso è uno dei migliori allenatori del nostro campionato, ha le idee chiare, ha soprattutto la capacità di parlare in maniera diretta ai suoi giocatori e l’ha dimostrato, senza guardare in faccia a nessuno. Il Napoli lo ha seguito e dovrà ripartire proprio da quella squadra apprezzata nelle ultime giornate di campionato, senza dimenticare che gli azzurri hanno l’opportunità di approdare ai quarti di Champions: sempre se e quando l’attività ripartirà.”

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