ITALIA – AUSTRALIA 1-0

ITALIA – AUSTRALIA 1-0ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Materazzi, Cannavaro, Grosso; Perrotta, Pirlo, Gattuso; Del Piero (75’ Totti); Toni (55’ Barzagli), Gilardino (46’ Iaquinta). Ct: Lippi

AUSTRALIA (3-4-2-1): Schwarzer; Moore, Neill, Chipperfield; Sterjowski (81’ Aloisi), Culina, Wilkshire, Grella; Cahill, Bresciano; Viduka. Ct: Hiddink

ARBITRO: Medina Cantalejo

MARCATORE: 93’ rig. Totti (I)AMMONITI: Grella (A) Grosso (I) Cahill (A) Wilkshire (A) Gattuso (I) Zambrotta (I)

ESPULSO: Materazzi (I) KAISERSLAUTERN. No, stavolta la fortuna non ha aiutato gli audaci. La dea bendata è stata fin troppo generosa con una Nazionale, quella italiana, che ha fatto di tutto per complicarsi la vita e tornare a casa. O meglio, forse verrebbe da dire che il suo Commissario Tecnico ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Perché se Marcello Lippi si limitasse a sfuriate maleducate, qualcuno potrebbe sempre giustificarlo risaltando il suo caratteraccio mostrato a più riprese già ai tempi della Juventus e dell’Inter; quando però il cittì sbaglia prima e durante la partita, allora gli alibi non reggono più. Eppure, all’ultimo respiro l’Italia è riuscita ad eliminare l’Australia e soprattutto quel Guus Hiddink che quattro anni fa, in circostanze analoghe, fece la festa agli azzurri. E l’Italia pallonara, fino al rigore generosamente concesso a Grosso e trasformato con freddezza da Totti, aveva rivisto un film analogo: poche palle-gol clamorosamente fallite (Toni e Gilardino su tutti), un arbitro implacabile nel buttare fuori un giocatore azzurro (Materazzi) e la totale assenza di manovra contro un avversario ottimamente messo in campo ma leggero e inconcludente sottoporta. La scelta di Lippi di dare spazio a Del Piero e di riproporre il 4-3-1-2 è stata infelice, ma ancora meno comprensibile è apparsa l’idea di togliere Gilardino per Iaquinta (schierato, peraltro, da esterno destro) e, successivamente, di sacrificare Toni per Barzagli, il cui innesto diventava necessario per limitare i danni in inferiorità numerica. E’ stata ancora una volta la difesa a salvare l’onore della truppa azzurra. Superlative le prestazioni di Zambrotta e Cannavaro, buona la prova di Materazzi fino all’espulsione (sanzione severa) e impeccabile quella di Buffon, che con un paio di interventi ha dato sicurezza all’intera squadra. I problemi sono cominciati dal centrocampo in su: palloni persi in quantità e poca lucidità nell’impostare un gioco che avrebbe dovuto dipendere da Alessandro Del Piero. Non è questo il mondiale del Pinturicchio, che un giorno il compianto avvocato Agnelli etichettò come "Godot". Soprannome migliore per la circostanza tedesca non potrebbe esserci, tant’è che lo stesso Del Piero ha messo in seria difficoltà sia Toni che Gilardino, destinatari di pochi palloni giocabili e pericolosi soltanto nella prima mezz’ora. Il rosso che Medina Cantalejo ha sventolato a Materazzi pochi minuti dopo l’inizio della ripresa ha costretto l’Italia a difendersi con il coltello tra i denti. E’ stata solo l’inconsistenza degli australiani, unitamente ad una difesa mai tradita dai nervi, che ha consentito all’Italia di mantenere inalterato il risultato fino a quando Marcello Lippi ha avuto il primo lampo di buonsenso della gara, tirando fuori dal campo Del Piero e gettando nella mischia Francesco Totti. Venti minuti sono bastati per rianimare gli azzurri, che con qualche fiammante contropiede hanno spezzettato il ritmo dell’avversario. Nei minuti di recupero, quando quasi tutti erano già rassegnati a due tempi supplementari (e chissà, in quel caso, cosa sarebbe accaduto), ecco il regalo che non ti aspetti: Grosso entra in area, salta un avversario e inciampa su un difensore australiano che non aveva alcuna intenzione di fermarlo fallosamente. Un cadeau trasformato in biglietto per i quarti dall’infallibile piede di Totti, un tiro lungo undici metri che concede a Lippi un’altra possibilità per parlare meno e pensare meglio, sia prima di parlare che prima di fare la formazione.

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