Insigne, ora è il momento di essere leader e capitano…

Un capitano, c’è solo un capitano. Con questo coro i tifosi della Roma hanno accolto per anni il loro capitano indiscusso Francesco Totti, romano e romanista vero simbolo del popolo giallorosso.

Anche il Napoli, dopo l’era di Marek Hamsik, dallo scorso febbraio può vantare nuovamente un capitano napoletano. Lorenzo Insigne,cresciuto a Frattamaggiore, paese a pochi km dal capoluogo partenopeo, è diventato capitano della formazione azzurra proprio nella stagione maggiormente travagliata per il numero 24 napolteano.
Dopo un ottimo inizio di stagione, Insigne nella seconda parte di campionato ha smarrito se stesso, non riuscendosi ad esprimersi ai suoi soliti livelli. Certamente, una seconda parte di stagione negativa non può cancellare quanto di buono fatto vedere in questi anni in maglia azzurra: Insigne è un calciatore di grandi qualità tecniche e proprio per questo il Napoli per una sua eventuale cessione chiederà una cifra alquanto elevata .

Lo stesso Ancelotti nella prima conferenza stampa ha affermato di non ha mai chiesto la cessione di nessun calciatore di qualità della rosa e sul capitano azzurro è stato molto chiaro e preciso: “ E’ il capitano e da lui mi aspetto un atteggiamento e un comportamento da capitano “. Parole forti, ma allo stesso tempo chiare ed inequivocabili.

Un capitano sicuramente ha delle responsabilità maggiori rispetto agli altri tesserati e Insigne in questi primi sei mesi con la fascia al braccio è stato alquanto  superficiale nelle dichiarazioni pre Arsenal Napoli. Lasciar il minimo dubbio di poter andar via da Napoli a quattro giorni da un match cosi importante, non si è rivelata una mossa azzeccata da parte del talento di Frattamaggiore e non tanto per il contenuto delle dichiarazioni stesse ma per il periodo in cui l’intervista è stata rilasciata. Un capitano deve sempre porre al primo posto il bene della squadra all’ego personale.

Ancelotti per rilasciare quelle dichiarazioni su Insigne avrà avuto i suoi buoni motivi e adesso toccherà ad Insigne dimostrare di essere capitano a tutti gli effetti.
Per la prima volta da quando Insigne veste la maglia del Napoli, non sono mancate le voci su un possibile addio del talento di Frattamaggiore, complice anche la scelta del capitano azzurro di affidare la sua procura a Mino Raiola, storicamente molto propenso al trasferimento dei suoi assistiti da una squadra all’altra.

Nonostante ciò, Insigne sembra destinato a restare in maglia azzurra e dopo i primi sei mesi da apprendistato da capitano dovrà interpretare al meglio questo ruolo.
In primis dovrà liberarsi dal pensiero di non essere amato dai suoi tifosi. Con la partenza di Reina , Hamsik e Raul Albiol nel giro di dodici mesi, dovrà nello spogliatoio essere riconosciuto come leader indiscusso di questa squadra oltre che come capitano. Insigne è nel pieno della maturità calcistica, ha ventotto anni e può contribuire a fare si che il Napoli possa  lottare per qualcosa di importante. Nei primi sei mesi da capitano di sicuro qualcosa non è andato nel verso giusto e quei fischi di Napoli-Arsenal ne sono la testimonianza.

Ad Insigne, possiamo concedere l’attenuante di essere diventato capitano inaspettatamente dopo la partenza di Hamsik e soprattutto di essere diventato nel suo momento peggiore in maglia azzurra. Da quest’anno però non ci saranno più attenuanti, dovrà essere la stagione della definitiva maturità per Lorenzo Insigne. Indosserà quella fascia per un napoletano è di sicuro un onore ma anche un onere non indifferente. La carriera di Insigne al Napoli è sicuramente ad un bivio: da napoletano con la fascia al braccio avrà sicuramente delle responsabilità maggiori, che vanno al di là dell’aspetto puramente tecnico.

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Saverio Quatrano

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