INDECENTI FOLLIE AZZURRE

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Napoli (4-3-3) Gianello; Grava, Cannavaro, Domizzi, Savini (dal 25’ st Calaiò); Blasi, Pazienza, Hamsik (dal 13’ st Sosa); Lavezzi, Mannini (dal 31’ st Santacroce), Zalayeta   Panchina: Navarro; Montervino, Bogliacino, Gargano   All. Reja

Empoli (4-5-1) Bassi; Antonini, Marzoratti, Piccolo, Tosto; Budel, Marchisio (dal 45’ st Pratali), Marianini, Buscé, Giovinco (dal 37’ st Saudati); Pozzi (dal 20’ st Moro)   Panchina: Balli; Rincon, Abate, Giacomazzi   All. Malsani

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Note: Spettatori: 50.000; Recupero: 1 pt, 4 st; Espulso: Zalayeta e Piccolo 45’ pt; Domizzi 28’ st

Marcatori: Pozzi 21’ pt; Mannini 37’ pt; Pozzi 20’ st; Budel 35’ st

Napoli chiama, la città risponde. Prezzi stracciati, più che popolari per la sfida contro l’Empoli; sfida dal sapore forte per chi, come il Napoli, deve risollevare la china per l’ennesima volta. Malsani si presenta al San Paolo senza Vannucchi, ma con una squadra imbrattata in mezzo al campo con il compito di asfissiare i portatori di palla partenopea per poi allungare sull’estro di Giovinco e la prontezza di Pozzi; Reja veste la squadra in abito da guerriglia schierando il tanto sospirato 4-3-3 con Pazienza in fase centrale in mezzo al campo, una difesa a quattro con i rientranti Cannavaro e Domizzi nel mezzo e Savini a sinistra con Grava preferito a Santacroce sulla destra, nel reparto avanzato Zalayeta fa da boa per Mannini e Lavezzi. Incredibile, ma vero? E invece No. Inizialmente gli azzurri partono con Mannini sulla sinistra di centrocampo, avanzando un 4-4-2 con Lavezzi estremo offensivo e Zalayeta pronto a rientrare; Empoli che parte bene con il suo pressing alto e aggressivo, Grava che soffre costantemente Giovinco che parte da sinistra per poi accentrarsi, difesa che balla pericolosamente dove l’unico in palla sembra essere Savini, tempestivo e bravo su Buscè e Antonini che dalla sua parte, sembrano susseguirsi e sovrapporsi. Toscani che trovano il vantaggio con Pozzi che scarica un sinistro cattivo alle spalle di Gianello dopo un bel sombrero di Giovinco che taglia la difesa come il burro; Napoli che subisce il colpo senza trovare reazione, troppo statica la squadra, poco movimento e in continua difficoltà sotto l’aggressività empolese; poi il solito solista si sveglia, ma questa volta non è Hamsik che nel primo tempo sembra non azzeccarne una, non è Zalayeta che appare svogliato, ma Lavezzi, non è una novità, a svegliare la squadra con uno scatto perentorio a bruciare la difesa per poi servire Mannini tutto solo a porta vuota, mossa azzeccata quella di scambiare posizione tra i due. Napoli che sembra più vivo, ma comunque timido nelle ripartenze dove la veemenza partenopea mette in difficoltà l’Empoli, ma senza cavarne un ragno dal buco. Il primo tempo si chiude con un battibecco al rientro negli spogliatoi tra Zalayeta e Piccolo che costa il rosso ad entrambi i protagonisti.

Secondo tempo con le squadre ridotte in dieci, Malesani inserisce Pratali puntellando la squadra, Reja lascia tutto com’è; inizio di ripresa quasi come la prima frazione con l’Empoli aggressivo su ogni pallone mentre il Napoli resta fermo, immobile, aspettando quasi la provvidenza che sia fortuna o mano dal celo, non verrà. Empoli che aspetta, Napoli che resta a guardare. I toscani tentano di accelerare improvvisamente con Giovinco e la difesa barcolla tremendamente, così quando il piccolo torinese crossa verso il centro, Cannavaro dimostra come martire le amnesie difensive sbagliando posizione e intervento, così Pozzi raggiunge palla e infila Gianello per poi lasciare il campo in lacrime per un infortunio al ginocchio destro. Tutti si aspettano la reazione della squadra partenopea che la contraddistingue, invece l’unica reazione da sottolineare è quella di Hamsik che sostituito da Reja con Sosa, scuote la testa incredulo mentre il Presidente in tribuna mastica amaro di rabbia; nessuna reazione, niente orgoglio, nulla di nulla e così l’Empoli fa quello che vuole lasciando solo Giovinco davanti e può bastare a fare danni costringendo Domizzi al fallo da ultimo uomo, Napoli in nove uomini e Reja inserisce anche Calaiò al 25’ della ripresa come se il povero bomber palermitano debba risolvere tutto mettendo il pallone dentro o beccandosi fischi, giusto per evitare che sia lo stesso tecnico a salire sul banco degl’imputati, cosa inevitabile nel vedere un Napoli sfilacciato costruito su una serie di numeri messi lì senza un criterio razionale; così l’Empoli da una lezione di gioco ripartendo velocemente e anche se Gianello compie il miracolo su Buscè, il terzo gol arriva lo stesso con Budel che appoggia a porta vuota. Cala il sipario! Il castello di sabbia innalzato da Reja viene sgretolato da una folata di vento e anche i tifosi bombardano la squadra di fischi mentre al tecnico dedicano esplicitamente la decisione da prendere al più presto (“ Vattene, vattene”); chiaramente c’è chi ancora lo vede come un profeta, certamente non De Laurentiis che abbandona lo stadio al terzo gol con in volto i degni delle parole indicibili. Napoli che tracolla su se stessa, contro un’Empoli che in trasferta aveva segnato solo 4 gol prima di oggi. Classifica alla mano, Siena e Parma distano sei punti…qualcuno si è accorto di questo?! Meglio prendere provvedimenti seri e alla svelta

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