IN ARRIVO LE PRIME BOCCIATURE

Nel Consiglio di Lega di lunedì 27 giugno, il presidente della Lega di C, Mario Macalli, illustrerà la situazione relativa ai ripescaggi. Macalli spiegherà alle altre società di C perché il Napoli è primo in classifica fra le società di C1, passando poi a spiegare la normativa interna alla C che sta creando grossa confusione fra dirigenti, società e addetti ai lavori. "Ad oggi – ammette l’ad della Cisco Lodigiani Giuseppe Cionci – abbiamo inoltrato domanda di ripescaggio in C1 perché, pur avendo avuto un simile trattamento due anni fa, lo avemmo in un’altra categoria (dalla D alla C2 ndc) e perciò la questione sarà tutta a livello interpretativo. Deciderà, in ogni caso, il Consiglio Federale, della Figc, il 15 luglio". Le parole del dirigente della terza squadra capitolina lasciano intendere che nel prossimo Consiglio Federale potrà davvero succedere di tutto. Nel frattempo, la FIGC ha provveduto a richiamare il suo ufficio stampa, che con un comunicato stampa del 20 dicembre 2004 ha generato palese confusione per quanto concerne i ripescaggi dalla C1 alla B e dalla B alla A. La regola, dopo il comunicato ufficiale del 13 giugno 2005, è chiara: per tutti i posti che si libereranno in serie cadetta, si comincerà a ripescare le società retrocesse dalla B alla C1, anche se queste sono state già ripescate negli ultimi cinque anni. Naturalmente, le società in questione dovranno avere i conti in regola, e regolarizzare – al pari di tutte le altre – la propria posizione entro il 29 giugno. Per quella data, bisognerà infatti presentare la fideiussione bancaria di 207.000 euro e documentare alla Co.Vi.So.C. l’avvenuto pagamento al 31 marzo 2005 dei debiti con l’Erario, con gli enti previdenziali e con il Fondo Fine Carriera dei propri tesserati. Il giorno successivo, giovedì 30 giugno, il Consiglio Direttivo delle due Leghe si riunirà nuovamente e comunicherà le squadre che non hanno presentato i documenti in regola. Sarà soltanto una prima "lista nera": dopo le decisioni delle Leghe, la parola passa alla Co.Vi.So.C., che potrà allora procedere dal punto di vista decisionale riferendo alle società entro il giorno 9 luglio 2005 (data nella quale è prevista la comunicazione ufficiale delle squadre bocciate). I club in difetto avranno tempo tre giorni, fino alle ore 13.00 del 12 luglio 2005, per ricostruire i capitali sociali e a sistemare i parametri PA e PD: i documenti faranno parte del ricorso da inoltrare per quella data alla Co.A.Vi.So.C.; entro il 14 luglio 2005 la Co.A.Vi.So.C deciderà se accogliere o respingere i ricorsi e il 15 luglio 2005 ci sarà la riunione del Consiglio Federale. A pochi giorni da scadenze perentorie, sono molte le società con l’acqua alla gola. Quattro i club di A e almeno dieci quelli di B che potrebbero finire nella lista delle bocciate. Proprio in questi giorni, tutti si affannano per mettersi in regola. Bari e Ternana, considerate società a forte rischio, hanno comunicato di essersi messe in regola, ma vista la loro difficile situazione bisognerà verificare se effettivamente i due club hanno le carte a posto per essere ammesse ai prossimi campionati. Difficile anche la situazione per Crotone, Salernitana e Verona. A proposito della società scaligera, il futuro potrebbe dipendere da Alberto Gilardino. Fra la società di Pastorello e quella controllata da Enrico Bondi vi è infatti una scrittura privata datata 26 giugno 2002 (quando i canali preferenziali fra i due club finirono anche nei cattivi pensieri del Napoli) che recita: "In caso di cessione dei giocatori, il Parma s’impegna a riconoscere il cinquanta per cento alla consorella". Pastorello ha già informato i vertici federali del documento che, per la FIGC, non ha alcun valore. Il Parma, da parte sua, qualora cedesse Gilardino vorrebbe fare cassa con l’intera somma, visti i noti guai finanziari in cui il club è finito dopo il crack-Parmalat. A proposito di società di serie A o aspiranti alla massima serie, c’è anche da considerare il caso-Genoa, indagato per illecito sportivo. Qualora le accuse venissero confermate, il club di Enrico Preziosi rischierebbe addirittura la retrocessione in C1.E non versano in buone condizioni neanche le partecipanti agli spareggi di fine campionato cadetto, ovvero Perugia, Torino, Triestina e Vicenza. Un’indicazione, quella relativa al non buono stato di salute di chi lascerà la serie B per retrocedere in C1, che lascia sperare il Napoli, visto che già il Venezia ha alzato bandiera bianca dopo il fallimento. La società lagunare aveva ottenuto in extremis dall’Agenzia delle entrate – in applicazione del decreto spalma debiti – una rateizzazione di un debito di oltre 15 milioni di euro di imposte non pagate a condizione di esibire una fideiussione a tutela dell’erario. Ma la lettera d’intenti intestata alle Generali sarebbe risultata falsa, smentita dalle stesse Assicurazioni, così come la dichiarazione di un capitale sociale pari a 5 milioni, quando in cassa ve ne sarebbero stati solo 2,7. Inevitabile quindi la sentenza di fallimento e la più che probabile perdita della C1, in luogo di una C2 ottenibile con l’applicazione del Lodo Petrucci. Delle retrocesse in B non sta troppo bene il Pescara. Il presidente Paterna cerca 1,8 milioni di euro necessari per mettersi a posto con l’Erario, e dopo averne ottenuti 400mila come contributo dagli "Amici del Pescara" (azionisti di minoranza del club adriatico dai quali si è defilato, un mese fa, un esponente importante della FIGC come Gabriele Gravina) spera di ottenerne altrettanti a breve. L’imprenditore di Ortona Tommaso Di Nardo, ex presidente dell’Ortona Calcio, dovrebbe a breve rilevare il 10% del club. Non destano preoccupazione, infine, le condizioni del Catanzaro, che ha già provveduto ad inoltrare la domanda di ripescaggio. Sulla vicenda-ripescaggi vigila anche la curatela fallimentare del Tribunale di Napoli, insieme agli avvocati di Aurelio De Laurentiis. Se il patron auspica un passaggio in serie B per accelerare il suo ambizioso programma, la curatela vigila nell’interesse dei creditori della SSC Napoli. All’atto d’acquisto, De Laurentiis versò 29.250.000 euro, firmando un contratto che prevedeva, in caso di promozione in B sul campo, l’esborso di altri 7 milioni, che sarebbero diventati 15 in caso di ripescaggio. Naturalmente, il Tribunale di Napoli non ha potere decisionale sui ripescaggi, ma qualora le regole venissero forzate a mancata tutela del Napoli, la curatela si riserverebbe di intervenire nell’interesse dei 300 e passa creditori del vecchio club fallito sotto Salvatore Naldi.

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