In 5 gare ufficiali 15 gol fatti e 8 subiti. È un Napoli da over!

Strana roba il gioco del calcio. Più o meno avrebbe detto così il grande maestro Gianni Brera. A volte i numeri superano i valori tecnici. Basta un gol in più segnato e uno di troppo subìto per rovesciare giudizi espressi in anteprima su una squadra. Quando l’ultimo acquisto in casa Napoli è stato il veterano Fernando Llorente e non Icardi o Pèpè (ma si era parlato anche di Diego Costa, chissà se poi era vero) molti temevano potesse essere un rischio. Insigne segna abbastanza ma ci sono periodi in cui è prolifico ed altri in cui non segna neppure per errore; Mertens rimane il bomber principe a 32 anni; segna un po’ meno, ma è sempre efficace Callejon; Milik è un punto interrogativo soprattutto per le sue condizioni fisiche; Lozano viene da un campionato troppo differente da quello italiano; Younes non è una punta da gol. Dunque, a rigor di logica, si attendeva chi avrebbe fatto fare il salto di qualità in zona realizzativa. Risultato? Nelle prime 5 partite ufficiali (4 di campionato e una di Champions) il Napoli ha segnato 15 gol! La media è facile, 3 reti a partita. Alla faccia dei timori. E sì, perché è un Napoli più partecipativo in zona gol. Mertens ne ha segnati 4, Llorente 3 come Insigne, 1 invece rispettivamente Fabian, Lozano, Di Lorenzo, Manolas e Callejon. Al di là dei numeri, si noti come l’inserimento di Llorente ha dato qualcosa in più, oltre i 3 gol e 1 assist sin qui in carniere. Ma da meravigliarsi c’è poco. Lo spagnolo è giocatore che combatte in area, arringa i tifosi, collabora coi compagni e non gareggia con loro per rubacchiare consensi. Può inoltre giocare con un’altra punta, che sia Mertens o Milik. Di certo, in questo momento il polacco non è un partner credibile. Già in condizioni ottimali, ad Arek manca sempre qualcosa per essere un numero uno, figuriamoci dopo tutti gli infortuni che patisce. A Lecce era la sua prima gara stagionale. Più che su un campo di calcio, sembrava trovarsi in un campo di grano lungo un chilometro.

La difesa azzurra, invece, in queste prime cinque partite ha avuto un andamento alterno. Prima 7 gol incassati nelle prime due di campionato, poi un solo gol subito nelle successive tre gare (2 di Serie A, una di Champions). E uno degli avversari è stato il Liverpool campione d’Europa in carica che spadroneggia in Premier League! Nelle ultime tre gare, 1 gol preso dal Napoli a Lecce, su rigore derivante da una strana uscita di Ospina (per il resto però bravissimo). Ma non è tanto nei numeri l’analisi che va fatta sulla fase difensiva azzurra, quanto nelle prestazioni personali e di squadra. Oltre agli errori dei singoli, il Napoli concede tanto agli avversari, soprattutto in contropiede. E’ un andamento da sfatare, perché non sempre il Napoli può segnare caterve di gol per battere gli avversari.

A Lecce si sono visti ben 6 giocatori diversi rispetto all’ultima gara col Liverpool, segno che Ancelotti tiene tutti nella medesima considerazione. Ed è importante, perché la precedente guida tecnica non aveva abitudine a far ruotare i giocatori in questo modo. Già, parliamo proprio di Sarri. Anche se in Juventus-Verona, l’ex tecnico azzurro, ha fatto la stessa operazione del suo omologo napoletano, mandando in campo calciatori che non si erano ancora visti quest’anno (compreso Buffon che ha confermato la sua altissima media di pali a favore per singola partita: ben 3. Una garanzia, diciamo!). L’organico del Napoli è insomma molto vario. C’è ancora qualche giocatore fuori ruolo, ma giocando partita dopo partita, ogni cosa sarà ottimizzata. Il famoso bomber da 30 gol non c’è e non lo si avrà per tutta la stagione (a meno di exploit degli attaccanti presenti in rosa), ma al momento questo problema per il Napoli non c’è. E per gli amanti delle scommesse, è un Napoli da over!

di Vincenzo Perrella

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Luigi Giordano

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