Impostare o attaccare?

 

Arrivato tra lo scetticismo generale, causato dalla sua iniziale titubanza nell’accettare Napoli, Piotr Zielinski si è scoperto essere uno dei talenti più cristallini del panorama calcistico europeo. Caratterialmente freddo e distaccato, trasmette questa sua indole anche sul terreno di gioco, ricordando molto l’ex capitano Marek Hamsik. Ovvero, calciatore dall’enorme talento ma con limiti caratteriali.

Il polacco è dotato di un tiro al fulmicotone, la sua tecnica di tiro è impressionante. Sicuramente il calciatore più tecnico in rosa. Capace nel breve di grandi accelerazioni, che gli favoriscono anche incursioni nell’area avversaria in fase d’attacco.

In questi anni ha ricoperto più ruoli: con Sarri ha sostituito molte volte Hamsik, nella posizione di mezz’ala sinistra, e probabilmente è il ruolo in cui ha espresso meglio le sue potenzialità. Provato anche da mezz’ala destra ma soprattutto come esterno d’attacco e trequartista.

Le cose però sembrano essere diverse quest’anno, e per Piotr ci sarà una nuova sfida in cui incanalarsi, ovvero il regista di centrocampo in un 4231. Ipoteticamente le capacità per svolgere questo ruolo le avrebbe, ma sfruttando il polacco in maniera striminzita rispetto alle sue doti, ma sopratutto farebbero emergere in lui tutti i lati deboli, che potrebbero essere deleteri per il gruppo. Molto spesso il calciatore si aliena durante il match, scomparendo letteralmente dal radar di gioco, ed in quella posizione è un rischio che non si può correre. Diversamente invece da una pozione da trequartista (dove alcune amnesie possono essere riparate). Inoltre non ha capacità di interdizione e sul pallone non arriva con la giusta cattiveria.

Pertanto non ce la sentiamo di incoraggiare Piotr Zielinski in posizione di regista, ma se Ancelotti vuole insistere un motivo dovrà pur esserci.

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Salvatore Stiletti

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