IL PRAGMATISMO DI REJA QUESTA VOLTA NON PAGA

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Se il Napoli di questo campionato sta impressionando soprattutto per la sua personalità, la concretezza e la solidità difensiva a scapito del bel gioco, c’è da dire che quando tutto ciò viene a scontrarsi con le imprevedibili variabili del calcio, la squadra ne paga le conseguenze anche sul piano del risultato, e tutto ciò che di buono ha saputo costruire il collettivo può benissimo andare alle ortiche.Se con Juve e Genoa questo assioma calcistico da corsi e ricorsi storici del calcio ha avuto conseguenze meno traumatiche, contro la squadra ultima in classifica appare come un campanello d’allarme che tiene in ansia chi trepida settimanalmente per le sorti della squadra partenopea, impegnata nella lunga rincorsa alla serie A.

E’ bastato un Napoli non proprio brillante sottoporta, un tiro al fulmicotone dell’inaspettato bombardiere Bondi, alcune scelte discutibili di Reja ed ecco che il Napoli ha fallito non solo il tentativo di aggancio alla capolista Juventus, che è la conseguenza meno grave della debacle interna di domenica, ma, ed è questo che fa più rabbia, non è riuscito a sfruttare l’occasione di allungare il passo nei confronti delle dirette concorrenti (da +3 ora è a solo 1 punto dall’inseguitrice Mantova e a +2 dal Genoa).Eppure ancora una volta non si può non imputare gran parte delle colpe al timoniere del Napoli, a quel tattico calcolatore che è Eddy Reja, il quale ha chiuso il recinto quando ormai i buoi erano belli che andati.Troppo facile mettere 4 punte quando ad un quarto d’ora dalla fine la squadra di casa, la capolista è sul 1-1 con l’ultima della classe. Bene avrebbe fatto Reja ad osare di più nel primo tempo.

Ed invece no! Quando era forte la paura di non vincere si è deciso di spingere di più in avanti, privando, però, nel contempo la squadra dei robusti equilibri difensivi che erano stati sino ad allora il vanto di questa squadra.Quando il Napoli riesce a fare più di un gol ne prende altrettanti: questo è un dato che non va lasciato alle cronache come una pura e semplice casualità ma piuttosto come il frutto di errori tecnici su cui approntare i necessari correttivi.Era necessario contro l’Arezzo giocare solo con 1 punta ed una mezza punta sin dall’inizio? Cosa ha impedito a Reja di non rischiare su un attacco più folto e variegato, con De Zerbi dietro le due punte? Del resto si affrontava l’Arezzo, ed esperimenti del genere contro l’ultima della classe, con il dovuto rispetto che deve esserci nei confronti di ogni avversario, sarebbe stato lecito aspettarseli per contribuire a far crescere la squadra dal centrocampo in su.Cosa dire poi della sostituzione di Dalla Bona? Inconcepibile! L’inserimento di Montervino prima e la sostituzione di Gatti e Cannavaro poi hanno significato tutto ed il contrario di tutto. Il tecnico friulano ha inserito il centrocampista ed ex capitano al posto di un buon Dalla Bona, avendo come obiettivo di dare più muscoli e copertura al centrocampo. Dopo il gol di Bondi ha voluto ridare peso all’attacco, togliendo però quell’equilibrio difensivo alla squadra che tanto ha fruttato al tecnico azzurro.Rinnegando se stesso Reja non ha raggiunto il risultato sperato. Troppo calcolo e raziocinio possono a volte mandare in tilt un collaudato impianto di gioco, in considerazione del fatto che il calcio non è una scienza esatta e non sempre giocare per l’1-0 può bastare.Contro la Triestina il Napoli non sarà chiamato, come non è nelle sue corde, a costruire ed imporre il proprio gioco e questo non è un fatto negativo.

Le caratteristiche di questa squadra fanno ben sperare, paradossalmente, soprattutto per le partite lontano dalle mura amiche, in cui prevale più la compattezza e la solidità difensiva che non la capacità di creare fluide e geometriche manovre, a patto però che almeno un gol lo si realizzi, anche se su rigore, e non se ne subiscano altri con rocamboleschi tiri della domenica da parte di bomber dell’ultim’ora.In tutto ciò Reja dovrebbe però rischiare molto di più in avanti soprattutto nelle partite casalinghe, senza correre il rischio di figure barbine come quella rimediata contro l’Arezzo: un “testacoda” da cancellare già da sabato prossimo contro la Triestina dell’ex Agostinelli, con la possibilità di sfruttare al meglio un turno che, almeno sulla carta, potrebbe favorire i partenopei.

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