IL NAPOLI SBANCA SIENA SULL’ASSE MAGGIO-CAVANI

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Napoli (3-4-1-2) De Sanctis; Campagnaro, Gamberini (68’ Pandev), Britos; Maggio, Behrami, Donadel, Hamsik, Zuniga (82’ Mesto); Insigne (85’ El Kaddouri), Cavani. A disposizione: Rosati, Colombo, Fernandez, Uvini, Aronica, Dossena, Vargas. All. Mazzarri.

Siena (3-5-1-1) Pegolo, Dellafiore, Contini, Felipe; Belmonte (69’ Mannini), Bolzoni, D’Agostino, Valiani (90’ Bogdani), Rubin; Rosina (75’ Ferreira), Calaiò. A disposizione: Farelli, Marini, Del Grosso, Coppola, Paolucci, Verre, Larrondo, Rodriguez, Reginaldo. All. Iachini.

Arbitro: De Marco di Chavari; Assistenti: Galloni – Iannello; Addizionali: Bergonzi – Palazzino;  IV uomo: Costanzo

Marcatori: 86’ Maggio – 90’ Cavani (rig.)

ammoniti: Contini

espulsi: Calaiò per doppia ammonizione

recupero: 2’ p.t. – 3’ s.t.

Prepartita: ultima giornata di campionato prima della sosta natalizia e del nuovo anno. Il Napoli cerca di uscire da questo momento di appannamento generale con una prestazione vincente a Siena, ultima in classifica guidata dal neo allenatore Iachini. Entrambe le compagini hanno bisogno di punti per provare ad invertire la rotta in vista dei propri obiettivi stagionali. Le formazioni ufficiali sono le seguenti. Iachini deve far fronte a varie indisponibilità in difesa come Neto e Paci, a centrocampo tra cui il capitano Vergassola e Sestu, oltre ad Angelo sulla fascia sinistra e si affida al suo 3-5-1-1 con Pegolo tra i pali, difesa a tre composta da Dellafiore, Contini e Felipe, reparto centrale con Bolzoni, D’Agostino e Valiani affiancati da Belmont e Rubin, mentre in attacco Rosina assiste l’unica punta Calaiò. Mazzarri, non potendo contare sullo squalificato Inler e sull’infortunato Dzemaili, risponde con questo schieramento, De Sanctis a difesa della porta, difesa a tre con Campagnaro, Britos e Gamberini, coppia di centrocampo Donadel-Behrami coadiuvata dagli esterni Maggio e Zuniga, mentre in avanti agiscono Insigne e Hamsik alle spalle di Cavani.

Primo tempo: le due squadre iniziano a studiarsi tatticamente, nessuna delle due sembra prendere in mano il pallino del gioco. Il Napoli si affaccia dalle parti di Pegolo con due spunti in successione, prima con Hamsik che non pesca Cavani al centro dell’area per l’ostruzione dei difensori avversari, e poi con Insigne che dalla sinistra lascia partire una palla filtrante ma nessun compagno segue sul primo palo. Solo tanto estenuante e sterile fraseggio, la manovra parte sempre da dietro con i difensori chiamati a salire in quanto non c’è un vero metronomo di centrocampo come Inler. Il Napoli insiste maggiormente dal settore occupato da Zuniga ed Insigne che riescono a duettare nello stretto, ma la palla non raggiunge la destinazione più pericolosa. Il Siena si difende bene non concedendo alcun varco agli attaccanti azzurri, cercando di rispondere solo con ripartenze veloci. Hamsik svaria sulla trequarti per non dare punti di riferimento, ma da una sua palla persa scaturisce un contropiede pericoloso del Siena interrotto efficacemente da Gamberini. Il primo tiro del Napoli verso la porta difesa da Pegolo arriva dai piedi di Insigne che però indirizza troppo a lato. Il Siena risponde con un cross di Rubin verso Rosina che attacca lo spazio centralmente, ma perde l’attimo sbagliando lo stop e favorendo il recupero di Gamberini che accompagna la palla sul fondo. Su calcio piazzato conquistato da Insigne, lo stesso talento azzurro scucchiaia al centro per Cavani che sul primo palo non trova l’impatto giusto. Il primo tiro nello specchio della porta per il Napoli è ad opera di Gamberini che sottrae palla ad un avversario e dal limite dell’area costringe Pegolo ad una presa in due tempi. Verso la fine della prima frazione c’è un piccolo brivido che la difesa azzurra corre per la pressione alta di Rosina, ma il suo tentativo non va a buon fine. Le due squadre non hanno creato niente per sbloccare il risultato, il confronto ha seguito ritmi blandi e ci vuole ben altro per provare a vincere.

Secondo tempo: il Napoli deve fare di più se vuole raggiungere la piena posta in palio. Servono sicurezza e quel pizzico di cattiveria tipico delle grandi squadre in trasferta al cospetto di formazioni non hanno alcun interesse a premere sull’acceleratore. Sembra un Napoli diverso alla ripresa dei giochi in quanto costruisce subito una ghiotta occasione da gol con Hamsik che va al tiro dopo esser stato liberato da Cavani con l’esterno verso il centro, ma il colpo è troppo centrale e Pegolo può rifugiarsi in angolo. Sui sviluppi dello stesso calcio piazzato, Cavani svetta su tutti e impegna di nuovo l’estremo difensore bianconero. Si doveva e poteva fare nettamente meglio, bisogna continuare su questa scia perché i tre punti sono di fondamentale importanza. Il Siena viene fuori a sprazzi con qualche tiro dalla media distanza che non creano apprensioni a De Sanctis. Dopo le due occasioni non concretizzate al meglio dal Napoli, la partita torna a ricalcare lo stesso andamento del primo tempo. La luce sembra davvero spenta, non c’è nessuno in campo in grado di creare l’inerzia. I due tecnici provano a cambiare qualcosa sperando di ricevere dai cambi la giusta risposta per sbloccare un pareggio finora ampiamente scialbo. Per il Napoli entra Pandev in luogo di Gamberini, quindi si passa al 4-2-3-1 con una marcia visibilmente a trazione anteriore. Iachini sostituisce Belmonte con l’ex di turno Mannini per provare ad incidere di più sulla fascia destra, dato che la spinta maggiore è arrivata dall’altro settore occupato da Rubin, poi Ferreira rileva Rosina. Zuniga esce e gli subentra Mesto, mentre un paio di minuti dopo tocca ad un esausto Insigne dirigersi verso la panchina favorendo l’ingresso di El Kaddouri. Mentre tutto lasciava presagire ad un pareggio a reti inviolate, arriva come un lampo il gol di Maggio servito da Hamsik. È l’86’ e sembra la svolta decisiva del match. Non passano neanche tre minuti ed un’iniziativa notevole di Pandev in area di rigore viene interrotta sul più bello in modo irregolare. È calcio di rigore ineccepibile trasformato da un destro chirurgico di Cavani. Una vittoria tanto salutare quanto sofferta, ma alla fine contano solo i tre punti. Per la classifica, ma soprattutto per il morale e per le motivazioni.

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