IL NAPOLI FRENA LA SUA MARCIA TRIONFALE A BOLOGNA

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BOLOGNA (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson, Loria, Cherubin; Garics, Mudingayi, Perez (38’ Taider), Morleo, Diamanti (80’ Belfodil), Acquafresca (57’ Rubin), Di Vaio. A disposizione: Stojanovic, Crespo, Sorensen, Casini. All. Pioli

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Cannavaro, Aronica, Britos (62’ Dossena); Maggio (55’ Lavezzi), Gargano, Inler (69’ Dzemaili), Hamsik, Zuniga; Pandev, Cavani. A disposizione: Colombo, Fideleff, Grava, Vargas. All. Mazzarri.

ARBITRO: Bergonzi (Barbirati-Maggiani, 4° uomo: De Marco)

Marcatori: 17’ Diamanti, 64’ Rubin.

Ammoniti: Loria, Gargano, Cherubin, Britos, Cannavaro, Cavani, Dzemaili, Aronica,

Espulsi: Dzemaili, Morleo.

Recupero: 1’ pt – 4’ st

Prepartita: il campionato volge al termine e la penultima giornata si apre con la lotta ancora aperta per il terzo posto, l’ultimo utile alla massima competizione europea. Per i preliminari di Champions sembra una faccenda tra Napoli e Udinese che si fronteggeranno a distanza nei rispettivi impegni. Gli azzurri sono impegnati nella delicata trasferta di Bologna che ha raggiunto ormai la salvezza ma non regalerà punti a nessuno, mentre i bianconeri affrontano il Genoa che resta in massima serie grazie alla sconfitta interna maturata ieri pomeriggio dal Lecce contro la Fiorentina affidata a Vincenzo Guerini dopo l’esonero di Delio Rossi. Il Dall’Ara si veste d’azzurro, come la scorsa stagione, e i sostenitori partenopei sono pronti a spingere i beniamini in campo verso il bottino pieno. In campo non c’è Campagnaro per infortunio e al suo posto gioca Cannavaro adattato a destra con Aronica centrale e Britos a sinistra. Per il resto, la formazione è quella delle precedenti gare con Pandev, di nuovo, preferito a Lavezzi che parte, quindi, dalla panchina. Il Bologna ha varie assenze pesanti e Pioli si affida alle due punte Acquafresca-Di Vaio con Diamanti in appoggio. Il capitano felsineo disputerà l’ultima gara con la maglia gialloblù dinanzi ai suoi tifosi e cercherà di non sfigurare prima di partire alla volta del Canada.

Primo tempo: gli azzurri spingono subito sull’acceleratore e vogliono mettere le cose in chiaro: la prima occasione è targata Hamsik che al secondo minuto si gira in area e col destro piazzato trova la risposta superlativa di Agliardi. Nella stessa azione Cavani cade in area, ma la chiusura dell’ex Garics è regolare. È un avvio di partita caratterizzato da forti emozioni e da ritmi alti. Il Bologna si limita solo a qualche spunto con Diamanti che lì davanti non offre punti di riferimento. I rossoblù sono guardinghi e con ritmo compassato cercano di ripartire con i velocisti in attacco sostenuti dal rigido centrocampo. Al 7’ Cannavaro scende solitario e, non trovando l’opposizione dei bolognesi, lascia partire un tiro forte e preciso che si stampa sulla traversa e la cui respinta non viene sfruttata a dovere da Zuniga che tira debole tra le braccia di Agliardi. Gli azzurri dovrebbero maggiormente incidere sulla trequarti e giocare palla a terra per favorire gli inserimenti da dietro contro una difesa solida come quella felsinea che ha vita facile sulle palle alte. Si dovrebbe punire con più velocità quando si recupera palla, invece succede l’incredibile: il Bologna passa in vantaggio con Diamanti lasciato libero di calciare in rete. L’azione nasce dai piedi di Morleo che, affondando sulla fascia e in precario equilibrio sul suggerimento, trova la sponda bassa di Acquafresca verso il fantasista che stoppa col sinistro e chiude col destro punendo De Sanctis alla prima occasione. Nella dinamica dell’azione si evince che Inler o, in seconda battuta, Zuniga avrebbero potuto disimpegnarsi meglio per impedire il vantaggio del Bologna. Il Napoli risponde cercando insistentemente la via del pareggio per necessità di classifica, ma le motivazioni superiori si infrangono a ripetizione: la porta difesa da Agliardi sembra stregata. Al 24’ calcio di punizione battuto da Pandev che, con una traiettoria velenosa, trova la deviazione di Cherubin sulla quale è bravo l’estremo difensore bolognese a spedirla sulla traversa. Le occasioni per il Napoli fioccano in piena primavera: scambio nello stretto tra Pandev e Cavani che calcia di poco a lato. Ancora, al 28’ un Cannavaro particolarmente ispirato fa voce grossa e ispira in posizione favorevole il bomber uruguaiano che, con un pallonetto e Agliardi battuto, viene tradito dalla parte superiore della traversa. Il Bologna viene fuori a stento e, dopo il goal, solo Perez tiene impegnato De Sanctis che blocca centralmente una palla innocua. Il Matador fallisce l’ennesima occasione girando, per questione di millimetri, a lato. Un minuto dopo è lo stesso uruguaiano a collezionare l’ennesima buona opportunità per pareggiare i conti, ma la sua battuta sul primo palo trova il muro eretto da Agliardi. Tutte nitide le palle goal del Napoli, la squadra non deve mollare e smarrire l’intensità di gioco per nervosismo. La squadra di Mazzarri ha giocato bene, ma non ha saputo legittimare la netta superiorità in campo. La via è in salita, tutto dipenderà dalla reazione che dovrà essere confermata con maggiore incisività nella ripresa.

Secondo tempo: tra le concorrenti al terzo posto, Udinese e Lazio conducono in vantaggio i loro impegni: un maggiore sprono per gli azzurri che devono sbloccare la partita per rimettersi in corsa. La ripresa non segue lo stesso andamento condotto dal Napoli nella prima frazione di gioco. Evidentemente, oltre alle occasioni, sono state sprecate anche tante energie senza ottenere almeno il pareggio. Eppure sarebbe stato stretto agli azzurri che si trovano ad inseguire un Bologna cinico e a controbattere nei confronti di Lazio e Udinese. I rossoblù non vogliono rischiare e per di più non forzano limitandosi ad aspettare un Napoli meno pungente del primo tempo. Mazzarri rimescola le carte a sua disposizione: fa entrare in sequenza Lavezzi, Dossena e Dzemaili per recuperare in velocità, ma tutto risulterà inutile. La delusione aumenta col passar del tempo, mentre Pioli tira fuori una punta e ingrossa la difesa, ma allo stesso tempo trova il vero jolly che chiude la partita. Al 19’ è Rubin a giocare un brutto scherzo al Napoli colpendo De Sanctis sotto la traversa dopo un assist al bacio di Di Vaio. In attacco gli azzurri non chiudono e in difesa concedono troppo permettendo al Bologna di raggiungere il doppio vantaggio col minimo sforzo possibile. Poche idee per il Napoli che, anche con Lavezzi, non riescono a risollevare la partita e le proprie sorti in campionato. Di Vaio vuole chiudere in bellezza e chiede a Pioli di restare in campo per regalare un goal ai suoi tifosi: lo avrebbe meritato ma non riesce nel suo intento. L’ultima occasione per i felsinei è per Rubin, vera spina nel fianco per la retroguardia partenopea, il cui tiro viene respinto da De Sanctis che gli nega la doppietta personale: sarebbe stato un risultato troppo ingeneroso per gli azzurri. Nel finale scoppia una rissa per un fallo da frustrazione di Zuniga e Bergonzi, reduce dai fatti di Udinese-Lazio, si ritrova a placare la medesima situazione mandando sotto la doccia anzitempo Dzemaili e Morleo. Gli azzurri frenano bruscamente a Bologna la propria marcia trionfale, nel fortino Dall’Ara, ma c’è ancora un piccolo barlume di speranza nell’obiettivo terzo posto: contro il Siena si dovrà vincere per forza ma, allo stesso tempo, ai fini della qualificazione, l’Udinese non dovrà raccogliere la piena posta in palio a Catania e la Lazio non dovrà andare oltre il pareggio in casa contro l’Inter.

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