IL CIUCCIO E’ STANCO

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La gara pareggiata contro il Vicenza ha palesato un dato incontrovertibile: il Napoli è stanco. Le prime avvisaglie di questo calo fisico erano state ravvisate già nei due precedenti incontri, contro Spezia e Rimini. Tuttavia, in tali circostanze, i buoni risultati ottenuti avevano relegato in secondo piano la flessione atletica della compagine azzurra. Ebbene, la deludente prestazione fornita nell’ultima uscita ha fatto scattare l’allarme nell’ambiente partenopeo. I calciatori più in debito d’ossigeno sono, ovviamente, quelli che contano più presenze da inizio stagione. E, purtroppo, due tra i migliori di questo campionato azzurro: Mariano Bogliacino e Gianluca Grava. Il centrocampista uruguagio era apparso non in brillanti condizioni già a Rimini, dove a metà campo aveva patito soprattutto l’ottima verve di Cardinale. Martedì, contro il Vicenza, poteva risultare decisivo con la sua tecnica e velocità nel duello contro Helguera e Rigoni, due calciatori non agilissimi. E invece i due biancorossi l’hanno ingabbiato alla grande non permettendogli di entrare in partita. Reja, forse, avrebbe potuto toglierlo una ventina di minuti prima del fischio finale, concedendogli un’ po’ di riposo. Capitolo Grava. L’ex terzino di Ternana e Catanzaro ha rappresentato un esempio per l’abnegazione che ha sempre dimostrato in campo: adesso la stanchezza ha bussato anche alla sua porta. Nel ruolo di centrale non ha certo demeritato, ma è chiaro che necessita di tirare il fiato: ricordiamo la sua gara contro lo Spezia, nella quale fu sostituito da Trotta alla fine del primo tempo perché tutt’altro che in forma. Anche Samuele Dalla Bona, elemento che ha nella fisicità la sua dote primaria, ha mostrato uno scadimento di condizione proprio di chi non si è mai fermato un momento negli ultimi mesi. Lo scarso momento di forma, inoltre, porta i calciatori a commettere molti falli che rischiano di mettere in difficoltà la squadra. Ben ventotto, nell’ultimo incontro, i falli commessi dagli azzurri contro i soli diciassette dei vicentini. Un dato preoccupante soprattutto per il rischio squalifiche che se ne deduce. E il Napoli ne sa qualcosa: le contemporanee assenze per motivi disciplinari dei tre difensori titolari ne sono la dimostrazione. Per giunta, all’insufficiente status atletico di alcuni titolari è da aggiungere quello di coloro che hanno fatto il loro rientro in squadra dopo un lungo periodo. Su tutti, Erminio Rullo e Nicolas Amodio: il primo era assente da Napoli – Genoa del ventinove gennaio, il secondo mancava da quasi due mesi e mezzo. I risultati sono stati disastrosi: scadente il contributo da loro offerto  sia sul piano del gioco sia su quello della tenuta fisica. Stesso discorso, del resto,vale per l’austriaco Garics, che non giocava una partita intera dal ritorno degli ottavi di Coppa Italia contro il Parma.  Arriva la sosta che vedrà il campionato fermo per due settimane. Quali i pro?E i contro? Di sicuro lo stop tornerà utile in particolar modo a quei calciatori dal minutaggio più alto, come i sopraccitati Bogliacino, Grava e Dalla Bona. Per di più, permetterà il recupero di alcuni infortunati importanti come Gatti e Sosa. D’altro canto potrebbe rivelarsi deleterio poiché verrebbe a calare il ritmo partita. A tal proposito lanciamo un’idea: perché non trascorrere questi quindici giorni in ritiro, magari dello stesso tipo di quello milanista a Malta durante il break natalizio?Eventualmente con un paio di amichevoli per lo mezzo? Chissà che non diventi l’occasione per recuperare le energie perdute ed affinare l’intesa(già ottima quella sul piano personale) sul campo tra alcuni giocatori, più di  tutti Bucchi e Calaiò, in vista del rush finale verso la promozione in serie A.

 

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