IDENTIKIT PRECISI: I TUTTO FARE SARANNO PREMIATI

 

 

 

 

 

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli ormai da due stagioni, la scorsa in cui purtroppo non ha potuto per forza di cose e perché è stato un anno definito di “transizione”, far valere la propria volontà e le proprie idee sul mercato, inizia a farsi sentire e giustamente a farsi rispettare nelle scelte dei calciatori che dovranno essere acquistati in questo mercato estivo, per far assumere alla squadra, finalmente la sua identità.

Nello specifico, la rosa lasciatagli in eredità da Maurizio Sarri in questa stagione è rimasta intoccata, in quanto c’erano tanti profili da analizzare e da valutare. Essendo uno degli allenatori più vincenti del mondo però, quest’anno, anche se non interamente, ha voluto avere una valenza determinate e, dopo aver valutato tutti i calciatori in rosa, ha dato l’assenso su chi potesse partire e chi invece essere tenuto come perno per il Napoli che verrà.
Un esempio lampante infatti è stato Lorenzo Insigne, capitano dopo l’addio di Marek Hamsik e non molto determinate in questa stagione, ormai passata.

La mentalità del mister emiliano però sembra negli ultimi due anni essere un pó cambiata. Prima, avendo allenato sempre squadre di un certo spessore, pretendeva da quest’ultime top player affermati, arrivato a Napoli però, accettando il progetto crescita tanto decantato da Aurelio De Laurentiis, si è dovuto adattare a quelli che sono purtroppo i limiti finanziari della società.

Affine a quelle che sono le esigenze del Napoli che, ha scelto “Carletto” per vincere qualche trofeo, ha designato una nuova strategia, o meglio un nuovo identikit generale per valutare i giocatori che effettivamente, anche con uno sforzo da parte della società (vedi Manolas), possono essere acquistati dalla suddetta.

Nel particolare, i “tuttofare”, ovvero calciatori che non hanno un ruolo ben preciso ma che si adattano a più posizioni a seconda delle esigenze.

Ci sono malgrado tutto però dei vantaggi e degli svantaggi.

I vantaggi:

variare senza dare punti di riferimento, a seconda della partita e della chiave di lettura data in quel momento, variando sia nel modulo che negli uomini.

Gli svantaggi:

non avendo giocatori specialisti in quel ruolo preciso, potrebbero trovare difficoltà nell’interpretazione di determinati ruoli e determinati compiti, trovandosi allo sbando in alcune occasioni.

Dunque il compito di Ancelotti pare essere ancora più arduo rispetto a quelli già assegnatogli in passato, ovvero saper valutare in modo saggio e funzionale.

A proposito dell'autore

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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