IANNICELLI: “CON L’ATHLETIC IL MATCH PIU’ IMPORTANTE DI QUESTI ANNI. MERCATO, TROPPE CHIACCHIERE! PER HAMSIK GROSSA CHANCE”

peppeRaggiunto in esclusiva da Pianetanapoli, lo storico giornalista di C21 ci ha fornito le sue considerazioni in merito all’atteso confronto in Champions contro i baschi. Ma non mancano perplessità sulla (criticata) campagna acquisti e sull’operato della società in tale ambito; e opinioni comunque speranzose sul campionato prossimo a cominciare.

Alla sfida già decisiva che lo metterà dinanzi all’Athletic Bilbao martedì sera al San Paolo, il Napoli giunge in un clima apparentemente non proprio roseo. Tanti i dubbi e i grattacapi di appassionati e addetti ai lavori, soprattutto tenendo presente il modus operandi alquanto discutibile adottato dalla società in sede di mercato. Un mercato che avrebbe dovuto rafforzare il valore della rosa proprio in vista dell’appuntamento cruciale, e che invece non ha portato quelle risorse di cui avrebbe necessitato Rafa Benitez per raggiungere il primo importante obiettivo della sua seconda annata azzurra. E di questi temi, nonché delle prospettive che attendono il Ciuccio, e che magari potrebbero anche riservare sorprese gradite e soddisfazioni, ne abbiamo parlato in esclusiva con uno dei volti storici e più noti di Canale 21: Peppe Iannicelli.

Dunque Iannicelli, mancano 48 ore a Napoli-Athletic Bilbao. Che sensazioni ha, non solo in vista del match di martedì, ma più in generale dei 180′ totali complessivi di questa sfida già fondamentale per la stagione azzurra?
Più che importante, definirei questa partita addirittura decisiva: dobbiamo essere tutti consapevoli che, nel malaugurato caso in cui non si riuscisse ad accedere alla fase a gironi della Champions, il programma di crescita del Napoli verrebbe ridimensionato, e di molto, dal punto di vista tecnico ed economico. La partita contro il Bilbao è tra quelle epocali. E’ pur vero che noi giornalisti tendiamo, per ovvie ragioni inerenti il nostro lavoro, ad enfatizzare ogni sfida, però questa è in assoluto, oltreché in prospettiva, la partita più importante dell’era De Laurentiis, in quanto fa da spartiacque tra ciò che potrebbe essere, augurandoci che sia, e ciò che non dovrebbe essere e che nessuno di noi spera. La mia impressione è che purtroppo il Napoli giunga a quest’appuntamento con qualche punto interrogativo di troppo; sinceramente credo che andavano risolti alcuni dubbi inerenti l’aspetto del centrocampo e della difesa. Al di là di qualsiasi considerazione aleatoria legata a un passaggio o meno alla fase a gironi di Champions, questa squadra non può permettersi di affrontare avversarie così temibili con un organico che lascia qualche perplessità“.
Ma, visti tali limiti, a suo giudizio come si batte quest’Athletic?
Per rispondere a tale domanda bisogna partire dall’elemento cruciale, da te citato in precedenza, che la partita si disputa in 180′; anzi, in un tempo maggiore considerando il recupero e gli eventuali supplementari più rigori. A mio parere l’aspetto fondamentale, per quel che concerne la sfida del 19 agosto, è non prendere goal al San Paolo: è assolutamente essenziale non subire reti in casa. In tal modo nel retour-match si costringerebbe i baschi a dover fare la partita, consentendo così ai partenopei di agire di rimessa secondo una strategia particolarmente gradita a essi. Dunque occorreranno molta attenzione, enorme controllo tecnico-tattico, nessuna frenesia e soprattutto capitalizzare ogni occasione da goal a disposizione, partendo dal presupposto che gli episodi risultano sempre decisivi contro squadre come il Bilbao“.
Lei prima ha parlato di punti interrogativi che ci rimandano al mercato. Secondo lei come si spiega l’immobilismo, se non finanche la povertà, della sessione estiva azzurra?
Innanzitutto mi preme sottolineare l’imbarazzo, mio e di altri nostri colleghi, nel commentare un mercato comunque ancora aperto e che tale rimarrà sino alla fine del mese: un aspetto, quest’ultimo, da non tralasciare. Ed è del tutto evidente che al momento, dovendo dare un giudizio, quello del Napoli è un mercato che merita molte critiche; non tanto per i giocatori acquistati, i quali mi sembrano abbastanza idonei al progetto tattico della squadra, quanto per le modalità. Mi spiego: non mi piace, e non mi pare sia segno di una forza societaria, il fatto che ogni giocatore terminato nel mirino del club diventi poi oggetto di parole e controparole, indiscrezioni e controindiscrezioni, annunci e controannunci per giorni e giorni. Se una società calcistica ha scelto un obiettivo, punta dritta con la barra al centro verso di esso, senza se e senza ma, e porta a casa il risultato. E invece si fanno troppe chiacchiere. Prendiamo ad esempio la vicenda Fellaini: non entro nel merito di valutare il giocatore, ma si parla di lui da venti giorni manco fosse Messi… Alla fine viene creandosi un clima di malcontento e di sconcerto“.
E le responsabilità di questo mercato ‘criticabile’ a chi vanno?
Credo ci sia un’assunzione globale di responsabilità. Il principale responsabile ovviamente è De Laurentiis: penso che il presidente abbia dato mandato ai suoi collaboratori, in primis Bigon, di sondare il mercato, valutare le ipotesi, ma anche, utilizzando un’espressione tecnica, di ‘tenere in mano’ fino a Ferragosto per poi piazzare gli ultimi 2-3 colpi importanti, in seguito alla definizione del passaggio (o meno) alla Champions. E’ chiaro che il sorteggio del playoff, col Bilbao come avversario, ha un pò modificato le carte in tavola. Qualora il Napoli avesse pescato una contendente di diverso livello rispetto al club spagnolo, forse non avremmo fatto simili ragionamenti e gli azzurri avrebbero superato l’ostacolo facilmente. Io sono convinto che contro il Bilbao sarà durissima, ma alla fine la squadra di Benitez è favorita perché, prendendo i due organici, noteremmo che quello azzurro è superiore. Tuttavia non dimentichiamoci che l’Athletic proviene da un campionato, lo spagnolo, il quale nell’ultima stagione ha espresso tre semifinaliste di Coppa Campioni (Atletico Madrid, Barcellona e Real) e la vincitrice della Coppa UEFA (Siviglia), il che significa un maggior peso specifico della Liga a livello internazionale. Tornando alla povertà del mercato del Napoli, essa è in generale un aspetto riguardante l’intero movimento calcistico italiano. Immobile, ad esempio, gioca nel suo Paese? No, in Germania. E ciò accade perché il calcio italiano non ha più quell’appeal che possedeva anni or sono, a causa di stadi obsoleti, violenza circondante l’evento sportivo e potere asfissiante delle televisioni. Invece in altri contesti accade che un club come il Manchester United, grazie a un contratto decennale con la Nike, potrà usufruire di 900 milioni di risorse a prescindere da altre fonti di guadagno. E tale investimento della Nike premia non solo i Red Devils, ma tutto il calcio inglese, poiché tutte quelle risorse economiche rifluiranno nelle casse della Premier, in maniera diretta e indiretta. Nel consesso generale il nostro calcio resta molto indietro: in questo senso la scelta di Tavecchio a presidente della Federcalcio mi appare molto passatista“.
A proposito di Tavecchio, cosa pensa dell’apprezzamento avuto da De Laurentiis nei confronti del nuovo boss della FIGC?
Beh, dato che la Lega ha votato a favore di Tavecchio, era ovvio che il neopresidente della Federcalcio ricevesse il plauso del patron azzurro. Ma trattasi di un plauso politico, tattico, strategico. E difatti io non penso che attualmente sia lui quel dirigente dall’autorevolezza tale da poter risolvere i tanti e troppi nodi del nostro calcio“.
Dopo l’amichevole contro il PSG, Benitez ha detto: ‘Devo fare affidamento sui giocatori che ho’. Secondo lei quella frase potrebbe essere indicatrice, se non di uno strappo, quantomeno di incomprensioni o incongruenze tra presidente e allenatore?
A mio parere Benitez non è contento di dover giocare un preliminare di Champions senza i giocatori che aveva in mente; è tuttavia evidente che l’allenatore spagnolo lavora in un contesto aziendale, e ad esso deve attenersi finché la cosa gli va bene. Ripeto: la partita contro il Bilbao segnerà per il Napoli uno spartiacque importante per la stagione e per il futuro del club, e gli scenari che potrebbero aprirsi in caso malaugurato di eliminazione sarebbero tanti. Cosa potrebbe accadere? Per esempio che De Laurentiis rilanci tutto puntando effettivamente le risorse sul campionato e allo Scudetto: in un secondo i tifosi dimenticherebbero l’amarezza dell’eliminazione dalla Champions. Ma quest’ultima potrebbe comportare anche delle conseguenze negative, portando a uno stop, una stasi degli investimenti; sicché Benitez, il cui contratto scadrà a fine stagione, potrebbe anche scegliere altri lidi e nuove sfide da affrontare. Se però De Laurentiis decidesse davvero di mirare al Tricolore grazie a 1-2 acquisti di valore, a quel punto le prospettive potrebbero cambiare“.
Quindi, alla luce di queste considerazioni oltreché del valore dell’organico azzurro, e a due settimane dall’inizio della prossima Serie A, dove andrebbe piazzato il Napoli nella griglia di partenza del massimo campionato?
Una previsione del genere non è facile; e, anzi, personalmente colloco il prossimo orizzonte del Napoli alle 23/23.30 del 27 agosto, vale a dire al fischio finale del match di ritorno col Bilbao: dopo di esso tante cose saranno molto più chiare. Stilare una griglia risulta molto complicato anche considerando che il mercato rimarrà aperto fino a fine mese, con i grandi club ancora impegnati a trattare acquisti e cessioni. E’ comunque ovvio che le prime tre classificate della scorsa stagione, Juventus, Roma e Napoli, sono le principali candidate alla conquista dello Scudetto. Ma non trascuriamo la Fiorentina, autentica outsider specialmente se ritrovasse la miglior condizione di Pepito Rossi, e le due milanesi che non potranno non essere protagoniste pur in situazioni societarie particolari e complesse; non ai massimi livelli forse, ma certamente come immediati rincalzi“.
E, riguardo strettamente al Napoli, secondo lei chi potrà essere il giocatore (o più d’un giocatore) decisivo per le sorti della squadra in Italia come in Europa?
Mi aspetto molto da Hamsik. Credo che, se vuole realmente mettersi alle spalle le perplessità, i dubbi e i giudizi in chiaroscuro che gli abbiamo appioppato in tutti questi anni, lo slovacco ha l’occasione giusta per fare ciò già a partire dalla doppia sfida con l’Athletic, oltreché nel corso dell’intera stagione. Penso proprio che Marek potrebbe essere quell’uomo in più, quel fattore decisivo, che consenta al Napoli di passare da un 2°/3° posto alla conquista del campionato“.

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