I tifosi facciano i tifosi

 

“A Napoli ci sono due milioni di allenatori”

Questa citazione rende l’idea di quanto conti il calcio per i Napoletani. Molte volte però, la passione supera la ragione. Il tifoso dovrebbe sostenere la squadra, incitarla, ed esultare con essa. Egli ciò nonostante, può esprimere il proprio malcontento, e dissentire da alcune scelte o comportamenti che derivano dai calciatori o dalla società. Sarebbe opportuno se lo facessero fuori dall’impianto sportivo, o quantomeno al termine del match, perché durante la gara il tifoso dovrebbe solamente incitare. Domenica allo stadio San Paolo abbiamo assistito a scene di pessimo gusto. Partendo dal pre match all’esterno dello stadio, quando l’amico e collega Carlo Alvino è stato avvicinato da alcuni facinorosi, accusato forse di alcuni rapporti troppo intimi mostrati il giorno prima con il presidente De Laurentiis, in occasione dell’intervista poi postata anche sul canale ufficiale della società. Per continuare poi sugli spalti, ove anziché spingere la squadra alla vittoria, sono stati inneggiati solo cori contro il presidente. Ognuno su questo tema ha la personale opinione, ci mancherebbe, nessuno si sta schierando dalla parte del Patron, che sarà un grande imprenditore e sta portando la società a livelli molto alti. Il suo problema è che parla in maniera inopportuna, mettendo molta carne sul fuoco, ed in momenti critici della stagione sarebbe meglio tacere.

Una protesta se fatta, va fatta in maniera rumorosa, e nelle sedi opportune. È vero che una rondine non fa primavera, ma l’unione fa la forza. Niente abbonamenti alle pay tv, nessuna scommessa alle ricevitorie, niente abbonamenti allo stadio, nessuna presenza sugli spalti. Sarebbe la protesta più rumorosa che un gruppo di tifosi possa fare, l’unico modo per far sentire in maniera prepotente la propria voce.

Una voce che negli ultimi tempi i tifosi stanno facendo sentire nelle radio, e nelle trasmissioni tv, nei momenti a loro dedicati. Ma bisogna fare una chiara precisazione a proposito. Il tifoso deve “tifare” ed è giusto che stia vicino alla squadra, anzi, il vero tifoso è ancora più tifoso nei momenti difficili. Ben diverso è il compito del giornalista, che può essere tifoso di una squadra ci mancherebbe, nel calcio si vive di emozioni, ed ognuno che ami questo sport si affeziona ad una squadra da bambino, ma egli ha il compito di raccontare la realtà senza distorcerla in alcun modo, che piaccia o meno. Se c’è da fare un plauso lo si fa, se c’è da criticare si critica, purché lo si faccia in maniera costruttiva, basandosi su dati di fatto e statistiche. E non esiste in alcun modo che il giornalista debba difendere la società, e prenderne le parti solamente perché sostenitore di quel club, altrimenti si farebbe male il proprio mestiere, ingannando anche il tifoso.

Quindi ad ognuno il proprio compito: la società gestisce; la squadra gioca; il giornalista analizza e racconta; ed il tifoso faccia il tifoso.