Humberset a PN:”Riprendere a giocare è una follia, che delusione Ounas…”

William Humberset, giornalista della testata francese Nice Matin, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it spiegando le ragioni principali che hanno decretato lo stop definitivo del campionato transalpino.

1) Quali sono i motivi per cui il governo francese ha decretato la fine di tutta la stagione sportiva con largo anticipo rispetto alle decisioni degli altri Paesi?

“Il governo ha voluto prestare attenzione alla situazione sanitaria e vedendo l’evoluzione dei fatti ha preferito chiudere tutto. Gli altri sport hanno chiuso la stagione già due settimane prima, poi si è deciso di mettere la parola fine a tutto perché non ha senso fare competizione e pensare di tornare ad allenarsi con persone che rischiano di contrarre il virus. In Germania si sono  presi un rischio di proporzioni enormi. Qui in Francia la Lega Calcio voleva tornare a giocare: tutti i presidenti avevano espresso l’intenzione di riprendere, ma il governo ha sospeso tutto e di conseguenza la Lega non ha voluto contrastare questa decisione. Si poteva fare opposizione ma non ha voluto farlo.”

2) Quali ripercussioni ci saranno in seguito a questa decisione? Il Lione di Aulas di certo non ha accettato di buon grado la fine anticipata della Ligue 1…

“L’esempio del Lione non è una sorpresa, Aulas fa sempre polemica su tutto. Si sono giocate 28 partite su 38, per me è tanto e posso dire che il Lione non è stato penalizzato anche perché aveva quindici punti di distanza dalla terza. Sono più importanti le lamentele dei club della seconda categoria che non possono salire in prima divisione. Io sinceramente non capisco come sia possibile allenarsi per uno sport collettivo, era inevitabile fermarsi.

3) A tuo avviso dunque è una follia decidere di riaprire tutto, come sta accadendo in molte Federazioni Sportive Europee…

“Certo. In Germania appena hanno ripreso gli allenamenti si sono scoperti dieci casi positivi di Covid-19, in Francia senza allenamento ci sono stati quattro calciatori positivi e un diciottenne che ha rischiato seriamente di morire. Anche i giocatori rischiano tanto con questo virus, tuttavia per le Federazioni la priorità è l’interesse economico. Abbiamo visto tutti cosa è successo con la partita di Champions tra Atalanta e Valencia: con una sola partita è successa una catastrofe. Figuriamoci cosa può accadere facendo ricominciare tutti i campionati, con dieci partite nello stesso weekend. Purtroppo si pensa esclusivamente al problema economico e non alla salute. A mio avviso non farebbe male al calcio rivedere e abbassare la quota del monte ingaggi: siamo arrivati a delle cifre esorbitanti al di fuori di ogni immaginario collettivo. Tutto ruota intorno a questi diritti televisivi, che poi contribuiscono implicitamente a far alzare a dismisura i prezzi del cartellino dei giocatori. Penso ad uno come Mbappé, che secondo le stime attuali potrebbe valere circa mezzo miliardo di euro e interessa al Real Madrid che in realtà ha più di qualche problema finanziario. Tante volte il re di Spagna ha dato soldi a questo club, prendiamo la gente in giro così…”

4) Quelle che per ora sono le priorità di questi club potrebbero indurre la componente dei tifosi, totalmente ignorata, a prendere le distanze dal mondo del calcio?

Io quando penso alla gente che ha contratto il virus e che ha perso i propri familiari e contemporaneamente vedo questi presidenti lottare tra di loro per motivi economici, allora penso che davvero siamo alla frutta. Questo fa davvero schifo, si parla di una situazione dove la gente muore o è malata e determinati club continuano a mettere in primo piano la questione economica e finanziaria. I tifosi sono una componente fondamentale nel mondo dello sport e ora sicuramente si sentiranno indignati e offesi.” 

5) Piccola digressione sul calcio giocato: dopo soli sette mesi il Nizza ha rispedito Adam Ounas alla base. È una scelta dettata dal prezzo del cartellino troppo alto (25 mln) o si tratta esclusivamente di questioni tecniche?

“Per me si tratta di ragioni tecniche, perché il Nizza non avrebbe avuto particolari problemi a sborsare quella cifra. Per Ounas la clausola era di 25 milioni +3 di bonus, ma per quello che ha fatto e dimostrato sarebbe stato veramente eccessivo. Al di là degli infortuni che ha subìto in stagione, posso dire che ha fatto bene solo nelle ultimissime settimane e nell’ultima giornata si è messo in mostra con un assist scaturito da un cross di prima intenzione. Adam è molto forte tecnicamente, ma cerca di fare la differenza da solo e non passa la palla. Questo era un problema per il Nizza, che ha avuto un attaccante di gran talento come Dolberg che delle volte veniva servito davvero con il contagocce. Ounas aveva il talento per fare cose straordinarie insieme a Dolberg ma è stato egoista. Tra l’altro in qualche circostanza ha avuto delle discussioni un po’ accese con alcuni compagni e non dava sempre il massimo in allenamento. È un po’ una testa calda purtroppo ed è stata una delusione. Lui aveva fatto benissimo al Bordeaux per un anno e mezzo, poi vederlo approdare al Napoli ci ha indotto a credere che per lui potesse significare la svolta della carriera. Invece è tornato qui, ancora giovane nella testa…”

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