HIGUAIN E INLER SALVANO IL NAPOLI: MARSIGLIA BATTUTO, AZZURRI PRIMI

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NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Inler, Dzemaili (90’ Behrami); Callejon, Pandev (66’ Hamsik), Mertens (83’ Insigne); Higuain (Colombo, Uvini, Cannavaro, Duvan Zapata). All. Benitez.

OLYMPIQUE MARSIGLIA (4-2-3-1): Mandanda; Abdallah, N’Koulou, Diawara, Morel; Romao (83’ Lemina), Cheyrou; Thauvin, Valbuena (57’ Payet), A.Ayew; J.Ayew (68’ Gignac) (Samba, Mendy, Imbula, Khalifa). All. Baup.

Arbitro: Karasev (Russia)

Guardalinee: Kalugin – Averianov

IV uomo: Golubev

Arbitri addizionali: Layushkin – Meshkov

Marcatori: 9’ A.Ayew (M), 23’ Inler (N), 25’ Higuain (N), 64’ Thauvin (M), 756’ Higuain (N).

Ammoniti: Fernandez (N), Payet (M), Romao (M).

Recupero: 1’pt, 3’ st.

Si doveva vincere e si è vinto. Ma il Napoli ha sofferto troppo contro un Marsiglia a secco di vittorie da più di un mese, alle prese con presunte tensioni interne eppure deciso a riscattare una Champions mediocre. E l’Olympique stava per riuscire nell’intento, grazie alla serata niente male del suo talentino Thauvin e alla scaltrezza di André Ayew. E all’inatteso e inspiegabile atteggiamento di sufficienza assunto nella ripresa dai partenopei, convinti di aver fatto il massimo quando alla fine del match manca ancora un’eternità. Fortuna che Higuain s’è ripreso, che Callejon è sempre più uomo ovunque, che Fernandez s’improvvisa (meno male!) assistman, pur impappinandosi in qualche disimpegno, che Inler imbrocca il tiro buono nel momento più nero. Il tutto a sopperire alla serataccia di Maggio e Pandev, oltreché alle prove da rimandato in pagella di Armero e Dzemaili. Verrebbe da chiedere a Benitez perché ha gettato nella mischia il macedone, invece che un Hamsik capace, negli ultimi minuti, di dare linfa alle manovre azzurre. E perché abbia lasciato in panca Behrami, in una sfida dove occorreva aggredire una linea mediana francese composta da palleggiatori.

Non ci sono infatti Marek e Valon nell’undici iniziale. Prendono il loro posto, appunto, Pandev come trequartista centrale e Dzemaili a fiancheggiare Inler. C’è Fernandez a fare coppia con Albiol dietro, spalleggiati da Armero e Maggio ai lati. Manca anche Insigne: il suo vice non può che essere Mertens. Chiudono il cerchio Callejon e Higuain. Sul fronte opposto Baup tiene in naftalina Gignac, schierando come punta unica Jordan Ayew, alle cui spalle agiscono suo fratello André, Valbuena e Thauvin. Cheyrou e Romao a centrocampo sono aiutati dietro da Diawara e N’kolou, Morel e Abdallah presidiano le fasce pronti a proporsi in avanti. L’inizio del match è abbastanza equilibrato: il Napoli prova a dettare i tempi del gioco, ma il Marsiglia non sta a guardare, imbastendo qualche azione di alleggerimento che lo porta dalle parti di Reina. Il primo tiro in porta è comunque degli azzurri, al 6’, ed è un brivido per l’OM: Dzemaili pesca Callejon nella trequarti marsigliese, lo spagnolo si porta appresso Diawara e vede scendere da sinistra Mertens il quale tenta il destro a colpo sicuro, mandando la sfera di un nulla alla sinistra di Mandanda. Al 10’ però arriva la doccia fredda per il pubblico di Fuorigrotta. Complice la dormita di Maggio che, su corner di Valbuena, si perde André Ayew, permettendogli di staccare di testa e superare Reina alla sua destra. Match in salita per i partenopei, che nondimeno reagiscono; ed è ancora Mertens, liberatosi con un dribbling rapido di Abdallah, a impegnare Mandanda con un mancino rasoterra, bloccato dal portiere. Certamente l’OM non sta a guardare: acquisito il vantaggio, tende a rallentare i tempi sfruttando la capacità di Valbuena nel nascondere la sfera e far salire i suoi. I provenzali hanno vita facile anche dietro, dacché non ci vuole molto per neutralizzare qualche lancio lungo di troppo degli azzurri: strategia obbligatoria all’inizio, visto che Higuain non accorcia e Pandev è un dead man walking che vaga senza meta. Fortuna che al 23’ ci pensa Inler a togliere le castagne dal fuoco: Fernandez svetta di testa su angolo battuto da Callejon, Cheyrou spizza corto e lo svizzero ci arriva al volo col mancino superando Mandanda. Nemmeno il tempo di intercettare la reazione francese che due minuti dopo il Napoli addirittura passa: ancora Inler ruba palla e serve Callejon, il quale vede Pandev col mirino; il macedone tenta la torre per Higuain e Diawara ‘corregge’ suo malgrado la traiettoria, consentendo al Pipita di tirare di prima intenzione di destro trafiggendo il portiere avversario. I tifosi si rianimano, tuttavia l’OM non si abbatte: il minuscolo Valbuena e l’enfant prodige Thauvin provano a trascinare i compagni con la loro velocità sulle corsie laterali, i fratelli Ayew cercando di contribuire all’opera. Le occasioni per la squadra di Baup non mancano. Tipo al 35’ allorquando, su punizione battuta da Valbuena, Fernandez ribatte male e Cheyrou ai 16 metri svirgola di destro alto. O, più pericolosamente, al 36’ con Jordan Ayew che si destreggia rapidamente tra i difensori partenopei e da limite lascia partire una conclusione mancina: centrale, para Reina. E il Napoli che fa? Subisce in fase di non possesso, ma contiene bene, e una volta riconquistata palla congela il gioco efficacemente, anche perché Inler, Dzemaili e spesso Callejon salgono a fare numero in linea mediana. E di riffa o di raffa la chance la creano anche i partenopei, pure bella grossa: raccolta palla dopo una respinta su corner, Fernandez serve al volo Mertens che centra in area, Higuain si avventa sulla palla e il suo tapin di destro finisce di pochissimo sul fondo, sull’esterno della rete (40’). Il Marsiglia non si scompone: mette lo scompiglio con le sue frecce, creando apprensioni alla retroguardia partenopea. Soprattutto al 43’, quando Jordan Ayew trova il pertugio per il traversone da destra e Valbuena, che non è propriamente un gigante, salta ma trova l’opposizione di Maggio. I Phocéens non scherzano, e lo si è visto. La speranza dei sostenitori azzurri è che Benitez lo ricordi ai suoi nell’intervallo, altrimenti son dolori. E che oltre a quello, ricordi che in mezzo al campo serve palleggiare meglio ed essere più attenti.

L’antifona non pare recepita nelle primissime fasi della ripresa, sebbene gli azzurri non fermano il ritmo facendosi vedere dalle parti di Mandanda. Ma dall’altra parte l’OM non è da meno: al 49’ Thauvin scende indisturbato nella metà campo partenopea e termina il suo sprint con un mancino che finisce a lato. E tre minuti dopo il 20enne trequartista francese ubriaca Mertens a colpi di dribbling e sempre di sinistro tira dal limite spedendo la sfera sull’esterno della rete, con illusione ottica del goal. Al 54’ è André Ayew a provare la sorpresa dai 18 metri, ma il suo destro va oltre la traversa. Il Napoli soffre troppo: fatica a chiudere sugli avanti avversari, e non riesce a ripartire in mancanza di filtro e uomini a centrocampo: Pandev è sempre più invisibile e non inanella un passaggio buono manco a puntargli una pistola alla tempia, mentre non aiuta molto manco Dzemaili, che perlatro sbaglia molti tocchi elementari. E quando Goran avrebbe l’occasione di metterla in mezzo per Higuain su taglio di Mertens, spreca tutto tirando troppo sotto a Mandanda (59’). Un minuto dopo manca la mira, tra i marsigliesi, anche Payet, entrato (inspiegabilmente) al posto di Valbuena: va bene pensare agli impegni in Ligue 1, però il peperino stava creando grattacapi agli azzurri …. In compenso c’è Thauvin: al 64’ Armero si dimentica di lui sul cross di Morel da sinistra, e il campione del Mondo juniores, totalmente solo sotto porta, conclude al volo di sinistro superando l’inerme Reina. Altra dormita per gli azzurri; collettiva, perché, al di là dello svarione del colombiano, non si può lasciare tanta libertà nel costruire un’azione nemmeno tanto elaborata. Due minuti dopo Benitez si decide a levare di mezzo Pandev, sostituendolo con Hamsik: ma siamo già al 67’, la mossa potrebbe risultare tardiva. Baup gli replica inserendo l’imponente Gignac al posto di Jordan Ayew. Nei minuti successivi il Napoli non reagisce per come ci si attenderebbe, e anzi continua in clamorose sbavature, specie nell’impostare il gioco dalla difesa. Il Marsiglia, che per tutto il match ha pressato forsennatamente, continua a fare lavoro sporco, limitandosi al sindacabile nelle rare occasioni in cui gli azzurri si riaffacciano dalla sua parte. Higuain però è sempre in agguato. E quando l’OM si addormenta sul più bello, ossia sulla sventagliata di Fernandez a scavalcare la difesa (e Hamsik che in offside si fa i fatti suoi), Mertens stoppa, penetra in area e disegna il corridoio vincente per Gonzalo, che giunge just in time per depositare a porta vuota. Tutto questo al 76’, quanto basta per ringalluzzire i 50.000 di Fuorigrotta. E i partenopei stessi, dacché essi riprendono coraggio e si ributtano in avanti, sfiorando il quarto goal con Callejon che, liberato da Hamsik, spara di destro da limite: alto (79’). E all’81’ è ancora Calleti, direttamente su punizione, a sibilare il palo sinistro di Mandanda. Poi è il turno di Insigne. Lorenzo entra all’83’ al posto di Mertens, e un giro di lancette dopo, su traversone di Hamsik dal vertice destro dell’area, controlla e si trova lo spazio per il tiro dalla sua mattonella, a giro di destro: il palo gli dice no. Il Marsiglia non demorde, spera di approfittare delle rilassatezze dei partenopei. Come all’87’, con il neoentrato Lemina a provarci di sinistro dal limite su suggerimento dell’instancabile Thauvin: fuori non di molto. Armero cerca di farsi perdonare l’errore e fallisce l’incredibile: sfonda sul suo lato superando proprio Thauvin e arriva a tu per tu con Mandanda, ma, anziché tentare un tiro che potrebbe anche fare centro, s’inventa un improbabile cross rasoterra dove non arriva nessuno. Di lì alla fine non succede nulla di eclatante, se non qualche appoggio con brivido di Hamsik e le discese a vuoto di Insigne. Tutti a casa, finalmente! Nella peggiore delle ipotesi, l’Europa League almeno è salva. Ma certi atteggiamenti di sufficienza e certe imperfezioni nel costruire gioco non devono verificarsi. In Europa come in Italia. A partire dalla supersfida dello Stadium di domenica. Nemmeno con la Juve si potrà scherzare.

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