HAMSIK E CAVANI VIOLANO IL TARDINI: 1-2 NAPOLI!

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Parma (3-5-2): Mirante; Rosi, Santacroce, Paletta, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Sansone, Belfodil. A disp.: Pavarini, Bajza, Fideleff, Lucarelli, Benalouane, Morrone, Ninis, Rosi, Strasser, Amauri, Palladino. All.: Donadoni.

Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Mesto (78' Armero), Dzemaili, Inler (63' Donadel), Zuniga; Hamsik; Pandev (67' Insigne), Cavani. A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Uvini, Fernandez, Gamberini, Donadel, Armero, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri.

Arbitro: Rocchi di Firenze

Marcatori: 20' Hamsik, 74' Cannavaro (autogol), 85' Cavani.

Ammoniti: 19' Santacroce, 35' Paletta, 45' Marchionni, 50' Britos, 64' Campagnaro, 87' Lucarelli, 88' Hamsik, 89' Valdes.

Recupero: 2' p.t; 3' s.t.

Chievo e Genoa hanno piazzato le trappole. Lazio e Juventus ci sono cadute, e il Napoli ha portato a casa la preda. È questo il riassunto della 22esima giornata di Serie A: con il successo importante di Parma (unico campo ancora inviolato), gli azzurri ottengono un vero e proprio effetto elastico: accorciano riportandosi a -3 dai bianconeri, e allungano a +3 sulla Lazio, diretta avversaria per la Champions. È servita la solita rete di Cavani per aver ragione della rocciosa compagine di Donadoni, anche se l'uruguaiano non ha disputato la miglior partita. Ma questa non può che essere l'ennesima prova del suo valore: segna anche quando è sottotono, qualcosa di davvero incredibile. Gran partita anche di Hamsik e di Dzemaili: il Napoli ha lanciato l'ennesimo segnale al campionato. Unica storica pecca: bisogna imparare a chiudere prima le partite. Stavolta è andata bene…

LA PARTITA – Primi quarantacinque minuti che non conoscono noia grazie soprattutto all'atteggiamento delle due squadre, che decidono sin dalle prime battute di affrontarsi a viso aperto e senza esclusione di colpi. Padroni di casa più intraprendenti nelle primissime battute, tanto da costringere Mazzarri a passare stabilmente alla difesa a quattro tenendo basso Zuniga sulla sinistra e allargando Campagnaro a destra per tener sotto controllo le sfuriate di Biabiany e Sansone. Nonostante la pressione gialloblù è del Napoli la prima azione da taccuino al 15', con Pandev che gira di poco fuori un bel cross rasoterra di Zuniga. Un minuto più tardi Cavani addomestica bene il pallone in area ma calcia alto in equilibrio precario. Gli azzurri prendono fiducia e al 20' passano in vantaggio grazie ad Hamsik, il cui inserimento viene  premiato da un bellissimo passaggio filtrante di Dzemaili per vie centrali: lo slovacco anticipa il tiro e trafigge un sorpreso Mirante. Il Parma cerca di rimettere in carreggiata la partita, e verso la mezz'ora si rende pericoloso per ben due volte con altrettanti salvataggi sulla linea. Prima al 26', dove un De Sanctis in versione decisamente opposta a quella di Firenze si oppone miracolosamente ad un tap-in di Sansone; al 30' è Paolo Cannavaro a salvare di testa, togliendo letteralmente il pallone dalla porta sulla conclusione in mischia di Parolo. La partita non sembra conoscere pause, e al 32' è Mirante a dover vestire i panni di Superman, respingendo d'istinto una conclusione molto ravvicinata di Campagnaro sugli sviluppi di un corner. Il Napoli cresce  alla distanza, e prima della chiusura di tempo sfiora per altre tre volte il raddoppio: con una punizione insidiosa di Cavani al 40', con un'involata solitaria di Dzemaili che due minuti dopo spara addosso a Mirante. Infine sempre con il Matador al 44', che tutto solo angola troppo di testa un assist al bacio di Hamsik.

Seconda parte di gara decisamente meno entusiasmante della prima, sia dal punto di vista delle occasioni che dell'intensità. Al 52' una gran botta dalla distanza di Lucarelli costringe De Sanctis ad alzare in corner; tre minuti più tardi un Inler che comincia a mostrare i primi segni di cedimento perde palla a centrocampo e lancia il Parma in contropiede, ma Biabiany spreca. Gli emiliani vanno all'arrembaggio e il Napoli si chiude troppo: Hamsik e Cavani non sembrano intendersi come nelle giornate migliori. Mazzarri corre ai ripari sostituendo uno spento Inler con Donadel, qualche minuto dopo è la volta di Insigne per l'evanescente Pandev. Donadoni si gioca il tutto per tutto inserendo Amauri per Rosi. Al 71' il Matador conclude debolmente dopo un discreto slalom in area, ma cinque minuti dopo il Parma trova un pareggio che sembrava essere nell'aria: il neo entrato Amauri allarga per Sansone che crossa al centro e trova una sfortunata deviazione di capitan Cannavaro che tradisce De Sanctis. Con l'1-1 in cassaforte, il tecnico dei gialloblù inserisce Benalouane con l'intento di non concedere più nulla agli azzurri, e quando Cavani all'81' si rende protagonista di un errore incredibile calciando il terreno al posto del pallone, mostrando di avere le polveri bagnate, sembra proprio che la sfida debba incanalarsi verso il pareggio. Ma con l'attaccante uruguaiano mai dire mai: così all'85' arriva la stoccata che non ti aspetti: passaggio in profondità di Insigne proprio per Cavani che aggira Mirante ed insacca comodamente il 2-1. Il resto è solo un finale convulso, ma non succede nulla: la Juve capolista torna a -3. E stesso vantaggio anche dalla Lazio terza in classifica…

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