GERMANIA – ITALIA 0-2

GERMANIA – ITALIA 0-2

GERMANIA (4-4-2): Lehmann; Friedrich, Mertesacker, Metzelder, Lahm; Schneider (83’ Odonkor), Kehl, Ballack, Borowski (72’ Schweinsteiger); Klose (111’ Neuville), Podolski. Ct: Klinsmann

ITALIA (4-4-1-1): Buffon; Zambrotta, Materazzi, Cannavaro, Grosso; Camoranesi (91’ Iaquinta), Pirlo, Gattuso, Perrotta (103’ Del Piero); Totti, Toni (74’ Gilardino). Ct: Lippi

ARBITRO: Archundia

MARCATORI: 119’ Grosso, 120’ Del Piero

AMMONITI: Borowski (G) Metzelder (G) Camoranesi (I)

DORTMUND. E’ il destino. Ogni dodici anni Italia in finale; ogni partita una sofferenza epica; ogni sfida con la Germania da consegnare alla storia. Stavolta, però, la finale è strameritata. In questa circostanza la fortuna c’entra poco. La vittoria contro i tedeschi è arrivata dopo una battaglia che gli azzurri sono riusciti a vincere sul piano tattico ed agonistico. Il risultato è stato sbloccato soltanto negli ultimi minuti dei tempi supplementari, proprio quando i panzer pensavano di aver centrato il loro obiettivo: la lotteria dei rigori. L’Italia ha vinto ancora in difesa, costruendo il proprio successo sui soliti noti. A Buffon, Cannavaro e Zambrotta, baluardi insuperabili, si è aggiunto anche Fabio Grosso, ancora una volta decisivo. L’esterno dell’Inter si è inventato un gol di pregevole esecuzione ed ha scacciato i fantasmi di una lotteria che troppe volte aveva punito l’Italia. Un minuto dopo è stato Alessandro Del Piero a lasciare un segno tangibile sulla sua presenza a questo Mondiale, la cui vittoria è ad un solo, storico passo. La partita, come prevedibile, è stata estremamente intensa. I tedeschi hanno cercato di metterla sul piano fisico fin dal primo minuto, trovando nell’arbitraggio all’inglese del signor Archundia un comodo alleato. Ma l’Italia ha mantenuto i nervi saldi e, soprattutto nel primo tempo, è riuscita a proporre un calcio piacevole e propositivo. Nel 4-4-1-1 saggiamente riproposto da Lippi ha sfigurato il solo Camoranesi, sostituito alla fine dei tempi regolamentari dal vivace Iaquinta. In precedenza il cittì aveva dato spazio a Gilardino al posto di un Toni che non è riuscito a entrare pienamente in partita, lasciando in campo Totti per l’intera durata dell’incontro. E in apertura dei tempi supplementari, dopo una ripresa giocata su ritmi bassi, l’Italia ha avuto subito due clamorose occasioni per archiviare la pratica contro un avversario che in fin dei conti non avrebbe meritato di arrivare in finale. Ci ha provato prima Gilardino, che entrato in area palla al piede ha provato a beffare Lehmann con un tiro ravvicinato che si è stampato sul palo; è stato poi Totti a centrare la traversa con un tiro dalla distanza inventato pochi minuti dopo. L’Italia ha rischiato qualcosa soltanto quando i tedeschi hanno cercato di pungere sfruttando le corsie laterali ed il comprensibile calo fisico degli azzurri, ma fra Buffon, Cannavaro e Zambrotta, supportati all’occorrenza dal solito inesauribile Gattuso, c’è stato sempre qualcuno che ha messo una pezza agli affondi dei padroni di casa. E proprio perché i rigori sarebbero stati una probabile beffa per una squadra che, ai punti, meritava di vincere, gli dei del pallone hanno deciso che l’Italia doveva passare il turno senza la lotteria dal dischetto. Ci hanno pensato Grosso e Del Piero, gli uomini della provvidenza, a portare l’Italia in finale in un giorno destinato a passare alla storia del calcio italiano, e non solo per le imprese in terra tedesca. La coppa adesso è più vicina: domenica è l’ultimo atto di un mondiale ormai a portata di mano.

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