GAUTIERI: “DOMENICA SERA AL SAN PAOLO LA DIFFERENZA NON LA FARANNO I SINGOLI, MA L’ORGANIZZAZIONE DI GIOCO”

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Cenerentola che diventa principessa. Si può sintetizzare così la favola Napoli, che dalle ceneri del fallimento nel 2004 ha vissuto l’exploit delle tre “C” in soli sette anni: Serie C ieri, Champions League oggi, Chelsea domani, agli ottavi di finale del trofeo più prestigioso d’Europa. Sembra passata un’eternità da quel 2005, quando gli azzurri calcavano i modesti campi della C, e quando all’ombra del Vesuvio sbarcava Carmine Gautieri, attaccante napoletano d’esperienza pronto a dare il suo contributo per una squadra e una società ancora  da ricostruire. Ma qualcosa andò storto, e la sua avventura in azzurro si concluse nel giro di un mese, con cinque presenze ed un gol. Oggi Carmine Gautieri siede sulla panchina del Lancino, da allenatore, e si è gentilmente concesso ai microfoni di PianetaNapoli.it

Mister Carmine Gautieri, doppio ex di Roma e Napoli. Proprio domenica ci sarà la sfida tra azzurri e giallorossi. Si può già parlare di partita decisiva per entrambe le formazioni?

“Sicuramente la partita sarà più importante per la Roma che per il Napoli. Sarà difficile per entrambi, soprattutto perché sappiamo quanto le due formazioni ci tengano a far bene nel derby del Sud. In ogni caso non credo che si possa parlare di sfida decisiva, c’è ancora un girone da giocare. Ma di una cosa sono convinto: il pareggio servirebbe a poco sia per gli obiettivi degli azzurri che per quelli dei giallorossi”.

Sia Napoli che Roma sono attardate dalla vetta. Escluso il discorso Champions, chi ha deluso di più in campionato tra le due?

“Tutte e due le squadre al momento sono un po’ indietro per quanto riguarda la continuità dei risultati, ma senza dubbio la Roma ha deluso di più, considerando che non è impegnata nelle coppe europee. Mentre il Napoli in Champions sta facendo grandissime cose”.

Il Napoli di quest’anno ha clamorosamente steccato contro le cosiddette “piccole”. Cosa sta mancando agli azzurri in queste partite?

“Credo si tratti di un discorso di mentalità. Una squadra, e anche la società, deve essere abituata a vincere anche in partite amichevoli. Con questo voglio dire che se giochi contro il Villareal o contro il Manchester City è semplice trovare le giuste motivazioni, ma poi se dopo qualche giorno vai ad incontrare il Novara, devi cercare di mantenerle allo stesso livello e questo è più difficile. Il Napoli deve ancora lavorare molto su quest’aspetto…”

Il rischio è quello di fare grandi cose in Champions quest’anno, ma di non qualificarsi per quella della prossima stagione…

“La squadra in questo momento non deve guardare tanto avanti,  ma deve concentrarsi sull’anno in corso e sugli obiettivi, cioè fare bene in campionato e, perché no, andare avanti in Champions. Se si iniziano a fare altri calcoli, c’è il rischio che le cose inizino ad andare davvero storte…”

La Champions appunto. L’urna di Nyon ha detto Chelsea agli ottavi…

“Se il Napoli è arrivato a questo punto deve avere la consapevolezza di dover affrontare squadre importanti. Ci sono anche Barcellona, Real Madrid, Arsenal, Zenit. Tutte formazioni che possono arrivare in finale, e gli azzurri devono giocarsela”.

Il Napoli quindi deve credere nei quarti di finale?

“Le squadre inglesi giocano all’attacco rischiando anche qualcosa. Perciò per il Napoli è stato meglio sorteggiare il Chelsea che non il Barcellona o il Real ad esempio. E se gli azzurri hanno battuto il City, non vedo perché non possano ripetersi contro i blues…”

La qualificazione ha fatto impazzire una città che solo nel 2005 seguiva la squadra sui campi della C…

“La fortuna del Napoli è stata l’arrivo un presidente valido come De Laurentiis, che ha voluto costruire qualcosa di importante e che negli anni ci è riuscito. La squadra può migliorare tanto, e può crescere ancora soprattutto nella mentalità. Personalmente sono orgoglioso di aver fatto parte di un progetto del genere, anche se per poco tempo”.

Solo un mese appunto. Come mai la sua permanenza in azzurro è durata così poco?

“beh, sono momenti. Con l’arrivo a Napoli avevo realizzato un sogno, anche se in quel momento provenivo da una categoria superiore. Purtroppo non sono riuscito ad ambientarmi, e sinceramente ho preferito cambiare aria perché non ritenevo corretto dover rimanere solo per percepire lo stipendio”.  

Per finire, chi sarà decisivo domenica sera al San Paolo da entrambe le parti?

“Sicuramente Lavezzi per quanto riguarda gli azzurri. Circa i giallorossi, credo in Osvaldo. Ma penso anche che domenica la differenza non la faranno i singoli, ma l’organizzazione di gioco”.

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