GARICS: ”E’ STATO UN ANNO DI APPRENDISTATO. L’ANNO PROSSIMO VOGLIO ESSERE TITOLARE”

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Quando lo scorso ventinove agosto Pierpaolo Marino ne annunciò l’ingaggio, pochissimi conoscevano il suo nome. Parliamo del ventitreenne terzino di fascia destra György Gyuri Garics. Proveniente dal Rapid Vienna, con cui ha disputato anche tre partite di Champions League nel 2005/06, l’austro – ungarico(nasce a Budapest ma poi si trasferisce in Austria) fa il suo esordio azzurro in Napoli – Triestina del ventitre settembre 2006. L’impatto con il calcio italiano non è dei più semplici: tanta panchina e tribuna per il giovane difensore. Nelle poche opportunità concessegli, poi, il suo rendimento è tutt’altro che brillante: basti ricordare la sconfitta interna in casa dell’Albinoleffe( causa il rigore trasformato da Cellini) e quella nel ritorno degli ottavi di Coppa Italia a Parma ( rimedia un cartellino rosso). Col passare delle settimane Garics si  impegna molto  in allenamento guadagnandosi una seconda chance, che stavolta non fallisce. Difatti, è tra i migliori in campo in alcune delle partite fondamentali dell’ultima parte della stagione, come a Brescia e a Verona.  György Garics è attualmente Capitano della Nazionale austriaca Under 21, ed ha esordito nella Nazionale maggiore il 2 ottobre 2006 contro il Liechtenstein segnando anche un goal. Nell’intervista rilasciata in esclusiva a PianetaNapoli, il giovane terzino si confessa a 360 gradi parlando della sua prima esperienza azzurra.  

György, tracciamo un bilancio di questa tua prima stagione a Napoli. 

 “Quando ho firmato per il Napoli ero felicissimo di entrare a far parte di un club dalla grande tradizione, la cui maglia è stata indossata da grandi calciatori. All’inizio non ho avuto tanta fortuna: ho giocato alcune partite per poi essere relegato in panchina o in tribuna. Nonostante ciò non ho mollato. Ho continuato a lavorare per migliorarmi e alla fine il lavora paga. Posso affermare di aver giocato delle buone partite nel finale di stagione e di aver meritato la fiducia che tutto l’ambiente aveva riposto in me. Ho giocato titolare in Genoa – Napoli, la partita più importante degli ultimi tre anni della squadra. In fin dei conti posso sostenere di aver concluso la stagione in una maniera  che non avevo immaginato neanche nelle mie più rosee aspettative”.

Far parte di un gruppo così unito come quello azzurro ti è stato di aiuto nei momenti difficoltà che hai incontrato ad inizio campionato?

Beh, una squadra è composta da tanti giocatori, tutti accomunati dalla voglia di giocare. Logicamente c’è stato chi ha giocato più spesso e chi di meno, ma tutti abbiamo remato nella stessa direzione. Il rispetto nei confronti del compagno è stato massimo e ci siamo impegnati alla grande per concludere la stagione nel miglior modo possibile”. 

A tuo avviso, qual è stata la tua migliore prestazione?

“Di sicuro quello contro il Verona è stato il miglior match che ho giocato con la maglia del Napoli”.

E invece il momento più difficile?

“Nella gara esterna contro l’Albinoleffe, quando ho causato il rigore che ha sancito la sconfitta della squadra. Tuttavia, si sa, la vita di un calciatore è fatta di alti e bassi. E un calciatore fa vedere la sua forza proprio nei momenti di difficoltà, quando c’è da lavorare per dimostrare a tutti il proprio valore”.

Che emozioni hai provato durante la festa per la promozione? Immaginavi un così caloroso abbraccio da parte dei napoletani? 

“Mi ero fatto un’idea di quanto il calcio in Italia fosse vissuto in maniera passionale quando ho visto i festeggiamenti per la vittoria della Coppa del Mondo. Sapevo che soprattutto Napoli era una città particolare, dove per la gente il calcio è una ragione di vita. Nonostante ciò non immaginavo affatto un simile amore da parte dei napoletani. Al ritorno da Genova sono stato sorpreso dall’enorme numero di persone accorso all’aeroporto e poi da tutte quelle che festeggiavano per le strade. Una cosa del genere credo sia unica al mondo”. 

Come definiresti il tuo rapporto con Reja? 

Tralasciando il normale disappunto di qualsiasi calciatore che spesso sta fuori squadra, dal punto di vista personale non ho mai avuto problemi con lui. Io sono sempre stato corretto e professionale, come del resto lui lo è stato nei miei confronti. Non è stato un anno facile per entrambi: io stavo abituandomi ad un nuovo tipo di calcio mentre il mister doveva gestire un gruppo formato da tanti calciatori validi. Con il passare delle settimane abbiamo acquisito una certa confidenza e abbiamo sviluppato fiducia l’uno nei confronti dell’altro”. 

Come ti vedi nel Napoli del prossimo anno?

“Per me sarà un anno molto importante poiché  comincerò la stagione sin dal ritiro estivo.  Lo scorso anno, invece, arrivai due giorni prima dell’inizio del campionato ed incontrai parecchie difficoltà ad integrarmi con la squadra. Nel prossimo campionato potrò mostrare tutto il mio valore e la mia personalità sin dall’inizio. Vorrei giocare titolare, come dire altrimenti. Tuttavia sono consapevole che non sarà affatto facile. Di sicuro il modulo non sarà un problema: posso giocare sia da terzino che da ala in un 4 – 4 – 2 sia come quinto di centrocampo in un 3 – 5 – 2”.

Speri di giocare una grande stagione l’anno venturo anche in vista di Euro 2008, che tra l’altro si giocherà nel tuo paese?

E’ di sicuro un mio obiettivo. Però ho sempre detto che il Napoli ha la priorità assoluta in questo momento. Voglio prima giocare bene con la mia squadra e poi arrivare in Nazionale. Ad inizio stagione, infatti, ho commesso un errore di valutazione. Risposi alla convocazione, mentre invece avrei dovuto restare in Italia per favorire il mio inserimento nel gruppo. Al contrario, quando sono stato convocato dopo la gara di Brescia, ho parlato con il c.t., spiegandogli che non avrei risposto alla chiamata poiché avevo bisogno di giocare con continuità a Napoli. Ad ogni modo, l’anno prossimo tutto sarà più semplice poiché, giocando in serie A, ci saranno le soste e potrò tranquillamente rispondere alle eventuali chiamate da parte dell’Austria”.        

 

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