GALLIANI FA ARRABBIARE LA CHIESA

GALLIANI FA ARRABBIARE LA CHIESA src=
In questo calcio che si indigna per la cieca violenza che ha strappato un bambino prima alla sua famiglia poi alla vita, che condanna l’agguato subito dai giocatori dell’Inter di ritorno dalla vittoriosa trasferta di Ascoli, c’è ancora chi si scandalizza perché una partita sia stata anticipata al Venerdì Santo. Il derby Milan-Inter è stato anticipato appunto all’antivigilia di Pasqua per permettere ai rossoneri di prepararsi meglio in vista della semifinale di Champions League contro il Barcellona.

Apriti cielo! Molte personalità ecclesiastiche hanno manifestato il proprio disappunto per questo calcio che ha perso ogni sentimento religioso.

Mons. Maggiolini, Vescovo di Como, si lamenta di come il calcio si pieghi all’unico dio che riconosce, il "denaro", il Cardinale Tonini prende invece atto della sempre minore attenzione per la religione cattolica a dispetto di quella che, in Italia, verrebbe rivolta ad altri culti religiosi.

I vertici ecclesiastici lamentano quindi un sempre minore attaccamento ai riti ed alle tradizioni cristiane. Non è la prima volta che un evento sportivo si svolge in coincidenza alle festività pasquali; qualche anno fa un G.P. di Formula 1 si corse proprio nel giorno di Pasqua. La Pasqua è la festa più importante della cristianità però ha sempre avuto una minore considerazione rispetto al Natale. Mai la Lega si sarebbe sognata di far disputare una giornata di campionato od anche un solo anticipo (o recupero) il 25 dicembre o il giorno di Santo Stefano. E questo per diverse ragioni: le festività natalizie sono più lunghe, sono considerate una naturale ed indispensabile pausa dalla routine di tutti i giorni, e la sosta di campionato è un doveroso atto di clemenza. Il calcio, per tradizione, si gioca la domenica; anzi, non è una tradizione, è una prassi, quasi un…rito; fu proprio la Chiesa a guidare la battaglia per spostare le gare di campionato al sabato. L’esperimento fu tentato sulla serie B ma senza incontrare grandi favori. La gente, che costituisce quel pubblico che è l’anima del calcio, il sabato pomeriggio spesso ha impegni di lavoro, il sabato sera vuole uscire, non è possibile trovare il tempo per andare allo stadio, a maggior ragione se poi si vuole seguire la propria squadra anche in trasferta. Non stravolgiamo nessuna regola e lasciamo che le partite continuino a disputarsi di domenica che per etimologia è il giorno della casa ("domus") e per arcaica tradizione il giorno del Signore. Chiesa e stadio hanno convissuto per decenni, quasi un secolo, e possono benissimo continuare a farlo. Preoccupiamoci della violenza, degli agguati ai calciatori, o del fatto che il calcio sia sempre più un business e sempre meno uno sport; che una partita si giochi in un giorno piuttosto che in un altro ci pare, tutto sommato, un male

A proposito dell'autore

Avatar

Post correlati

Translate »