FUSI: " IL NAPOLI E’ IL GRANDE FAVORITO PER IL SECONDO POSTO"

Luca Danilo Fusi nasce a Lecco il 7 Giugno 1963; da calciatore ha vestito le maglie di Como, Sampdoria (vincendo una Coppa Italia), Torino e Juventus. Ma è a Napoli a cavallo tra il 1988 e il 1991 che conosce il periodo più radioso. Pupillo di Ottavio Bianchi, fu acquistato da Moggi per sostituire Francesco Romano ceduto al Torino; Fusi diventò uno dei pilastri del centrocampo azzurro al fianco di De Napoli e Alemao, vincendo la storica coppa Uefa e il secondo scudetto, di lui si ricorda con piacere il gol decisivo contro la Fiorentina in una gara difficile per la compagine di Bigon. A Napoli restò poco, poi il passaggio a Torino, dove vinse una Coppa Italia, e infine la Juventus

Ora Fusi è il tecnico della squadra primavera del Cesena.

 

Luca la tua esperienza napoletana: Uefa e scudetto. Quale la vittoria più bella?

"Le vittorie sono tutte belle e danno grande soddisfazione, chiaramente la Coppa Uefa fu una gioia immensa visto che fu il primo trofeo europeo conquistato dal Napoli, ma anche lo scudetto per come fu raggiunto, è stato motivo di grande orgoglio per noi."

 

Diego era più un trascinatore dal punto di vista tecnico o un motivatore?

"Certamente le grandi vittorie sono dipese da lui, era un grande campione dentro e fuori del campo. Molte volte era lui a trascinare la squadra con il suo entusiasmo e la sua voglia, da capitano riusciva sempre a stimolare i compagni e fu una garante per le vittorie del Napoli."

 

Cosa ricordi quel tuo gol decisivo a Firenze?

"La prima cosa che mi viene in mente era la strana situazione del “Franchi”, i tifosi della Fiorentina erano in sciopero e disertarono lo stadio, la partita fu abbastanza difficile e quel gol ci tolse un gran peso…"

 

Da allenatore della primavera del Cesena speri di passare in futuro ad allenare anche una prima squadra?

"Mi auguro di avere la possibilità in futuro, questa è un’esperienza molto importante per me e cerco di dare il massimo giorno per giorno, chiaramente spero che in futuro si possa trovare la possibilità di sedermi su una panchina anche in importante."

 

Le società si sono rese conto che con la primavera nascono bandiere e si salva le casse societarie, c’è qualche giovane in cui vede un radioso futuro nella sua squadra?

"Certamente c’è qualcuno che ha delle qualità importanti, ma in questo momento conta molto di più la voglia di emergere, ogni ragazzo deve combattere e cercare di far tesoro delle esperienze per poter venir fuori bene e in questa squadra c’è qualcuno che davvero promette bene"

 

Come finisce questa serie B, il secondo posto chi lo ottiene per te?

"Il Napoli è nettamente favorito, la Juventus non fa classifica. Ma ci sono squadre su cui fare grande attenzione, Genoa e Bologna hanno ottimi organici, ma piazze come Rimini posso venir fuori bene visto che non hanno le stesse pressioni dei club prima citati; tutto passa per l’entusiasmo e con queste qualità si può davvero fare bene"

 

Hai vissuto a Napoli e Torino con entrambe le maglie, quale le differenze tra le tifoserie?

"Due splendide piazze. Napoli veniva da periodi di vittorie quindi era una piazza che cercava di mantenere quelle posizioni e quel ritmo, a Torino si viveva una situazione opposta e quindi la tifoseria granata era in fermento, ma anche lì il supporto del pubblico fu molto importante…"

 

Proprio con la maglia del Torino segnò un gol al San Paolo, quali furono le sue sensazioni?

"Di solito i gol fanno sempre piacere, ma quello fu un gol stranissimo. Ero abituato a vedere il San Paolo esplodere quando la palla entrava in porta, vedere su quel gol uno stadio quasi pietrificato mi ha dato una sensazione strana, quasi come se avessimo subito un gol. Questa è la forza di Napoli, in un modo o in altro ti lascia il segno."

 

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