FURIO FEDELE: “A NAPOLI CI VUOLE EQUILIBRIO. BENITEZ FARA’ CHIAREZZA CON SE STESSO. 4-3-3 PER VALORIZZARE JORGINHO ED HAMSIK”

jorginhoL’eco della sconfitta nel preliminare di Champions e un mercato che a tanti non è sembrato soddisfacente hanno avvolto il mondo Napoli in un vortice di pessimismo e malcontento che la vittoria nella prima di campionato non ha diradato. Furio Fedele, giornalista del Corriere dello Sport, ha seguito il ritiro del Napoli quest’anno e contattato in esclusiva dalla nostra redazione predica equilibrio ma soprattutto tranquillità per una stagione che ancora deve entrare nel vivo “Napoli ha questo problema, passa da entusiasmi ad improvviso pessimismo e rassegnazione. Non è successo ancora niente, nonostante un’estate lunga e complicata e probabilmente deludente per i risultati Champions. Ma non è nulla di fondamentale, l’obiettivo dichiarato è lo scudetto e si è iniziato nel migliore dei modi, con quel briciolo di fortuna che può essere di buon auspicio”.

L’eliminazione a Bilbao è stato un colpo ben assestato ai sogni e alle speranze dei tifosi azzurri, ma la penna del Corriere dello Sport , l’unico forse in ritiro ad essere preoccupato per il doppio impegno, inquadra con chiarezza la situazione distribuendo colpe sia all’Uefa sia all’inesperienza della squadra in appuntamenti del genere “credo che l’errore sia stato far affrontare il Napoli e l’Athletic Bilbao in un preliminare. Un conto è avere nella competizione entrambe le squadre, un conto solo una delle due. E’ una politica sbagliata quella di accontentare tutti a tutti i costi, che non paga. Ci sono società come il Napoli che rischiano e spendono mentre squadre minori che hanno la fortuna di partecipare in un contesto che però non fa parte della loro tradizione. C’è stata quindi anche una componente di fatalità che poteva essere gestita in maniera diversa dall’Uefa. Poi ovvio Bilbao è una piazza molto calda ed un po’ come Napoli rappresenta la capitale di una forma di opposizione politica molto forte e sentita. Per il Napoli era una situazione nuova ed evidentemente ha trovato delle difficoltà a livello gestionale. Bisogna avere l’esperienza giusta perché il playoff è una partita di 180 minuti dove bisogna mantenere una concentrazione prolungata nel tempo per una settimana e bisogna farci l’attitudine a questo”. 

Ciò che resta è l’obiettivo Europa League, una competizione da non sottovalutare, anzi da puntare anche più del campionato “la campagna acquisti è stata influenzata da questo preliminare e non si sapeva se pensare al presente o al futuro. L’obiettivo principale era Mascherano e per motivi comprensibili di bilancio ed opportunità è saltato, ma nulla è compromesso. L’Europa League non è la Champions ma vale la pena di essere affrontata. In campionato siamo alla prima giornata ed è ancora tutto troppo prematuro, ci vuole un minimo di equilibrio nell’affrontare ogni tipo di situazione. Io, nei panni del Napoli, punterei sull’Europa League più che su un campionato di livello medio. La Coppa ha acquisito rilevanza in questi anni e non la sottovaluterei. E comunque in campionato gli azzurri sono partiti bene con una buona vittoria a Genova. Bisogna vedere l’evolversi della situazione, non si possono già individuare colpevoli ed emettere sentenze”.

Sul campo le sensazioni sono positive e Fedele rimpiange un giocatore ma auspica anche un cambio di modulo per valorizzare al meglio un suo pupillo, Jorginho e recuperare uno spaesato Hamsik: “Le sensazioni sono positive ma forse in ritiro avrei gestito in maniera diversa, sempre con molto rispetto dei ruoli, la situazione di Behrami. Lui è un giocatore che poteva fare comodo, una risorsa che poteva e doveva restare a disposizione del Napoli. C’è stato qualche problema nella gestione tant’è che non si è voluto cedere all’Inter. Lo avrei trattenuto ma parliamo comunque con il senno del poi e le somme si tirano alla fine, vedremo cosa farà il Napoli e cosa farà Behrami. E’ stato un mercato d’attesa, prima Mascherano poi Fellaini. Penso a questo punto che debba essere gestita in maniera diversa e soprattutto valorizzata la leadership di Jorginho, cambiando il modulo da 4-2-3-1 a 4-3-3 dove si potrebbe sfruttare al massimo. E’ un giocatore italiano, un patrimonio, ha dei piedi sapienti e andrebbe inserito in un contesto del genere e non come mediano tuttofare. Lui sa come pensare e giocare, la palla la sa gestire molto bene. Allo stato attuale delle cose potrebbe essere una soluzione anche per ritrovare Marek Hamsik con un centrocampo insieme ad Inler e Jorginho dando un altro respiro alla squadra e garantendo allo slovacco delle prestazioni importanti”.

Un altro giocatore che potrebbe fare la differenza è Lorenzo Insigne e Fedele auspica una presa di coscienza del ragazzo dopo i fischi del San Paolo: “Sono sempre convinto che bisogna fare chiarezza, sia a livello personale che lavorativo. Le sirene di mercato hanno influito su Insigne, anche magari involontario perché comunque la corte dell’Arsenal e l’esperienza in Premier League sono gratificazioni. Se si decide di restare o si è costretti a restare bisogna farlo con convinzione. Questa è la cosa più importante ed Insigne ha bisogno di giocare e avere fiducia ma soprattutto capacitarsi che Napoli è la sua terra e che conosce bene la napoletanità e come è necessario comportarsi in queste situazioni”

Se la squadra è comunque sostenuta dal tifoso, è chiaro lo scarso feeling tra società ed ambiente (vedesi anche il calo degli abbonamenti) da inquadrare nelle promesse di scudetto contrapposte ad un mercato sottotono, ma Fedele è contrario ad individuare un errore di comunicazione “Il problema non è  l’aver puntato allo scudetto. Non si tratta di un problema di comunicazione, era giusto pensare in grande perché il Napoli è una grande società”, e infine giudica le voci di addio di Presidente e allenatore con estremo raziocinio se De Laurentiis lascia, e mi sembra difficile, bisogna trovare qualcuno che abbia la stessa forza, struttura e passione, e non è facile. Napoli è una piazza che va maneggiata con cura, bisogna avere rispetto dei tifosi e di qualcosa che non rappresenta solo una squadra di calcio ma tante altre situazioni. Benitez farà chiarezza con se stesso, sa con chi sta lavorando e l’habitat calcistico dove lavora. Non mi sembra che il rinnovo sia fondamentale, piuttosto bisogna stare attenti a stare sul pezzo altrimenti si rischia di distrarsi troppo e fare confusione”. 

Le chances per un’ottima stagione ci sono e così si passa in rassegna le possibili rivali di campionato “La Roma ha la Champions League quest’anno che è un onore e un pensiero in più, mentre per la Juventus bisogna valutare il contraccolpo dell’addio di Conte la gestione di Allegri. Il campionato italiano non è il più bello del mondo, ma probabilmente il più difficile”. Poi c’è la Fiorentina, seguita in ritiro proprio da Fedele, e che è legata a stretto giro ai recuperi dei due attaccanti “Nel ritiro dei viola si diceva che i più grandi acquisti sarebbero stati Mario Gomez e Giuseppe Rossi. Purtroppo non è così per l’italiano e la società con lungimiranza e attenzione ha confermato Cuadrado, avendo intuito che bisogna alzare l’asticella. La Fiorentina sarà un’insidia per tutte ma il problema è che rischi di essere ostaggio di due recuperi importanti considerando che il tedesco deve rientrare in forma immediatamente”. Il Milan invece fa rievocare Battisti “L’eccitazione è sintomo d’amore” cantava Lucio ed è una situazione che raffigura il Milan di questo momento. Prima della partita con la Lazio i rossoneri sembravano da decimo posto, dopo la vittoria da scudetto, non è così. Una razione importante di credibilità si giocherà nelle prossime due partite e con l’incentivo che il Milan non ha le coppe e potrebbe essere un’arma in più in campionato”. Per l’Inter invece fondamentale vincere contro il Sassuolo “I nerazzurri sono soggetti allo stesso problema del Napoli: ottimismo e fatalismo in breve tempo. L’Inter è in Europa League e in campionato pareggiare con il Torino non è un disonore, certo dovrà vincere in casa contro il Sassuolo. La differenza per vincere lo scudetto sono gli scontri diretti, il rendimento con le medio-piccole e vincere in casa. Vincere in casa mette pressione alle dirette concorrenti”.

Chiosa finale sul calcio italiano e sulla Nazionale : “Più della Nazionale maggiore sono stato impressionato dall’Under 21 ed è da lì che devono arrivare segnali di rinnovamento. Conquistare la fase finale dell’Europeo e l’accesso alle Olimpiadi rappresentano due obiettivi di grandissimo pregio. Per quanto riguarda la Nazionale maggiore era quasi sicura la scommessa Conte. Non è abituato a fare brutte figure, ha un concetto di calcio globale dando l’esempio forte con Balotelli. E’ un vincente, ha messo delle regole e ha dimostrato di avere le idee chiare. Il tecnico è una certezza, in grado di darti la scossa anche mentre dormi”. 

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