FRANCINI:"COME DIMENTICARE QUEL GOL A BOLOGNA NEL 90, ORA C’E LO STESSO ENTUSIASMO DI ALLORA"

Che festa quel giorno a Bologna ! Sugli spalti c’ erano più napoletani che bolognesi, i quali, guardavano di buon occhio che fossimo noi a vincere lo scudetto, al posto del Milan. Eravamo a pari punti con i rossoneri, i quali persero a Verona per 2 –1. Noi vincemmo a mani basse in Emilia per 4 –2, passando in testa da soli ad una giornata dal termine. In pratica era fatta, e non dimenticherò mai la grande euforia che regnava nello spogliatoio, messe al bando le scaramanzie varie. La Domenica seguente battemmo per 1 –0 la Lazio per il “ coso “ – bis ( a Napoli sono stato sette anni, so bene cosa vuol dire la parola scaramanzia…” ).Giovanni Francini fu il primo grande colpo di mercato di Luciano Moggi, appena sbarcato a Napoli nell’ estate del 1987. Era il terzino ( come si diceva allora ) fludificante più in voga del momento, erede della maglia n. 3 in Nazionale nientepocodimenoche di Antonio Cabrini. All’ epoca il “ nostro “ aveva 24 anni, essendo nato nel 1963 a Massa Carrara. A Napoli troverà la definitiva consacrazione , disputando in sette stagioni 184 gare con 10 gol, oltre a vincere uno scudetto, la coppa Uefa e la supercoppa italiana. Oggi vive a Viareggio, ed ogni tanto incrocia sulla sua strada Marcello Lippi che se ne va a spasso in bicicletta. Nei suoi progetti immediati, c’è quello di aprire una scuola calcio con alcuni amici.

Napoli è una città che non può non lasciarti un segno indelebile dentro di te. Ancora oggi, non riesco assolutamente a perdermi un incontro in tv degli azzurri, e vedo con gioia che il S. Paolo è tornato a riempirsi come ai tempi miei. Il tifoso napoletano poi, ti trasmette una carica di entusiasmo incredibile, che ti fa sentire principe e re. E’ un pubblico che ha seguito la squadra anche negli anni della serie C, che bello sarebbe se potesse vivere dopo tanti anni,  una nuova, così grande emozione “.  “Certo il Milan è forte, ma sono convinto che nel loro animo anche i giocatori del Napoli ci credono, sanno che ce la possono fare, anche se non lo dicono. Basta vedere quante volte in questa stagione, sono riusciti a ribaltare partite che sembravano perse , non ultima la vittoria contro la Lazio. I giocatori ci sono, c’è in panchina un signor allenatore, e c’è una società solida alle spalle. Il Milan ha forse un calendario più difficile di Cavani e cC., sperare è più che lecito…  “.“ A Bologna mi ritagliai la bella soddisfazione di realizzare il 3° gol, in spaccata mandando la sfera all’ angolino, dopo un magnifico scambio con  Maradona e Careca. Avemmo una partenza fulminante, e proprio Diego ed Antonio erano già andati in gol. La mia rete, dopo appena un quarto d’ ora, spense definitivamente sul nascere il match. Alla fine vincemmo per  4 –2 ( era il 22 aprile 1990 ), che bello leggere la felicità fuori dallo stadio negli occhi della gente di Napoli… “. “ Dei miei compagni d’ allora, mi sento ancora con Ciro Ferrara, Bagni, Corradini, Zola e pure Antonio Carannante. Ho visto che Domenica scorsa, sugli spalti c’ era anche Antonio Careca. Spero proprio di poter venire a festeggiare il terzo sc…in un S. Paolo vestito a festa. A me Napoli mi ha dato tutto, il mio sogno è vederla di nuovo imbandierata… “.

  

STATISTICHE

Un gran colpo di testa di German Denis a tre minuti dalla fine il 28 -9 -2008, ha regalato per 1 -0 l' ultimo dei tredici successi complessivi degli azzurri nella patria del tortellino. Per risalire all' ultimo pareggio ( 12 in tutto )  bisogna retrocedere addirittura di 22 anni : 1 -1 il 7 maggio 1989, con gol di Lorenzo pareggiato dal magnifico Careca. Gli emiliani si sono imposti invece  per la 28esima volta, lo scorso 7 marzo 2010 per 2 -1 ( Zalayeta al 6°, Adailton al 12°, e rete della bandiera firmata da Rinaudo al 13° ). Per continuare il sogno – scudetto però, al “ Dall' Ara “ dovrà andare come 21 anni. Anche se non con un 4 -2… 

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