FATICA E SOFFERENZA, MA BASTA HAMSIK: IL NAPOLI ESPUGNA IS ARENAS

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CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Ariaudo, Avelar; Ekdal (79’ Ibarbo), Conti, Nainggolan; Thiago Ribeiro (84’ Ceppelini); Nené (88’ Dessena), Sau (Avramov, Del Fabro, Perico, Casarini, Eriksson). All.: Pulga-López.

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio (64’ Mesto), Behrami, Inler, Dzemaili (67’ Vargas), Zuniga; Hamsik, Insigne (83’ Dossena) (Rosati, Colombo, Grava, Aronica, Fernandez, Uvini, Donadel, El Kaddouri). All.: Mazzarri.

Arbitro: Giannoccaro (Lecce)

Guardalinee: Meli (Parma) – Bianchi (Lucca)

IV uomo: Marzaloni (Rimini)

Arbitri addizionali: Orsato (Schio) – Ciampi (Roma 1)

Marcatori: 72’ Hamsik.

Ammoniti: Dzemaili (N), Sau (C), Rossettini (C)

Recuepero 0 pt, 4 st

 

Reduce dalla sofferta qualificazione ai sedicesimi di Europa League, il Napoli cala a Cagliari, nel catino nuovo di zecca di Is Arenas che fa registrare il tutto esaurito (guarda un po’…) per una sfida da sempre sentitissima da parte del pubblico di casa, viepiù aizzato dal pittoresco e smaccatamente antipartenopeo presidente Cellino. Azzurri e rossoblù arrivano alla contesa in condizioni rimaneggiate. Senza Cavani, fermato dal Giudice Sportivo, e Campagnaro e Pandev, alle prese con malanni fisici di diversa natura, Mazzarri deve reinventarsi il suo XI, lanciando Britos dal primo minuto al fianco di Cannavaro e Gamberini; a centrocampo, confermati Zuniga e Maggio sulle fasce, ecco Dzemaili, spalleggiato dai connazionali Inler e Behrami, a sopperire allo spostamento di Hamsik in prima linea al fianco di Insigne, entrambi preferiti a Vargas. Non se la passano meglio Pulga e Lopez, privi dello squalificato Astori e di Pinilla e Cossu, venuti meno per noie muscolari dell’ultim’ora: dietro trova dunque spazio Ariaudo, centrale insieme a Rossettini con Avelar e Pisano laterali; il posto del trequartista sardo doc viene preso da Thiago Ribeiro, all’opera alle spalle di Sau e Nené e coadiuvato da Nainggolan, capitan Conti ed Ekdal, scelto in extremis in luogo di Dessena. Un po’ di attesa, complice l’ingresso forse troppo anticipato delle due squadre, poi, agli ordini del signor Giannoccaro, si parte. Dopo un solo minuto c’è già il primo tiro in porta, ed è del Napoli: Dzemaili, liberato da un passaggio filtrante di Inler, dribbla Nainggolan e conclude dal limite, ma Agazzi para facile. L’inizio del match è molto tattico, con duelli attenti e tesi in linea mediana e poche possibilità di sfruttare gli spazi con giocate di fino. Gli azzurri vengono ingabbiati dai difensori del Cagliari, dopodiché la squadra sarda cerca di avviare le sue manovre attraverso la mobilità di Nainggolan e Thiago Ribeiro e qualche discesa degli esterni bassi; tali manovre, però, vengono prontamente frenate nei primi minuti dal rabbioso Behrami. Gli iniziali tentativi a rete del Cagliari non sortiscono gli effetti sperati: una conclusione di Avelar al 10’ direttamente su free kick, un’altra di Nené, piuttosto velleitaria, due minuti dopo. Al 13’, su cross di Ekdal dalla destra, Dzemaili smorza corto, si avventa Nenè al volo, ma Gamberini s’immola e stoppa il tiro. Quattro minuti dopo break del Napoli: rimessa di Zuniga raccolta da Insigne, il quale lascia spiovere la sfera per poi calciarla al volo, mandandola però alta. Gioca bene, il Cagliari: gli uomini di Pulga, molto rapidi e veloci, non lasciano tranquilli gli azzurri pressandoli ovunque, persino in difesa, nel momento in cui cercano di impostare le loro azioni, faticando molto, troppo. Si lancia lungo, magari sperando che qualche palla venga ‘lisciata’ dai difensori rossoblù, e quando ciò accade il Napoli rischia di fare male. Minuto 21: Insigne ruba palla appena dopo la metà campo avversaria, scende, elude la molle opposizione di Ariaudo e imbrocca un elegante interno destro a giro che supera Agazzi, ma cozza contro il palo sinistro. Tre giri di lancette dopo, Inler su calcio piazzato coglie impreparata la difesa cagliaritana, liberando Behrami sulla destra: da poco prima del fondo, lo svizzero la mette dentro e l’accorrente Insigne manca il colpo di tacco decisivo. Si continua a giocare sul filo dei duelli tattici, ma il Cagliari non molla: alla mezz’ora, Nainggolan trova il pertugio per scattare sulla sinistra, il suo cross al limite dell’area trova Thiago Ribeiro che perde l’attimo giusto e si fa rimpallare lo shoot da Britos, in recupero su di lui. Poi, nel giro di due minuti, due buone chances per gli azzurri: prima Insigne, al 31’, pescato largo a sinistra da un bel lancio di Dzemaili, lascia sul posto Pisano e tira di destro, mandando la palla da poco a lato; poi Zuniga, appena un minuto dopo, ci prova di destro dal limite dell’area: fuori non di poco. Al 36’ è nuovamente Thiago Ribeiro a essere servito da Nené e a concludere con un diagonale destro bloccato a terra da De Sanctis. Due minuti dopo i rossoblù si rendono ancor più pericolosi: su calcio d’angolo, Conti ha piena facoltà di colpire di testa, contrato da Gamberini quel tanto che basta per far sì che il pallone sfiori il palo alla sinistra di De Sanctis. Tutt’altro che insidioso, invece, Zuniga al 39’: da non far vedere alle scuole calcio il suo tiraccio al volo su traversone di Insigne. Successivamente il primo tempo scivola via senza particolari emozioni, almeno fino al 45’, allorquando De Sanctis rinvia inopinatamente corto (scivolando, attenzione…) consentendo ad Avelar di tentare il goal della domenica (pardon, del Lunedì): per fortuna dei partenopei l’esperimento del terzino brasiliano fallisce. Cosa ci dice, pertanto, questa prima frazione? Ci dice che il Cagliari la partita se la gioca a viso aperto, e più che bene, facendo venire qualche apprensione ai partenopei ogni volta che accelera il ritmo. Di contro il Napoli tiene bene lì dietro, ma soffre le pene dell’inferno nel momento in cui costruisce il gioco; Dzemaili non incide, Hamsik appare spaesato, il solo Insigne crea pericoli non appena mette palla a terra, dimostrando la miopia di chi lo definisce “ragazzino proveniente dalla Serie B”.

L’inizio della ripresa non può tenere tranquilli i tifosi azzurri, dacché nei primi tre minuti il Cagliari va vicino al goal due volte, prima al 47’ con Nainggolan, che dopo aver lasciato immobile Gamberini costringe De Sanctis a piegarsi in due per bloccare il suo tiro insidioso; poi un minuto dopo, Cannavaro rischia una clamorosa autorete svirgolando in scivolata un cross di Conti dalla destra: la palla urta contro la sbarra traversale e termine fuori. Passato il torpore, il Napoli prova a reagire, senza però concretizzare le poche azioni che arriva a costruire, concretizzando solo un altro tiro di Zuniga rimpallato col corpo da Rossettini. Al 54’, anzi, sono i padroni di casa a sfiorare nuovamente la rete con una bella conclusione mancina dai 18 metri di Nainggolan, pescato da un traversone di Ekdal mal respinto da Britos, che finisce di pochissimo a lato alla destra di De Sanctis. Gioca molto meglio la squadra di casa, al contrario di un Napoli incapace di prodursi nelle sue solite azioni di rimessa e frenato anche da reiterati errori in manovra. La mancanza di Cavani, dell’uomo capace di dare una mano al battaglione a uscire dalla sacca, si fa sentire pesantemente, soprattutto nella solitudine lì davanti di Insigne, chiuso dai fisici difensori sardi che rispediscono al mittente gli inutili lanci lunghi dei compagni. La difesa partenopea, almeno quella, fa il suo compito, sebbene sudi sette camicie nel rintuzzare le sfuriate del Cagliari, sia dalle fasce che centralmente. Mazzarri, intuendo che i suoi ragazzi non riescono a spezzare l’accerchiamento avversario, tenta la disperata carta Vargas al posto di Dzemaili, con Hamsik che torna nel suo ruolo naturale tra le linee; in precedenza Maggio, la “garanzia” (?), aveva lasciato il posto a Mesto. E, strano a dirsi, ma due minuti dopo il suo ingresso in campo (69’) è proprio Vargas a mancare la rete con un colpo di testa su angolo: il cileno, disturbato da Pisano, manca il bersaglio. Al 72’ Insigne viene servito da Hamsik appena al limite dell’area, il frattese suggerisce per Zuniga all’interno dell’area; il colombiano viene contrastato da Ekdal, ma il rimpallo nello scontro favorisce proprio Hamsik che sul filo del fuorigioco indovina di piatto destro a giro l’angolo alla sinistra di Agazzi, battendolo nonostante la sua opposizione. Vantaggio, dunque. Un po’ a sorpresa, forse, ma vantaggio. Non è un caso, ad ogni modo, che nasce nel momento in cui finalmente si gioca rasoterra disorientando la difesa sarda. Il Cagliari ovviamente non ci sta a perdere, e si getta furiosamente all’attacco alla ricerca del pari. A dare una volta tanto sicurezza ai suoi è De Sanctis: coraggiosa e precisa la sua uscita, al 79’, su calcio di punizione arcuato di Conti. Pulga e Lopez vogliono giocarsi il tutto per tutto all’arma bianca: Ibarbo rileva Ekdal, come Ceppelini Thiago Ribeiro. Sul nostro fronte, frattanto, Mazzarri si produce in un nuovo suicidio: via Insigne, dentro Dossena e tutti dietro con un difesa a quattro e resistenza ad oltranza fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo respiro. Basta il minimo errore per mandare tutto all’aria, come potrebbe accadere all’85’: angolo di Ibarbo e Conti, lasciato colpevolmente solo, tira in corsa di destro sfiorando il palo alla sinistra del nostro portiere. A parte ciò, comunque, e a parte un fortuito tiro-cross del nuovo entrato Dessena al 91’ che per poco non sorprende De Sanctis, il Cagliari non produce altro che una sterile supremazia territoriale. Paradossalmente è proprio il Napoli, rinculato in trincea, ad avvicinarsi al colpo del ko allo scadere del tempo regolamentare: Hamsik semina il panico con una folata centrale e con un passaggio filtrante libera Vargas, il quale allunga il piedino abbastanza per costringere Agazzi a intervenire in scivolata. Finisce un po’ in polemica da parte sarda, poiché il signor Giannoccaro, a recupero già oltrepassato, non concede giustamente un calcio d’angolo al Cagliari per una zuccata di Inler su palla alta. E’ fatta! Patimenti oltremisura, sofferenza dettata soprattutto dalla solita tattica difensivista degli ultimi minuti, ma stavolta il Napoli coglie al balzo la seconda caduta della Juventus e non si fa uccellare in volata. Una vittoria forse non meritata al 100%, ma che premia la maggior concretezza dei nostri beniamini nell’occasione più nitida, lì dove Hamsik, altro pilastro fondamentale di questa squadra, ha saputo rivelarsi decisivo e freddo, regalando al Napoli tre punti medicinali, anche per tenere a distanza la Fiorentina. Non ha demeritato il Cagliari: ha giocato bene, avendo tuttavia la pecca di non sfruttare al meglio le palle-goal tradito dai suoi uomini migliori, su tutti Thiago Ribeiro, Nené e Sau. Troppo poco, evidentemente, per una squadra che ha comunque fermato diverse volte il cuore dei tifosi partenopei. Rischiare di avere un infarto è però valso a qualcosa: si è vinto, pur senza brillare. E ancora una volta, grazie a un tenore. Non c’era Cavani, e la sua assenza s’è fatta sentire, ma Hamsik sì. E la sua zampata, pur non dissipando le solite incertezze, permette di guardare con un po’ di serenità in più ai prossimi impegni.

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