EUROPA LEAGUE, MISSION IMPOSSIBLE, O QUASI

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Difficile ma non impossibile. La qualificazione ai sedicesimi di Europa League del Napoli si è complicata dopo la sconfitta contro il Liverpool, ma gli azzurri non hanno perso la speranza di arrivare secondi nel girone. Le ultime due partite, infatti, saranno decisive per il passaggio del turno. “Se il Napoli batte Utrecht e Steaua è sicuro di continuare la sua avventura in Europa”. Il calcolo di Massimo Crippa, che la Coppa Uefa l’ha vinta nell’89 con la maglia azzurra, è molto semplice. “Sono due avversari alla portata. In campo internazionale, però, nessun risultato è scontato. In Olanda, ad esempio, la squadra di Mazzarri troverà un clima infuocato perché lì lo stadio è molto piccolo. Con lo Steaua, invece, sarà una partita molto complicata perché le squadre rumene sono molto forti fisicamente”. Il Napoli al momento è terzo insieme all’Utrecht, a due punti dallo Steaua. “La partita al San Paolo contro i rumeni sarà decisiva ma in Olanda non bisogna fare passi falsi. Gli azzurri non hanno ancora vinto nel proprio girone e in queste due partite bisognerà dare qualcosa in più”. A parità di punti i criteri di accesso ai sedicesimi sono gli scontri diretti, la differenza reti e il numero di gol segnati. Per il Napoli, che ha pareggiato sia in casa con l’Utrecht che a Bucarest con lo Steaua, i giochi non sono ancora chiusi. I rimpianti, però, sono inevitabilmente per la partita di Anfield. “Il Napoli ha dimostrato di essere superiore al Liverpool almeno per un tempo. Mazzarri l’aveva preparato benissimo e infatti la sconfitta è dipesa da errori dei singoli”. La mancanza di esperienza europea è un dazio che in questi palcoscenici si paga. “Quella, però, arriva con il tempo. Gli azzurri devono tornare ad abituarsi a giocare questo tipo di partite. È una squadra giovane. La strada è quella giusta”.

Le fatiche in Europa tolgono inevitabilmente energie per il campionato. “Il doppio impegno incide tanto. Nonostante oggi ci siano rose molto ampie, a scendere in campo sono quasi sempre gli stessi. Questo non capita solo al Napoli ma anche a squadre come Real Madrid e Inter. Gestire le forze non è semplice. Giocare ogni tre giorni è faticoso ed è inevitabile che la condizione non sia sempre al massimo. In questi casi, poi, il rischio infortuni è dietro l’angolo perché non ci si può allenare sempre correttamente”. Tutt’altra cosa rispetto alla magica notte di Stoccarda. “Quello era un altro calcio. Non si giocava così spesso. E poi non c’era la fase a gironi, ma solo scontri diretti. In quelle partite eri costretto a dare tutto e non potevi fare calcoli. Era di fondamentale importanza quanti gol prendevi in casa o quanti ne facevi fuori. Col girone questi calcoli non valgono”. Quello era il Napoli di Maradona, questo invece è il Napoli di Lavezzi. “Andiamo cauti con i paragoni. Ai livelli di Diego forse si potrà avvicinare Messi. Lavezzi è un ottimo giocatore, molto importante per la squadra. Indubbiamente per il modo di giocare ricorda molto Maradona anche se Diego è sempre Diego”.

Non sarà la Champions ma andare avanti in Europa League porterebbe comunque altri soldi nelle casse del Napoli. In caso di accesso ai sedicesimi, al netto dei diritti tv e del botteghino, arriverebbero dalla Uefa 200 mila euro, 300 in caso di qualificazione agli ottavi, 400 per i quarti e 700 per le semifinali. A Dublino il piatto si farebbe ancora più ricco: 3 milioni di euro per la vincitrice e 2 milioni per la squadra sconfitta. Per la banda Mazzarri un motivo in più per rendere la missionpossible.

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