Esclusiva PN-Martino:”In casa il Napoli non è equilibrato e si scopre in maniera eccessiva. Su Mertens, Insigne e Sarri…”

Carmine Martino, radiocronista ufficiale del Napoli e giornalista Mediaset, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it, facendo il punto sulla stagione degli azzurri e alcune previsioni in vista delle prossime sfide.

Il Napoli come chiuderà la stagione?

Io penso bene, la squadra è in forma e sta crescendo, se questa sosta non crea problemi credo che gli azzurri potranno soltanto migliorare avendo a disposizione una rosa ampia, per tanto sono legittime le aspirazioni per il secondo posto e poi c’è la possibilità di giocare una finale di Coppa Italia, non mi meraviglierei se il Napoli riuscisse a raggiungerla.”

Quante chances ci sono di raggiungere la finale?

Do al Napoli il 40% di possibilità. Certamente la squadra è in grado di realizzare due gol alla Juve, ma non sappiamo se riuscirà a non incassarne alcuno.”

Sul rendimento altalenante della difesa

In trasferta il campionato del Napoli è da scudetto e lì a parte qualche partita, mi sembra che i gol incassati non siano eccessivi e rientrano sicuramente nella media. Il problema è nelle gare interne in cui la squadra non è equilibrata e non riesce ad attaccare senza scoprirsi in maniera eccessiva. In questo caso si avverte l’assenza di Higuain che con il suo gioco riusciva incredibilmente a dare anche maggiore armonia a i vari reparti. La coppia più affidabile è senza dubbio quella composta da Albiol e Koulibaly che tuttavia hanno giocato molte gare in meno rispetto alla passata stagione.”

Vale la pena fare un sacrificio economico per Mertens?

Bisogna vedere fino a che punto potrà sacrificarsi, la politica di De Laurentiis è chiara e ogni tanto qualche cessione di lusso rientra nei suoi standard, Mertens potrebbe essere rappresentarne una. C’è il tetto ingaggi che non prevede di superare determinate cifre che potrebbero creare qualche malumore nello spogliatoio. Ci sono equilibri da rispettare e di conseguenza non si può permettere di dare a un giocatore una cifra di gran lunga superiore agli altri. Bisogna andarci con i piedi di piombo. Certamente è un peccato perchè a gennaio sembrava non ci fosse alcun problema. Era necessario essere più tempestivi in modo da far mettere la firma al contratto prima dell’esplosione del belga.”

Insigne leader dello spogliatoio?

Potrebbe diventarlo sicuramente, la risposta migliore un giocatore la deve dare sempre sul campo e Lorenzo lo sta facendo ottimamente dimostrando progressi notevolissimi e non ha raggiunto la sua maturità perchè è ancora molto giovane. E’ il perno di questa squadra e il merito va dato anche a Rafa Benitez che lo ha completato in fase passiva e di copertura. Rafa ha sempre detto che Insigne gode di grande resistenza, tale da permettergli di rientrare velocemente e dare una grossa mano alla squadra, credo che questo aspetto lo abbia aiutato tantissimo a diventare ora quello che è; può ancora migliorare perchè ha davvero una tecnica sopraffina, da campione, e una volta raggiunta la maturità potrà essere il vero leader del Napoli, ma anche della Nazionale. Inizialmente Lorenzo ha pagato la fatica degli Europei e ciò ha fatto sì che a differenza degli altri anni, sia entrato in forma con un pò di ritardo ma ora sta dimostrando di essere davvero in uno stato eccellente.”

Sul linguaggio colorito utilizzato da Sarri

Fa parte del personaggio, del suo bagaglio intellettuale, Sarri è fuori dagli schemi. Tuttavia è un uomo di grande cultura. Non capisco a capire per quale motivo gli venga addossata questa etichetta di “provinciale”, non gli si addice proprio. E’una persona poco formale, non elegante, ma ripeto fa parte del personaggio. E’uno che legge Bukowski, chi conosce questo scrittore americano sa che tipo di persona fosse. A me sembra che Sarri vada a ricalcare un pò quel tipo di comportamento. Il primo estimatore di Sarri è stato proprio Benitez, parliamo di due allenatori grandissimi, uno che ha già vinto tantissimo e uno che lo farà a breve perchè le sue idee sono vincenti. Si è trattato di una sorta di passaggio di consegne ideale, verificatosi in quella partita che non tutti hanno dimenticato ad Empoli. Il primo a decantare le qualità di questo tecnico è stato proprio lo spagnolo. Il fatto che siano diversi in conferenza stampa ha poca importanza. Sono due personaggi diversi, ma per quanto riguarda la concezione del calcio in realtà sono molto più vicini di quanto si possa pensare e indubbiamente Sarri ha ereditato una situazione estremamente positiva lasciata da Rafa e sta facendo davvero benissimo. Ha mostrato di avere un’apertura mentale non indifferente nonostante molti pensano che sia chiuso nel suo 4-3-3. In Italia si è tradizionalisti, siamo legati troppo all’allenatore camaleonte che dà la sensazione di cambiare assetto durante la partita e non riusciamo ancora ad immaginare invece un tecnico che va avanti per la sua strada seguendo sempre la sua linea e le sue idee tattiche.”

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Giuseppe Lombardi

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