ESCLUSIVA PN, BIANCHI : “RICORDI LEGATI SOPRATTUTTO AL NAPOLI. PREMATURO PARLARE DI CRISI. LO SCUDETTO? DIFFICILE SENZA UNA SQUADRA COMPETITIVA”

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Il ricordo degli anni d’oro, il momento di Inter e Napoli e il pensiero sulla competitività degli azzurri per lo scudetto 

Impossibile nascondere un pizzico di emozione, per chi gli anni d’oro li ha vissuti solo in DVD. In vista di Inter-Napoli Pianetanapoli.it ha contattato in esclusiva Ottavio Bianchi, ex allenatore di entrambe le squadre, oltre ad esser stato calciatore e dirigente del Napoli, la cui figura è comunque legata indissolubilmente, come ci ha lui stesso confermato, ai trionfi sulla panchina degli azzurri nello storico periodo maradoniano.

 

 

 

Ottavio Bianchi, Inter-Napoli si avvicina e parte una girandola di ricordi ed emozioni. Cosa hanno significato per lei queste due società?

Non che io abbia ricordi particolari per questa partita, perché è vero che sono stato allenatore di entrambe le squadre ma in particolare io sono stato l’allenatore del Napoli, oltre ad esserne stato un giocatore e un dirigente dopo. A Milano invece ci sono stato per un periodo talmente breve che questo match diventa uno come un altro, personalmente.

In questo inizio di stagione si è parlato di crisi per il Napoli prima e per l’Inter adesso. Come si può inquadrare la sfida alla luce di queste considerazioni che sembrano in ogni caso premature?

E’ sicuramente una partita interessante per i risvolti che ci possono essere, visto che tutte e due le squadre hanno dei problemi; il Napoli sembra averli risolti, considerando le tre vittorie consecutive, mentre l’Inter pare essere incappata in un vortice negativo, una situazione che risente in ogni caso della filosofia che domina nel calcio italiano, che porta a polemiche e mormorii non appena una squadra si imbatte in qualche incidente di percorso. E’ chiaro che stiamo parlando di due team che sono stati attrezzati per essere competitivi e si trovano già un po’ braccati dal duo di testa, ma credo sia prematuro parlare di crisi, visto che è appena cominciato il campionato.

Il match di domenica arriva in un momento particolare. Ritiene sia più importante per il Napoli, alla ricerca di conferme in un palcoscenico importante, o per l’Inter, chiamata a rialzarsi dopo due batoste in campionato?

Mi sembra che sia una partita decisamente importante per entrambe le squadre, proprio per i motivi che lei ha citato. Il Napoli viene da un momento positivo ma fino a qualche settimana fa aveva collezionato parecchi risultati negativi, una situazione che si sta verificando adesso per l’Inter.

La panchina di Walter Mazzarri pare sempre più traballante. Lei ha conosciuto l’ambiente nerazzurro, pensa che il tecnico livornese abbia le qualità giuste per poter restare sulla panchina dell’Inter?

Non mi sento di rispondere a questa domanda, anche se ho smesso da molto tempo ho grandissimo rispetto del ruolo e del lavoro degli allenatori, e non conoscendoli personalmente non mi permetto mai di dare giudizi, ne positivi ne negativi; so cosa significa fare l’allenatore e parlare dal di fuori non credo sia corretto.

L’ultimissima domanda: la piazza sembra ormai insoddisfatta di restare ai vertici del calcio italiano senza mai afferrare il tricolore; lei che a Napoli ha vinto, da allenatore, il primo scudetto della storia azzurra, quale pensa possa essere, oggi, la giusta formula per rivivere quei momenti indimenticabili?

Ci vuole tanto lavoro e molta determinazione, ma chiaramente occorre una squadra adeguata. Io non mi sento di dare un giudizio personale sulla competitività del Napoli per lo scudetto, mi attengo a quello che hanno detto gli addetti ai lavori prima che iniziasse il campionato, secondo cui questa squadra poteva giocarsela per il tricolore. Ora bisognerebbe capire, o in ogni caso chiedere a loro, se hanno sbagliato valutazione o se realmente gli azzurri possono lottare con la Juventus e la Roma. Personalmente mi auguro che il Napoli resti in corsa fino alla fine per questo obiettivo, un po’ come ha cercato di fare in questi ultimi anni, pur essendo poi sempre prematuramente eliminato dalla volata finale. 

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