ESCLUSIVA PIANETANAPOLI – RAIMONDO MARINO: “NAPOLI, MIA SECONDA CASA. BENITEZ MI PIACE”

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Raimondo Marino, ex difensore di Napoli e Lazio e con un passato da allenatore del settore giovanile della squadra partenopea, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it. Domenica alle ore 12.30 all’Olimpico di Roma la compagine di Pioli affronterà la formazione di Benitez, scontro ormai valido per il terzo posto. Ecco le sue dichiarazioni:

LAZIO E NAPOLI – “Come ho spesso detto in passato, l’allenatore conta solo il 10% di una squadra. Deve saper gestire i campioni e lo spogliatoio, come ha fatto e sta continuando a fare Ancelotti. Mi auguro che entrambe le squadre possano arrivare in alto anche prima della Roma. Spero che riescano a fare secondo e terzo posto. Ho giocato in tutte e due le squadre e mi hanno fatto diventare famoso. Mi ha dato la possibilità economica di vivere bene, quindi sono due squadre che porto e porterò sempre nel mio cuore. La Lazio, forse, un po’ di più. Quando giocavo nel Napoli c’erano grandissimi giocatori ed io ero uno dei tanti; con la Lazio ero più importante in quanto uno dei più forti della squadra. Napoli, però, mi ha dato tutto: mi ha fatto diventate prima uomo e poi giocatore. All’età di 14 anni sono andato via da casa e ho vissuto a Napoli: la città partenopea rimarrà uno dei ricordi indelebili della mia vita. Ho vissuto l’infanzia sotto l’ombra del Vesuvio, a livello affettivo mi sento napoletano”.

NAPOLI“Ho visto il big-match contro la Juventus: nel primo tempo i bianconeri hanno giocato bene, poi nel secondo meglio il Napoli. Ho sentito, poi, gli episodi del fuorigioco di Caceres in occasione del secondo gol: la posizione del difensore della Juventus era da segnalare. E’ più colpa del guardalinee che dell’arbitro. Ma non condivido la reazione di De Laurentiis: il presidente del Napoli dovrebbe andare personalmente a farsi valere perché è stato sempre così il calcio. Gli arbitri sono umani e possono sbagliare: posso dire che prima che arrivasse a Napoli ed eravamo una squadretta gli arbitri ci mettevano “i piedi in faccia”. I giocatori della Juventus gli potevano dire, invece, qualsiasi cosa e non venivano sanzionati. Così come quelli del Milan e dell’Inter. I direttori di gara hanno paura, a volte, di cacciare un giocatore forte. Poi quando è venuto Maradona e li mandava a quel paese facevano finta di non sentire e noi ridevamo. Gli arbitri soffrono la personalità dei calciatori. Mi piace Benitez come allenatore e come uomo: per quanto riguarda la squadra servono alcuni elementi con personalità per superare i momenti delicati”.

TERZO POSTO“La Lazio può mettere in difficoltà il Napoli soprattutto con il pressing nella zona centrale del campo. La squadra di Benitez non ha tanta qualità a centrocampo mentre la compagine di Pioli può mettere in affanno la mediana partenopea. L’allenatore spagnolo saprà come fare. Sono convinto che fin dai primi minuti del match la Lazio cercherà di chiudere la pratica Napoli, pressando in continuazione la squadra partenopea”.

IL MONDO DEL CALCIO “Cosa farò in futuro? Ho litigato con dei direttori sportivi importanti perché non ho accettato compromessi e mi hanno tagliato le gambe, così come hanno fatto con i miei figli. Sto in pensione, cerco di aiutare ragazzini nel calcio e alleno con mio figlio Daniele  a casa mia. I calciatori, quando sono gestiti da certi personaggi, accettano con facilità certi compromessi. I bambini sono ingenui, ti puoi fidare ciecamente di loro come dice Dio. Loro non tradiranno mai l’allenatore, loro cercano di vincere sempre dando il massimo. Ho allenato nei dilettanti ed è una baraonda: i grandi sono presuntuosi. Vorrebbero insegnarmi come calciare e marcare. Preferisco allenare i bambini. Vorrei dire una cosa ad Antonio Conte che si è lamentato della pochezza dei giocatori italiani in circolazione: perché non manda collaboratori di nascosto nei vari settori giovanili per vedere come lavorano? E’ facile parlare”.

RICORDI“Ho avuto un rapporto eccezionale con Maradona. Sono sempre stato un uomo tranquillo e non ho mai creato problemi a nessuno. Non mi piaceva andare in giro con i miei colleghi, mi pento di questa scelta. Un ricordo di Lazio-Napoli da calciatore? Quando Diego fece quattro gol. Fu una partita bellissima, che emozione”.

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