Esclusiva PianetaNapoli con Franco Lauro (RAI):”Il Napoli ha un fuoriclasse in rosa che si chiama Manolo Gabbiadini e per lui come per Higuain non deve esistere turnover. La lotta Champions è aperta”

Il giornalista e conduttore televisivo Rai, Franco Lauro, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a pianetanapoli.it per darci la sua opinione sulla lotta Champions e sulle chance del Napoli in questo finale di stagione di centrare un traguardo importante su uno dei tre fronti. Solo a Giugno si potrà pensare al futuro, ora è il momento di fare affidamento sui campioni in rosa per risollevarsi.

Franco-Lauro-539x404Ecco le parole di Franco Lauro in risposta alle nostre domande.

La marcia del “gambero” del Napoli, scivolato dalle soglie del secondo al quinto posto, ha riaperto la “Lotta Champions”. Chi sono per Franco Lauro le favorite per secondo e terzo posto?

“Credo che il calendario sia più complicato per un paio di squadre ma quello che conta è la condizione atletica con cui arriveranno alla volata finale. Gli impegni più numerosi e difficili li hanno sicuramente Fiorentina e Napoli. Del lotto delle papabili, la Lazio è quella che sta giocando il calcio più convincente e sembra avere maggiore freschezza non avendo impegni europei. Inoltre ha trovato un trascinatore prodigioso come Felipe Anderson che in alcune giocate, invenzioni e conclusioni ricorda il talento tipico dei più grandi fuoriclasse di livello mondiale. Credo comunque che sia presto  per indicare una vera favorita visto che ci saranno gli appuntamenti di Europa League e Coppa Italia che richiederanno il massimo impegno di tutte. La verità sulla volata finale, sia per l’accesso diretto che attraverso il preliminare, non dico che si arriverà a saperla all’ultima giornata ma sicuramente potremmo avere le idee più chiare solo tra un mese.”

Il Napoli arriva ad Aprile a giocarsela sui tre fronti ma ad oggi sta facendo fatica in campionato. Scelta di Benitez di puntare sulle coppe per lasciare altri trofei in bacheca prima di un possibile addio o la rosa non è adatta per la gestione dei tre fronti?

“È evidente che il tecnico del Napoli stia valutando il suo futuro già da mesi e stia facendo le sue scelte immaginando come sarà il suo percorso ma allo stesso modo anche il Napoli sta facendo le sue valutazioni guardandosi in giro. Sicuramente il punto nodale per essere competitivi, soprattutto in Italia, è la difesa. Nelle ultime tre gare il Napoli ha concesso cinque reti alle avversarie raccogliendo due miseri punti e certamente non ha affrontato le prime della classe ma squadre di livello medio. In Europa, invece, il Napoli viaggia con sole quattro reti subite e probabilmente dipende da un approccio complessivo di tutti non solo dei calciatori che seguono quanto gli viene detto dal tecnico e di certo entrano sempre in campo per dare il massimo. È umano, però, che ci siano alti e bassi. Il Napoli ha avuto le sue occasioni per brillare in campionato e le ha perse per strada subendo troppi gol. Adesso, pur essendo impegnato su tutti i fronti ed avendo prestigiosi obiettivi davanti da poter conquistare, in campionato sa di dover sudare non poco per ritagliarsi un posto al sole. È vero che vincendo l’Europa League si accede alla Champions ma per far questo bisogna partire dal presupposto che ci sono squadre forti da affrontare come il Wolfsburg che sta facendo bene in Bundesliga alle spalle del Bayern e che ha eliminato l’Inter con due vittorie. Il Napoli se la può giocare con tutti, ma per vincere l’Europa League la strada è piena di ostacoli con cinque partite non facili contro avversarie che non sono certo Real, Barca, Bayern o PSG ma sono comunque squadre che hanno importanti organici e stanno facendo bene in stagione nelle rispettive leghe e vogliono centrare un obiettivo di prestigio come la Coppa e una qualificazione che porta soldi nelle casse societarie. Sapere di poter contare su introiti certi fa la differenza  per programmare la campagna acquisti.”

Cosa sta mancando, quindi, alla squadra azzurra per essere competitiva?

“Le voci vere o presunte che girano su allenatore e giocatori vicini all’addio o che disdicono affitti (ndr Callejon), non portano nell’ambiente Napoli quella serenità necessaria in un momento della stagione in cui ti stai giocando praticamente tutto. Questo, volente o nolente, entra nel clima quotidiano di una squadra composta da professionisti che daranno il massimo fino all’ultimo giorno in maglia azzurra ma è umano che per qualcuno ci possa essere un approccio che cambia. A prescindere da tutto, la cosa importante è che il Napoli deve ripartire da un fenomeno vero che si chiama Manolo Gabbiadini il quale ha tutte la caratteristiche per conquistare pubblico e città e trovare un posto stabile nel Napoli e nella Nazionale italiana. Per fare questo ha bisogno di giocare e stesso discorso vale per il Pipita Higuain. Va bene la gestione della rosa ma i fuoriclasse vanno sempre fatti giocare. Maradona oggi come ai suoi tempi non farebbe turnover e non entrerebbe a 10’ dalla fine e il calcio non è cambiato, poi, così tanto. Guardiamo Cristiano Ronaldo: quando va in campo in Champions o in Liga o in Coppa del Re è sempre lui o una controfigura? Poi ognuno ha le sue rispettabili idee ma anche la Juventus con Tevez lo ha dimostrato, specie a Palermo, dove non doveva giocare ma alla fine, poiché anche gli altri compagni di reparto non erano al meglio, si è scelto di andare sul sicuro con la presenza di un fuoriclasse in una gara decisiva per l’allungo in campionato. Anche il Napoli non dovrebbe prescindere dai suoi fuoriclasse.”

Inizia la settimana che porta a Roma-Napoli, quale il suo appello affinché ritorni ad essere il vero “derby del sud”?

“Credo che non sia momento di appelli ma di pensare tutti che si parla di calcio, di sport e di un momento che deve essere di svago e di rispetto per la memoria di un ragazzo che sognava ben altro per il suo futuro e la sua vita. Ogni parola sarebbe fuori posto. Ci vuole solo tanto rispetto per lui e la sua famiglia e credo sia giusto affidarci al buon senso e all’equilibrio.”

Le parole di un professionista ed esperto di calcio come il giornalista Franco Lauro mettono l’accento su come si debba essere tutti “spalla a spalla” fino al termine di questa stagione: allenatore, giocatori e ambiente Napoli. Poi a Giugno chi vorrà prenderà anche strade diverse ma senza rimpianti per quello che si sarebbe potuto fare e che magari non si è fatto per aver forse “staccato la spina” troppo presto.

A proposito dell'autore

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

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