Esclusiva Pianetanapoli, Campilongo: “Tonelli alla Cannavaro, Stellone mi chiese scusa a Coverciano”

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Salvatore Campilongo, ex allenatore dell’Empoli e Avellino, tra le tante squadre che ha allenato, è intervenuto ai microfoni di pianetanapoli.it per parlare del primo acquisto della squadra azzurra, Lorenzo Tonelli, che militava tra le fila della Primavera dell’Empoli quando lui era alla guida della prima squadra toscana: “Me la ricordo bene quella squadra perché c’erano anche Saponara e Camano, un giocatore uruguaiano che mi piaceva tantissimo. Poi si infortunò gravemente a causa della rottura dei legamenti e non ha più giocato a calcio. Tonelli è stato sempre visto come un giocatore dalle grandi prospettive: poteva esplodere da un momento all’altro. Naturalmente, quando sono arrivato io nel 2009 ad Empoli, Tonelli, ’90, era al primo anno in Primavera perché arrivava dagli Allievi. Dalla Primavera, invece, ho ereditato giocatori come Fabbrini ed Angella che erano già stati in prima squadra nell’anno precedente: la società toscana me li aveva messi a disposizione già dal ritiro. Inoltre, c’era Dumitru che feci debuttare e segnò anche due reti. Con Sarri Tonelli è diventato un giocatore importante, con l’attuale allenatore del Napoli ha avuto la definitiva consacrazione. E’ un giocatore forte fisicamente alla Cannavaro, che è più ‘pulito’ rispetto a Tonelli. Inoltre, è bravo di testa e riesce a fare anche quattro/cinque gol a campionato perché sfrutta bene la sua forza. E’ un difensore che si completa bene con i giocatori che ha il Napoli come Albiol e Koulibaly. Farà bene sicuramente: alla piazza azzurra piacciono questi tipi di calciatori, che hanno fame e cattiveria. Lui è uno di quelli”. Poi uno sguardo alla prossima stagione del Napoli:  “L’obiettivo è quello di migliorare quanto di buono fatto quest’anno, che non sarà facile sicuramente. E’ normale che il tifoso si aspetti sempre qualcosina in più, magari di lottare fino alla fine invece di arrivare a nove punti come è successo nella prima parte di campionato. Non bisogna fare come quest’anno che per problemi di organico si sono persi punti per strada. Credo che Sarri abbia capito che il Napoli ha avuto momenti di difficoltà durante la stagione nel suo sistema di gioco. Le squadre avversarie hanno preso le contromisure, gli hanno creato qualche problema. Sarri è una persona intelligente ed un allenatore con tantissima esperienza ed ha capito sicuramente che, nei momenti di difficoltà, bisogna trovare alternative giuste perciò cerca Saponara o un trequartista. Può passare anche al 4-3-1-2 a gara in corso”. Poi uno sguardo alla Lega Pro con Roberto De Zerbi, ad un passo dalla Serie B con il Foggia e proprio ex giocatore di mister Campilongo ai tempi dell’Avellino: “Sono molto affezionato a Roberto perché ci sentiamo spesso. Per quanto riguarda la cattiveria e la caparbietà, mi aspettavo che diventasse un allenatore perché durante gli allenamenti aveva sempre tantissima voglia. Chi non lo conosce, può pensare ad un giocatore svogliato che non si voleva allenare, invece lui non era così. Roberto pretendeva il 100% dai suoi compagni durante le sessioni di allenamento. Quell’anno facemmo un grande campionato: lui e Sforzini erano le ciliegine sulla torta di quella squadra. Deve limare qualche comportamento a livello caratteriale, ma questo processo avviene solo con l’esperienza. Anch’io era un giocatore estroso e nessuno pensava che potessi arrivare a curare la fase difensiva. La voglia e le idee di un allenatore sono fare la differenza. Un tecnico bravo si deve aggiornare e deve essere intelligente in alcune situazioni. Se si curano i particolari, diventi un allenatore bravo”. Nel corso della sua lunga carriera il tecnico napoletano ha allenato anche Roberto Stellone, retrocesso a fine stagione in Serie B con il Frosinone nonostante l’ottimo gioco espresso dalla sua squadra: “Ti racconto un aneddoto su di lui. Quando sono andato a Frosinone, Roberto era quasi alla fine della sua carriera e pensava già al suo futuro. Quando ci siamo rincontrati dopo due anni a Coverciano alla premiazione della Panchina d’oro e della Panchina d’argento, lui mi disse: ‘Mister,  ti devo chiedere scusa perché adesso che faccio l’allenatore capisco i problemi che può avere un tecnico a livello di spogliatoio: deve gestire 22 giocatori, trovi qualche giocatore come me o Santoruvo che hanno una certa età e non hanno voglia di allenarsi’. Qualsiasi cosa che gli proponevi, era sbagliato. Poi dopo c’è la grande riconoscenza quando loro si trovano nelle mie stesse condizioni”.  Poi, una battuta su Felice Gaetano, talento napoletano, classe 1996, in prestito al Taranto lo scorso anno: “E’ un buonissimo giocatore. Quando è arrivato, subito l’ho fatto giocare. Magari per qualche allenatore che predilige l’equilibrio della squadra, può essere difficile da collocare. Ma se lui con la testa pensa a fare la fase difensiva e cresce sotto l’aspetto tattico, per me può diventare giocatore importante anche per categorie superiori. Ha grande tecnica e grande forza: deve migliorare solamente nella fase di non possesso. Se lo fa, diventa un grande calciatore”. Infine, uno sguardo al suo futuro: “Vorrei allenare di nuovo a certi livelli perché sono in grado di allenare: non devo invidiare niente a nessuno”.

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