ESCLUSIVA PIANETANAPOLI, BOLCHI: “IO STO CON SARRI, NO AL TURN-OVER SCONSIDERATO”

In esclusiva per Pianetanapoli abbiamo intervistato un vero signore del calcio Italiano, Bruno Bolchi. Grande centrocampista e capitano dell’Inter tra la fine degli anni 50 e gli inizi degli anni 60, mister Bolchi inizia anche la carriera di allenatore con ben 21 club allenati, tra i quali ricordiamo Messina, Bari, Avellino e Lecce come tappe più importanti, un leader come calciatore e un gran signore come allenatore sia in campo che fuori, gentilmente ha risposto alle nostre domande.

Mister Bolchi, un suo giudizio sulla stagione del Napoli e sul lavoro fatto da Sarri?

A me sembra che abbia ottenuto il massimo, rispetto all’anno precedente è riuscito a proteggere un po’ di più la difesa, subendo molti meno gol, che era la lacuna grossa degli anni scorsi, allo stesso tempo non ha perso niente in fase offensiva, anzi direi che quest’anno Higuain ha fatto un record straordinario, 36 gol, ha trovato la chiave di volta. Nelle squadre la cosa principale sono gli equilibri tattici, perché uno può segnare tanti gol, però ne subisce una caterva o viceversa non segna mai, non riesce mai a trovare un equilibrio. Sarri è riuscito a migliorare tutti e due gli aspetti, quindi complimenti a lui.

Quanto vale, secondo lei, questa squadra senza Higuain?

Il Napoli sicuramente è una buona squadra e lo ha dimostrato restando in corsa per il titolo sino alle battute finali. Ha degli ottimi giocatori, ha qualità, quantità. Io dico che il Napoli è una squadra molto competitiva. Anzi è anche difficile da migliorare.

A questo proposito, dove operare sul mercato, cosa migliorare?

Io sinceramente non saprei, perché, andiamo per reparti, la difesa rispetto all’anno prima ha subito molto meno, in attacco farne di più sembra difficile, Higuain ha fatto 36 gol, non so se la prossima stagione possa ripetersi, in più ci sono tutti attaccanti che possono fare gol, quindi non è facile indubbiamente dire “miglioriamo”. L’importante sarebbe non peggiorare, se il Napoli riuscisse a ripetere il campionato di quest’anno sarebbe già un’ottima cosa.

Da grande centrocampista quale è stato, un suo giudizio sul centrocampo azzurro?

Io ho una grandissima stima di Hamsik, che reputo veramente un grandissimo giocatore, perché è uno dei pochissimi, assieme ad Iniesta e forse pochi altri, capace di mettere una palla rasoterra e lanciare il compagno solo davanti al portiere, sono cose che faceva Rivera, Maradona, che facevano i grandi, lui ha questa grandissima prerogativa. Poi è assortito bene, Jorginho è un buon regista, Allan è un giocatore di grande quantità, direi che anche sul centrocampo andare a cercare delle migliorie non sarà facile, se ci riusciranno bravi loro, ma non è facile, soprattutto tenendo in considerazione la scarsezza di giocatori di livello internazionale e le eventuali cifre che questi calciatori vengano a costare.

Si parla molto ultimamente di Lapadula, quale è il suo giudizio su questo calciatore?

Lapadula ha avuto questo exploit straordinario, ha segnato tantissimi gol, quindi in quella categoria ha spopolato, sicuramente la squadra di A che lo prenderà, potrà migliorare, però mi sembra che il Napoli in avanti sia coperto anzi ne ha in abbondanza, leggo che vorrebbe dar via Gabbiadini per dargli la possibilità di giocare. Non mi sembra che il Napoli abbia bisogno di gente che fa gol, mi sembra che ne abbia a sufficienza. Titolare ha Higuain, se manca gioca Gabbiadini, che ogni volta fa gol, sugli esterni ne ha tre uno meglio dell’altro.

Se dovesse dare un consiglio a Sarri, magari sulla gestione degli uomini in rosa, visto che questa stagione vedrà gli azzurri impegnati in Champions League, cosa gli direbbe?

Con la Champions Sarri, sicuramente, farà le sue valutazione su eventuali turn-over anche se io la penso come lui, sono contrario a questi turn-over sconsiderati, sembra che i giocatori se giocano tre partite in una settimana dopo devono morire, non penso che sia così. A volte vedo squadre che, tra una partita e l’altra cambiano 6 o 7 giocatori, quindi stravolgono completamente la squadra. Certo dovendo affrontare la Champions e per andare avanti, Sarri dovrà operare qualche cambio in più, ma non sconvolgerei il suo modo di pensare, io lo condivido, opererei come lui.

Non posso non farle una domanda sulla “sua” Inter, che ne pensa di questo passaggio di proprietà ai cinesi?

A volte qualcuno dice che sono un sentimentale, ma questa nuova Inter non la sento più come la “mia” Inter. Io sono entrato nell’Inter a quattordici anni con Angelo Moratti presidente, quindi con l’uscita definitiva della famiglia Moratti e con l’avvento dei cinesi non la sento più tanto “mia”. Faccio una considerazione di ordine pratico, qui parliamo di investitori, io, per quel poco che conosco, credo che chiunque fa un investimento non lo fa pensando di perdere, lo fa cercando di guadagnarci, presumo. Allora se questi cinesi saranno capaci di fare una grande squadra ed anche guadagnarci son dei fenomeni, speriamo che sia questo. Io qualche dubbio ce l’ho.

 

 

 

A proposito dell'autore

Rosario Verde

Maturita’ classica. Attestato di Intelligence e Spionaggio Industriale conseguito presso L’Iscom, istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione.Giornalista, curatore di rubriche e membro della redazione presso il giornale cittadino “Zapping” di Casandrino. Amante del Latino, si definisce un malato della maglia azzurra. Lettura e scrittura, tecnologie, sport, viaggi sono i suoi hobby nel tempo libero.

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