Esclusiva, Giorgio Crico (passioneinter.com): “Napoli-Inter, gara tirata. Icardi non è al meglio, finisce 2-1 per gli azzurri”

Domenica sera al San Paolo andrà in scena Napoli-Inter. Per l’occasione Pianetanapoli.it ha contattato in esclusiva Giorgio Crico, redattore di passioneinter.com e mondopallone.it

All’andata finì 2-2 a San Siro tra Inter e Napoli con gli azzurri che buttarono al vento tre punti solamente nei minuti di recupero. Domenica sera ci sarà la sfida di ritorno al San Paolo con i nerazzurri sconfitti di misura dalla Fiorentina. Pianetanapoli.it ha raggiunto telefonicamente il giornalista di passioneinter.com, Giorgio Crico, per conoscere le novità dell’ultima settimana in casa Inter.

L’Inter, reduce dalla cocente sconfitta casalinga contro la Fiorentina, come ha preparato la sfida del San Paolo?
“Cocente è una parola grossa. La sfida è stata equilibrata e solo un episodio ha deciso il match in favore dei Viola: dal punto di vista del gioco la gara non ha mostrato passi indietro notevoli ma ha evidenziato le stesse problematiche già messe in luce nel doppio confronto col Celtic e dalla partita col Cagliari, al netto dei risultati positivi. Semplicemente, in questa fase, la Fiorentina è più quadrata e più in forma dell’Inter”.

Ci saranno novità di formazione? E quante possibilità ci sono di vedere Icardi in campo?
“Icardi non è al meglio e le indiscrezioni attualmente in nostro possesso non fanno pensare a un suo impiego dal primo minuto ma può anche essere che smaltisca il problema entro il fischio d’inizio e sia della gara da titolare. Nel caso non ce la faccia sono pronti Podolski e Palacio. Per il resto, invece, dovrebbe rivedersi sulla fascia D’Ambrosio dopo i minuti fatti contro la Fiorentina, in difesa c’è il solito ballottaggio a tre per due posti tra Juan Jesus, Ranocchia e Vidić mentre il centrocampo dovrebbe essere quello ultimamente considerato titolare con Medel, Guarín, Brozović e Shaqiri, che torna titolare in campionato. Dell’attacco abbiamo già detto”.

I nerazzurri giocano bene a tratti: cosa manca alla squadra di Mancini per completare la sua opera?
“Domanda molto pertinente. Onestamente penso che manchi senz’altro la solidità difensiva necessaria a una squadra che intende giocare mantenendo il possesso di palla e, soprattutto, con una linea di retroguardia alta come piace a Mancini: allo stato attuale delle cose, gli elementi che l’Inter conta nel reparto arretrato non danno abbastanza affidamento, per un motivo o per l’altro. Inoltre va anche considerato che la rosa manca ancora di qualche profilo diciamo “manciniano”, come un giocatore che imposti l’azione dal basso con qualità, un altro terzino di spinta e, magari, un esterno offensivo veloce e dotato di grande tecnica”.

La difesa dell’Inter è il reparto che soffre di più. La coppia dei centrali difensivi è stata cambiata più volte: l’allenatore nerazzurro come potrà limitare i danni fino a fine stagione?
“Come accennavo in precedenza, giocare con una linea così alta come quella vista ultimamente è probabilmente un lusso che, attualmente, l’Inter non si può permettere. A questo aggiungo che, forse, questa retroguardia non ha abbastanza capacità tecniche e autostima per giocare con disinvoltura e palla a terra come vuole Mancini: forse qualche pallone in più spedito al terzo anello, per quanto non estetico, avrebbe fatto bene. I centrali sono cambiati spesso anche per questioni di squalifiche e infortuni, tendenzialmente la coppia titolare è chiaramente composta da Ranocchia e Juan Jesus”.

Dove potrà arrivare questa Inter? Riuscirà a raggiungere almeno uno degli obiettivi stabiliti da Thohir?

“L’obiettivo della società è l’Europa, qualunque sia va bene. Direi che la rosa vale senz’altro almeno il quinto posto ma il cambio di guida tecnica nonché i vari problemi riscontrati in stagione hanno penalizzato il cammino in campionato e hanno portato alla situazione attuale che, onestamente, è piuttosto complessa. Penso che, con un po’ di fortuna, l’Inter attuale possa dire la sua fino in fondo per la quinta/sesta piazza (a patto che Fiorentina e Lazio calino, ovviamente) ma in Europa League vedo un cammino segnato non solo per il Wolfsburg ma, in generale, per una mancanza di mentalità “europea” della squadra tutta. Quindi, francamente, penso che l’unica prospettiva reale della stagione riguardi l’accesso all’Europa League in campionato”.

L’umore dei tifosi nerazzurri è cambiato rispetto all’ultimo anno e mezzo: anche una sconfitta la si digerisce in maniera diversa. I tifosi si fidano di Mancini?
“Per la gran parte dei tifosi non si può parlare di felicità, la classifica non è un granché da qualunque lato la si voglia vedere. Di sicuro però, in generale, la fiducia dei tifosi in Mancini è salda e forte (almeno finché non rimedia quattro KO di fila), forse anche troppo a mio modo di vedere, perché il mister jesino qualche colpa, da novembre a oggi, l’ha anche fatta registrare e ho delle perplessità sulla gestione di alcune problematiche. Sebbene sia scemato, però, l’effetto post-Mazzarri si sente ancora e il gioco arioso attuale, per quanto incompleto, piace parecchio alla tifoseria confrontato col 3-5-2 asfittico del tecnico toscano. Col ricordo ancora fresco della noia delle partite, delle spesso incomprensibili interazioni con la stampa e dei risultati zoppicanti di Mazzarri, Mancini gode di stima incondizionata per contrasto, se non altro in virtù di una nuova filosofia offensiva che ha oggettivamente dato alla squadra, all’ottima campagna acquisti e a una gestione efficace dei media (senza nemmeno considerare i suoi trascorsi vincenti ad Appiano Gentile)”.

Che partita sarà Napoli-Inter? Quale sarà la chiave del match?
“Penso che sarà una gara tirata, che viaggerà su un ritmo non particolarmente elevato e che vivrà di strappi e accelerazioni improvvise. Credo che il Napoli avrà dalla sua la gestione degli esterni, sostanzialmente le armi migliori che ha, e l’Inter dovrà lavorare parecchio per impedire che arrivi il pallone ai vari Gabbiadini, Callejón, Mertens o de Guzmán, che probabilmente cercheranno di attaccare sistematicamente la profondità alle spalle dei terzini nerazzurri. Quindi, per gli Azzurri penso che la chiave della partita sarà l’attacco sulle fasce e la capacità dei suoi mediani di innescare i giocatori di fascia.

Se gli uomini di Benítez non dovessero riuscire a sfondare lungo gli out allora la gara si deciderà in mezzo, dove i mediani partenopei potrebbero soffrire parecchio il palleggio dei centrocampisti del Biscione e il dinamismo di Shaqiri alle loro spalle.

“In generale, comunque, terrei d’occhio la zona centrale del campo: lì si decideranno le sorti della partita”.

Cosa dovrà temere Rafa Benitez della compagine nerazzurra?
“Penso di aver già risposto in parte: senz’altro il centrocampo di Mancini appare più solido di quello del tecnico spagnolo e decisamente più folto. Inoltre, la non proprio solidissima retroguardia campana potrebbe soffrire parecchio i movimenti e i tagli senza palla di Palacio, nonché il dinamismo di Shaqiri e le sue abilità nel dribbling. Attenzione anche ai calci piazzati e agli inserimenti di Guarín in area: il Napoli soffre tantissimo sui calci da fermo e il gioco aereo”.

Pronostico finale
Dico 2-1 per il Napoli.

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