ESCLUSIVA – Del Genio: “Lozano sopravvalutato, Belotti più adatto di Milik. Ora big possono restare, vi spiego! Su Gattuso…”

Ai microfoni di Pianetanapoli.it, in esclusiva, è intervenuto Paolo Del Genio, noto cronista al seguito del Napoli, attualmente commentatore tecnico alla radio ufficiale, conduttore del filo diretto con i tifosi “4-4-2”, in onda sempre su Kiss Kiss Napoli, e opinionista e presentatore televisivo a Tele A.

 

  • Paolo, subito una parantesi in merito alla ripresa del campionato: le ultime notizie parlano addirittura di uno slittamento a ottobre, che ne pensi?

Penso che in questo momento non ci siano i presupposti, dobbiamo verificare se ci saranno tra un mese, ma onestamente non mi pare facile. Parliamo di uno sport di contatto ed in un momento come questo, dove vige la regola del distanziamento sociale e tutti quanti noi continueremo a chiederne il rispetto, consentire di far allenare e giocare le squadre mi sembrerebbe una grave contraddizione. Quindi partendo da questa considerazione così logica non mi sembra una soluzione utile.

 

  • Ipotizzando invece un nuovo campionato, una nuova stagione, dal punto di vista tattico credi che Gattuso – in caso di conferma – debba continuare ad insistere sulla filosofia impostata nell’ultimo periodo e che aveva portato dei segnali, baricentro basso, prudenza, oppure avrà il tempo di organizzare anche grazie a qualche nuovo acquisto una squadra più vicina a quelle che poi erano le idee iniziali dello stesso Gattuso, possesso palla, aggressività, linea difensiva alta?

Gattuso dovrà avere la capacità di conservare quel tipo di atteggiamento che prima dell’interruzione aveva portato la sua squadra a vincere diverse partite e contestualmente acquisire sicuramente anche una capacità di vincere le stesse partite controllandole o addirittura dominandole: se vuoi avere ambizioni da grande squadra non puoi adottare solamente una tattica conservativa, devi anche saper essere maggiormente intraprendente nello sviluppo del gioco. Gattuso giustamente aveva abbandonato la seconda opzione visto il momento di difficoltà iniziale, dopodiché il fattore predominante, a partire da un ipotetico inizio di una nuova stagione, dovrà essere rappresentato dalla ricerca di un tipo di calcio di qualità, di possesso e non sempre – e solamente – difensivo. 

 

  • Capitolo mercato. Paolo del Genio ha sempre sostenuto l’idea del cambiamento, di un forte rinnovamento dell’organico per salutare – e ringraziare – alcuni giocatori storici giunti oramai a fine ciclo ed accoglierne di nuovi, più giovani, più motivati. Credi che il Napoli ti ascolterà o continuare a decidere di “vivacchiare” all’insegna d’una linea conservatrice del tipo “teniamoli ancora tutti e vediamo cosa succede”?

I primi segnali che erano arrivati procedevano nella direzione giusta – giusta ovviamente secondo la mia opinione -, vale a dire quella di cambiare molto. Adesso, però, credo che non sarà facile fare tutto quello che si pensava di poter fare prima che si verificassero queste circostanze: ci potremmo aspettare, infatti, un mercato abbastanza limitato dal punto di vista economico. Inoltre bisogna capire se anche il Napoli parteciperà a quel famoso giochino delle plusvalenze: il bilancio della società non ha bisogno di vendere giocatori ad alte cifre e di contro acquistarne altri sempre ad alte cifre. Non credo che il Napoli lo faccia. Quindi è ipotizzabile che il club si possa trovare di fronte a delle offerte che non accetterà e di conseguenza qualche giocatore che in condizioni normali sarebbe partito, stante uno scenario simile potrebbe anche restare. Non mi riferisco, certamente, ad una conferma in blocco dell’interno organico, ma a misure ‘ridotte’ tra permanenze e cessioni. 

 

  • Quindi uno come Koulibaly potrebbe persino restare?

Esatto. E’ una di quelle situazioni che potrebbe cambiare in virtù di quello che sta accadendo. Anche i grandi club dovranno confrontarsi con la difficoltà di dover fare un possibile investimento pari a 80-90-100 milioni di euro – cifra non più altissima rispetto alle velleità di qualche anno fa, ma di certo non bassissima – e quindi in mancanza di proposte del genere, anche Koulibaly potrebbe clamorosamente restare. 

 

  • In assoluto, qual è il reparto che avrebbe bisogno d’una maggiore rinfrescata forte?

L’attacco! Lo dicono proprio i numeri. E non solo quelli di quest’anno. Anche nelle stagioni precedenti, quando le cose andavano bene, il reparto d’attacco aveva avuto delle difficoltà oggettive soprattutto per quanto concerne la finalizzazione: ci sono delle statistiche che lo dimostrano. Il Napoli, spesso, risultava essere sia tra le squadre che costruiva maggiori palle gol sia, allo stesso tempo, tra quelle che non riuscivano a concretizzarne molte. Pertanto è inevitabile che bisogna intervenire su giocatori d’attacco che esprimano questa capacità. In passato la società ci è riuscita, negli ultimi anni un po’ meno, al punto che quelli che sono arrivati non sono riusciti né a insidiare e nemmeno a dare un giusto ricambio ai titolari che oramai giocano da anni, che in qualche caso hanno palesato una leggera – ma comunque significativa – parabola discendente. Bisogna invece ingaggiare dei giocatori che riescano a fare la differenza negli ultimi venti metri: su sei/sette giocatori d’attacco, penso che almeno tre debbano essere dei giocatori nuovi. 

 

  • Un parere secco su Milik: al netto dei due infortuni ma alla luce di tutto quello che poi ha dimostrato, con Sarri e Gattuso poco ma con Ancelotti abbastanza, volendo tirare una conclusione netta su di lui, se ti dovessi sbilanciare è il centravanti titolare di una squadra con grandissime ambizioni?

E’ difficile dirlo. Al momento non possiamo avere una risposta certa. Penso, però, che ci siano abbastanza segnali per dire che Milik soffra nel 4-3-3, ovvero quando si ritrova ad essere l’unica punta centrale e quindi in mancanza d’un partner vicino fa fatica sia a chiudere l’azione sia a legare il gioco. Ad esempio con Mertens accanto, nel 4-4-2 di Ancelotti, si esprimeva molto bene; nel 4-3-3, da unica punta, non è proprio nelle condizioni ideali. Dunque per come intende giocare il Napoli di Gattuso, Milik rimane un attaccante forte, ma non l’ideale. A questo punto credo sia giusto individuarne un altro con le caratteristiche delle quali parlavo.

 

  • Ultimamente ci hai parlato di Belotti come possibile sostituto: cosa garantirebbe di diverso rispetto al polacco?

Belotti è un giocatore che sa lavorare molto con la squadra, che sa difendere palla sugli esterni, fa salire la squadra, ha capacità nel gioco aereo. Dal punto di vista realizzativo, Milik non avrebbe molto da invidiargli, anzi, forse nel tiro in porta il polacco si lascia preferire, ha un sinistro importante dal limite, da fuori area, è da considerarsi uno dei migliori che ci sono in circolazione. Però ripeto: credo che il Napoli abbia bisogno di un giocatore, nel ruolo di prima punta, che aiuti la squadra a giocare meglio negli ultimi 20 metri. Dopodiché il numero di gol, spesso, è un argomento relativo: è più importante avere interpreti che sappiano, ad esempio, anche consentire ai compagni, tra cui gli altri attaccanti e i centrocampisti attraverso gli inserimenti, di realizzare tanto, di andare in doppia cifra. Uno come Belotti ha queste caratteristiche anche se finora le ha mostrate fino ad un certo punto perché quasi mai si è trovato coinvolto in progetti di squadre molto forti.

 

  • Higuain e Cavani, due straordinari centravanti della storia recente del Napoli: ecco, a quale dei due profili dovrebbe assomigliare, per caratteristiche, al di là di Belotti, il nome del prossimo centravanti del Napoli per tornare ad altissimi livelli in Italia?

Dipende dal tipo di partita da giocare. Quando la squadra deve controllare il gioco, fare tanto possesso, allora uno che lega – o legava, per meglio dire: adesso non sembra essere più in grado di farlo – come Higuain, è fondamentale averlo. Invece in occasione di partite come quelle giocate ultimamente, cioè se devi presentare una squadra chiusa e abile nelle ripartenze che cerchi di più la giocata fisica piuttosto che di tecnica per andare a finalizzare l’azione, allora Cavani potrebbe essere l’ideale. Sarebbe auspicabile trovarne almeno uno di quel livello, che somigli all’uno o all’altro. Per fortuna del Napoli sia Higuain che Cavani hanno disputato i migliori anni della loro carriera in maglia azzurra, ora però entrambi hanno cominciato la parabola discendente: per cui il Napoli ha bisogno di qualcuno simile ad uno dei due, del nuovo Higuain o del nuovo Cavani, ma non del loro ritorno. 

  • Sin qui la più grande incognita probabilmente di tutto il campionato, Hirving Lozano: se Gattuso non riesce nemmeno a collocarlo in un calcio di ripartenze come quello praticato ultimamente, vuol dire che veramente è stato molto chiaro e che immaginarli ancora insieme sarebbe un’utopia…

Per quanto riguarda l’anno prossimo mi sembra molto difficile pensare che all’interno del parco attaccanti possa rientra Lozano. Sono curioso di scoprire la modalità attraverso la quale dovesse essere ceduto: se in prestito secco piuttosto che con obbligo di riscatto oppure a titolo definitivo. Troppi punti di domanda sul messicano: al momento il Napoli deve mettere in conto il fatto che Lozano rappresenta un giocatore sul quale qualcosa ha perso. Va presa una decisione senza tirare troppo la corda, altrimenti si rischia di perdere ulteriormente dal punto di vista economico e di ritrovarsi in organico un giocatore che non riesce a rendere. Quindi il Napoli deve incominciare a prendere atto della situazione che si è venuta a creare, ossia che dopo tanti acquisti indovinati negli ultimi anni, per giunta costati poco e che poi hanno anche avuto un rendimento molto elevato in campo, Lozano ha rappresentato quell’eccezione che a volte nel calcio si verifica, secondo la quale giocatori costati tanto poi non riescono ad inserirsi.

 

  • Troppe aspettative? E’ davvero così forte come pensava Ancelotti, che in Russia se ne innamorò?

C’è stata una sopravvalutazione. E’ un buon giocatore, però in nessun aspetto è il top assoluto: è veloce, ma non velocissimo; dribbla bene, ma non è un fenomeno, ce ne sono tanti in giro che dribblano meglio di lui; è rapido nella conclusione, ma non sempre è preciso. Insomma, è un buon giocatore, però alla luce di quello che abbiamo visto c’è stata una sopravvalutazione. 

 

  • 2 gol in 23 presenze, numeri troppo evidenti e negativi per ignorare che un altro matrimonio – quello con Callejon – sia giunto ai titoli di coda: con chi lo sostituiresti? un vero e proprio alter ego – ove mai lo si individuasse – oppure un altro mancino da mettere in coppia con Politano?

E’ difficile dirlo. Ora abbiamo finalmente questo esterno mancino, Politano, che può essere molto utile in quel tipo di partite – delle quali parlavamo prima – nelle quali speriamo che il Napoli possa avere il controllo della gara: è uno che crea superiorità, entra dentro al campo e può essere molto importate averlo. In altri contesti, in altre partite per così dire più tattiche, dove conta molto la fase difensiva, può invece servire un giocatore tipo Callejon, anche se in giro non ce ne sono molti. Sto leggendo di Rashica del Werder Brema, che ogni volta che ho visto mi è sempre piaciuto tanto: sa fare gol, ha una corsa lunga ed una discreta tecnica. 

Translate »